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Arrestato uno dei presunti autori del pestaggio di un poliziotto negli scontri di Torino

today2 Febbraio 2026

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Scritto da Daniele Biacchessi

Un 22enne fermato in flagranza differita per l’aggressione all’agente Alessandro Calista durante la manifestazione pro Askatasuna; salgono a tre gli arresti, mentre arrivano dure reazioni dal mondo politico.

E’ stato arrestato uno dei presunti autori della violenta aggressione ad Alessandro Calista, 29 anni, agente di polizia in servizio nel reparto mobile di Padova, durante gli scontri avvenuti nel corso della manifestazione pro Askatasuna, a Torino. Si tratta di un 22enne proveniente dalla provincia di Grosseto.

L’arresto, scattato con il meccanismo della flagranza differita, porta l’accusa di concorso in lesioni personali ad un ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni. Gli arresti in totale sono tre. Altri due dimostranti sono stati fermati già sabato, giorno della manifestazione, per episodi diversi.

Le reazioni politiche

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è recata a Torino per incontrare gli agenti e i militari coinvolti negli scontri. «Mi aspetto che la magistratura valuti questi episodi per quello che sono, tentato omicidio, senza esitazioni, applicando le norme che già ci sono e consentono di rispondere in modo fermo, perché non si ripeta che alla denuncia dei responsabili non segua nulla, come purtroppo è accaduto troppe volte », ha detto Meloni.

Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, si è immediatamente attivato per chiedere al Governo una informativa sui fatti di Torino. «I gravissimi scontri di Torino impongono alcune scelte: nessuna tolleranza con i violenti, subito il nuovo pacchetto sicurezza che prevede più tutele alle Forze dell’Ordine, e soprattutto l’obbligo di una cauzione per chi scende in piazza come proposto dalla Lega». sottolinea il leader della Lega, Matteo Salvini. “La nostra condanna della violenza è, come sempre, la più ferma e auspichiamo che gli aggressori vengano individuati al più presto“, afferma la segretaria del Pd Elly Schlein.

Askatasuna: indagini e delle attività investigative successive agli scontri di Torino

In seguito alla manifestazione e agli scontri del 31 gennaio, la Digos di Torino ha avviato un’indagine complessa e capillare, volta a identificare tutti i manifestanti che hanno partecipato alle violenze e agli atti di guerriglia urbana. Nel corso delle indagini sono stati analizzati centinaia di ore di filmati e registrazioni provenienti da telecamere di sorveglianza, da video amatoriali girati dai presenti e dai sistemi di rilevazione delle forze dell’ordine: questo lavoro di ricostruzione visiva è fondamentale per attribuire singoli comportamenti violenti a persone specifiche, quadro per quadro.

Grazie a questa analisi video, oltre al 22enne arrestato con il meccanismo della flagranza differita, sono già state iscritte nel registro degli indagati una trentina di persone coinvolte negli scontri precedenti a quelli dell’arresto. Queste iscrizioni sono state formalizzate sulla base delle immagini che mostrano gli indagati impegnati in atti di resistenza a pubblico ufficiale e di violenza durante la manifestazione. Le indagini, inoltre, non si limitano agli atti di violenza fisica, ma includono anche reati come il possesso di oggetti atti a offendere, la resistenza a pubblico ufficiale e la violazione delle misure imposte dalle autorità durante la protesta.

Una parte significativa dell’attività investigativa riguarda anche il sequestro degli oggetti potenzialmente utilizzati durante gli scontri. Tra il materiale sequestrato figurano tubi metallici, blocchi di cemento, caschi danneggiati, attrezzi e altri strumenti che possono essere impiegati come armi improvvisate. Questi elementi vengono analizzati e catalogati per ricostruire il percorso di ognuno dei partecipanti: il loro uso durante i momenti di violenza può costituire prova di un’aggravante nelle eventuali contestazioni penali.

È significativo anche il fatto che oltre cento persone siano state identificate e sottoposte a controlli di polizia. Questo ampio lavoro di identificazione, effettuato attraverso controlli su strada e nelle immediate vicinanze delle stazioni ferroviarie e degli accessi autostradali, indica una strategia investigativa orientata non solo a reagire ai singoli episodi di violenza, ma anche a mappare compiutamente il fenomeno di partecipazione alla manifestazione e capire se vi siano comportamenti coordinati o appartenenti a gruppi già noti alle forze dell’ordine.

L’azione dopo gli scontri non si esaurisce con le misure cautelari immediate, ma prosegua con una mole di lavoro investigativo che potrebbe portare a ulteriori arresti o denunce nei prossimi giorni. La magistratura sta infatti valutando con attenzione ogni singolo elemento raccolto per contestare non solo le responsabilità individuali, ma anche eventuali reati associativi e piani di azione violenti premeditati, che vanno oltre la mera partecipazione alla protesta.

Scritto da: Daniele Biacchessi


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