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A Teheran, colpito il palazzo dell’assemblea che elegge la nuova leadership dopo Khamenei

today4 Marzo 2026

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Scritto da Daniele Biacchessi

Raid su Teheran e Qom, la guerra si estende dal Libano al Kurdistan iracheno mentre la Nato sostiene l’offensiva e l’Onu chiede indagini per possibili crimini di guerra.

Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran si sta sempre più allargando e coinvolge tutti gli stati del Golfo. In un raid, è stato preso di mira l’ufficio dell’Assemblea degli Esperti a Qom che ha il compito di eleggere il prossimo leader, dopo la morte di Ali Khamenei. Si tratta di un organo costituzionale, composto da 88 giuristi (mujtahid). Attacchi aerei hanno colpito l’aeroporto Mehrabad di Teheran. Il ministero degli Esteri saudita ha condannato l’attacco iraniano all’ambasciata Usa perché ‘codardo e ingiustificato’, annunciando che il regno adotterà tutte le misure necessarie per ‘proteggere la propria sicurezza, l’integrità territoriale, i propri cittadini compresa la possibilità di rispondere a un’aggressione’.

Avvertimento all’Europa dell’Iran, dopo le dichiarazioni di Germania, Francia e Gran Bretagna su possibili azioni difensive contro i missili iraniani sulle proprie basi nei paesi del Golfo. ‘Un atto di guerra e una complicità contro gli aggressori’, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniani Esmail Baghaei. Il ministro della Difesa israeliano ha dichiarato che le truppe di terra “avanzeranno e prenderanno il controllo di ulteriori aree strategiche in Libano” con l’obiettivo di fermare gli attacchi. Intanto, i Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno riferito di aver distrutto “obiettivi ostili” nel Kurdistan iracheno. Secondo la Mezzaluna Rossa, il numero delle vittime dall’inizio degli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele ha raggiunto quota 787.

Trump pronto a sostenere insurrezione armata

Il presidente americano Donald Trump è aperto a sostenere i gruppi in Iran disposti a prendere le armi per rovesciare il regime. Lo scrive il Wall Street Journal. In questa chiave andrebbero letti i colloqui avuti domenica da Trump con i leader curdi Masoud Barzani e Bafel Talabani. E il presidente sta continuando a coinvolgere altri leader locali che potrebbero sfruttare la debolezza di Teheran per il proprio tornaconto.

I curdi hanno una forza considerevole lungo il confine tra Iraq e Iran, e Israele ha bombardato posizioni nell’Iran occidentale, come per aprire un corridoio per l’avanzata curda. Sempre Trump, in una intervista a Politico, l’Iran sta esaurendo missili e lanciatori. “La capacità militare di Teheran si sta costantemente degradando anche se le forze iraniane dovrebbero continuare a lanciare missili per un pò”, ha spiegato il presidente americano.

La Nato approva l’attacco americano e israeliano

Il segretario generale della Nato Mark Rutte approva l’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. “Si tratta chiaramente di una campagna guidata dagli Stati Uniti e da Israele ma molti alleati stanno fornendo un sostegno fondamentale anche senza far parte delle operazioni. Percepisco un ampio sostegno in Europa. Ho parlato al telefono con molti leader durante il weekend e anche all’inizio di questa settimana e ho chiaramente percepito che l’eliminazione delle capacità nucleari iraniane, della capacità missilistica balistica e anche la scomparsa di Khamenei sono applaudite da molti dei miei colleghi della Nato”, ha sostenuto Rutte.

Onu: “Ipotesi crimine di guerra per raid su scuola”

L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha chiesto un’indagine sull’attacco a una scuola femminile in Iran, che ha causato la morte di quasi 200 persone, affermando che l’incidente potrebbe costituire un crimine di guerra. “L’onere di indagare ricade sulle forze che hanno perpetrato l’attacco”, ha dichiarato l’Alto Commissario Volker Turk, chiedendo di rendere pubblici i risultati e di garantire l’assunzione di responsabilità e il risarcimento per le vittime.

Conseguenze

La conseguenza immediata di questa interruzione logistica è un’impennata dei prezzi dell’energia. I principali benchmark petroliferi, come il Brent, sono già saliti oltre gli 80 dollari al barile, con alcuni analisti che vedono possibili picchi oltre i 100 dollari qualora le interruzioni continuassero o si aggravassero. Tale aumento non riguarderebbe solo il petrolio greggio: anche i prezzi del gas naturale e del LNG stanno subendo forti pressioni, con mercati europei e asiatici che riflettono aumenti significativi.

I prezzi più alti dell’energia si riflettono sull’inflazione nei paesi importatori, gravando sui consumatori e aumentando i costi di produzione industriale. Secondo alcune stime, un prolungato shock di offerta potrebbe far salire l’inflazione globale, costringendo molte banche centrali a rivedere le loro strategie di politica monetaria e ostacolando gli sforzi di ripresa economica post-pandemia.

Scritto da: Daniele Biacchessi


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