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Chiuso il Piper di Roma per violazione delle regole sulla sicurezza

today19 Gennaio 2026

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Scritto da Daniele Biacchessi

Piper di Roma: sequestro preventivo dopo i controlli della Questura: irregolarità strutturali, carenze nelle vie di fuga e affollamento oltre i limiti.

Il Piper di Roma è stato chiuso, messo dagli investigatori sotto sequestro preventivo dopo un accertamento dei poliziotti della divisione amministrativa della questura. Dopo alcune perquisizioni, sono state riscontrate modifiche strutturali non autorizzate all’impianto, l’assenza di certificazioni, criticità sotto il profilo delle vie di fuga e dell’evacuazione di emergenza, condizioni igienico-sanitarie non conformi. Dalle indagini è emerso che il locale veniva frequentato da un numero di clienti, quasi tutti giovanissimi, assai superiore a quello stabilito dall’agibilità.

Dopo la strage di Crans-Montana la stretta in Italia

L’operazione giunge dopo la strage di Crans-Montana dove 40 giovani sono morti nell’incendio al bar Le Constellation, ed è solo uno dei tanti controlli nelle discoteche romane. Tre giorni fa era stata disposta la chiusura del Clamore, del Toy Room e del White Bar, tutti situati nello stesso stabile su tre livelli, con doppio ingresso tra via del Tritone e via degli Avignonesi. Ora l’autorità giudiziaria dovrà decidere se convalidare il sequestro preventivo del Piper.

I precedenti

Nel maggio 2025, il Piper era stato bloccato per 15 giorni su decisione del questore Roberto Massucci, a seguito di alcuni episodi gravi: un ventenne finito in ospedale con il naso fratturato; il Capodanno interrotto con un’evacuazione di massa a causa dell’aria irrespirabile provocata da uno spray urticante; risse e pestaggi all’interno e all’esterno del locale. Nel novembre 2024, il locale era stato chiuso dopo l’aggressione di una coppia di giovani norvegesi di 18 e 19 anni all’esterno della discoteca. Durante i controlli, erano state riscontrate gravi irregolarità: circa mille persone presenti a fronte delle 390 consentite e steward non in regola.

Valore culturale e storico del Piper Club

Fin dalla sua apertura nel 1965, il Piper Club è stato un vero e proprio laboratorio culturale che ha segnato decenni di storia della musica, della moda e della gioventù italiana. Situato in via Tagliamento nel quartiere Coppedè di Roma, il locale nacque dall’intuizione di tre giovani che trasformarono uno spazio destinato a cinema in un ambiente audace e innovativo, decorato con opere d’avanguardia e pulsante di energia nuova. Nel giro di pochi anni il Piper divenne il tempio della beat generation in Italia, un fenomeno di costume che ruppe con la tradizione delle balere e dei night club tradizionali, introducendo un modo completamente diverso di vivere la notte e l’intrattenimento.

La sua importanza andava ben oltre il semplice divertimento: il Piper fu il luogo in cui si respirava la cultura giovanile in evoluzione. Qui si ascoltava musica dal vivo e si ballava al ritmo di beat, yé yé e rock, con band italiane come The Rokes, Equipe 84 e complessi emergenti della scena locale, ma anche con gruppi internazionali che contribuivano a portare in Italia le tendenze musicali più all’avanguardia. La pista del Piper vide esibirsi artisti che sarebbero poi diventati icone, e fu un punto di ritrovo per giovani desiderosi di sperimentare novità sonore e sociali.

Anche la moda e l’espressione personale trovarono nel Piper un terreno fertile: l’abbigliamento, il modo di pettinarsi, il ballare seguendo il ritmo piuttosto che passi codificati diventavano parte di una nuova identità culturale legata alla libertà individuale e alla rottura con modelli più conservatori. La semplice minigonna o pantaloni a zampa di elefante non erano solo tendenze estetiche ma simboli di un cambiamento generazionale che trovava nel club un’eco e un amplificatore.

Più di cinquant’anni dopo la sua nascita, il Piper ha continuato a intercettare e influenzare tendenze giovanili e musicali, ospitando eventi ed essendo spesso al centro di celebrazioni dei momenti salienti della cultura pop e rock italiana. Le sue pareti hanno visto passare artisti come Patty Pravo, Renato Zero, Caterina Caselli e molti altri protagonisti della scena musicale nazionale, alcuni dei quali associati al Piper già nei loro anni formativi, rendendo il club un vero crocevia tra generazioni.

Scritto da: Daniele Biacchessi


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