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Le indagini sulla strage di Crans-Montana. Si procede per incendio, omicidio e lesioni colpose.

today5 Gennaio 2026

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Scritto da Daniele Biacchessi

Crans-Montana, Candele sulle bottiglie, tetto non ignifugo e permessi sotto esame: emergono gravi irregolarità nella discoteca teatro della tragedia.

Per la strage al bar Le Constellation di Crans-Montana prosegue il difficile lavoro di identificazione delle vittime, in gran parte giovanissime. Gli investigatori hanno definito le tipologie dei reati: incendio, omicidio e lesioni colpose. Sono stati interrogati decine di testimoni, tra cui Jacques e Jessica Moretti, i gestori del locale.

Dopo alcuni giorni dal disastro di Capodanno ci sono alcuni punti accertati dell’inchiesta, come le candele incandescenti sulle bottiglie di champagne avvicinate troppo al soffitto, che avrebbero scatenato il rogo. Ma emergono circostanze inquietanti sui mancati controlli.

Permessi, ristrutturazioni, materiale non in regola

Gli inquirenti vogliono vederci chiaro sulla regolarità dei permessi ottenuti dai proprietari del bar, sui lavori di ristrutturazione e sul materiale non ignifugo del tetto: nel mirino uno strato di schiuma acustica, materiale che potrebbe aver favorito la propagazione delle fiamme. “L’indagine determinerà se questa schiuma è conforme, se è la fonte del problema o meno. Ci concentriamo proprio su questo”, conferma la procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud.

Sono stati acquisiti decine di video girati durante i minuti concitati della strage. Ragazzi con le bottiglie in mano e le candele scintillanti. Camerieri in spalla ai colleghi sempre con le stesse bottiglie, ma troppo vicini al tetto. Le fiamme che partono dal soffitto: qualche giovane prova a spegnerle con una giacca, qualcun altro balla e gira i video.

L’allarme non scatta subito ma in pochi minuti il seminterrato del bar diventa una trappola. “L’incendio è partito dalle candele incandescenti o dagli accendini posizionati sulle bottiglie di champagne, che sono state poi avvicinate troppo al soffitto», dice la procuratrice Pilloud. “L’indagine successiva si concentra sui lavori svolti all’interno del bar, sui materiali utilizzati, sui permessi di esercizio e sulle misure di sicurezza, inclusi estintori, vie di fuga, conformità alle norme antincendio”, aggiunge la procuratrice generale.

Strage Crans-Montana: Le mancanze strutturali

Secondo la stampa svizzera, uno dei principali nodi su cui si concentrano ora anche i commenti degli specialisti riguarda le ispezioni antincendio e l’efficacia dei controlli precedenti all’incendio. A differenza di quanto spesso ritenuto di routine, in Svizzera le norme antincendio prevedono controlli periodici e dettagliati per locali pubblici di grandi dimensioni, a maggior ragione se situati in seminterrato e frequentati da centinaia di persone. Tuttavia, nelle settimane successive alla strage è emerso che gli enti preposti potrebbero non aver effettuato verifiche approfondite o regolari su Le Constellation, con conseguente interrogativo su potenziali lacune nei protocolli di monitoraggio.

Un altro aspetto sollevato dall’analisi tecnica riguarda le vie di fuga e la configurazione architettonica stessa del locale. Fonti esperte nel campo della protezione antincendio hanno sottolineato che una sola scala di uscita non offre sufficienti percorsi di fuga in caso di incendio, soprattutto quando il seminterrato si riempie con fumo denso e calore estremo, rendendo inefficaci vie che in condizioni normali potrebbero essere considerate adeguate. Secondo questi esperti, in ambienti ad alto rischio come bar e discoteche sono richiesti più punti di uscita ben segnalati che conducano direttamente all’esterno, e la loro assenza o difficoltà d’uso può determinare un imbuto fatale durante un’emergenza.

Un elemento strettamente collegato a queste criticità è la presenza o meno di sistemi antincendio automatici come gli sprinkler. La normativa antincendio svizzera prevede che locali con determinate caratteristiche e capienze siano dotati di impianti che possano rilevare e rallentare la propagazione delle fiamme prima dell’arrivo dei soccorsi. Nel caso di Crans-Montana, non è chiaro se tali sistemi fossero presenti o funzionanti, e alcuni reportage suggeriscono che non siano mai entrati in azione durante la notte dell’incendio. Questa possibile assenza potrebbe avere contribuito all’estrema rapidità con cui il fuoco si è diffuso dal soffitto infiammabile all’intero spazio del bar.

Un interesse sempre più vivo riguarda il profilo dei materiali scelti per la ristrutturazione interna del locale, incluso il rivestimento fonoassorbente del soffitto. Anche se questo è stato già menzionato in relazione alla propagazione del fuoco, meno dibattuto è il fatto che le normative svizzere richiedono certificazioni specifiche di classe di reazione al fuoco per ogni materiale utilizzato in locali pubblici. Parte dell’inchiesta, infatti, è volta a stabilire se quei materiali fossero effettivamente certificati come ignifughi o fossero stati impiegati in modo non conforme, e se le certificazioni siano state richieste o controllate dagli uffici competenti al momento del rilascio dei permessi.

Scritto da: Daniele Biacchessi


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