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Duri scontri tra antagonisti e polizia a Bologna dopo la morte di Fakir

today22 Luglio 2026

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Scritto da Daniele Biacchessi

La morte del 42enne marocchino Fakir, durante un fermo di polizia avvenuto nel quartiere del Pilastro a Bologna, ha provocato la reazione di un gruppo di antagonisti che hanno approfittato del pacifica manifestazione indetta dal sindaco Lepore, per ingaggiare duri scontri contro le forze dell’ordine. Dopo la mezzanotte di ieri c’erano ancora un centinaio di autonomi a fronteggiare la polizia. Una guerriglia in pieno centro a Bologna durata ore tra cariche, con lacrimogeni e idranti, e assalti con lanci di oggetti contro le forze dell’ordine. Fino al culmine quando sono state incendiate due auto di servizio del Comune parcheggiate, in via Venezian, a ridosso di Palazzo d’Accursio.

Meloni: “violenze ingiustificabili”

La premier Giorgia Meloni interviene sugli scontri: “Quanto accaduto a Bologna è inaccettabile. Sul decesso di Abderrahim Fakir è doveroso che vengano accertate eventuali responsabilità con il massimo rigore. La verità va ricercata fino in fondo, senza pregiudizi e senza sconti per nessuno. Ma nulla può giustificare la violenza contro le forze dell’ordine”. E ancora: “Chi ha scelto di usare questa vicenda come pretesto per mettere a ferro e fuoco la città, aggredire gli agenti e seminare violenza, mettendo a rischio anche l’incolumità di cittadini del tutto estranei ai disordini, non cercava la verità: cercava lo scontro”.

Le reazioni della città

Dagli scontri prende le distanze in modo netto la famiglia di Fakir. “Quelli che si stanno comportando in modo criminale a Bologna sono amici di chi sta tentando di negare verità e giustizia per Fakir”, dice il loro legale Fabio Anselmo. “Gli scontri e gli atti vandalici seguiti alla conclusione del presidio non hanno nulla a che fare con una richiesta di giustizia, ma sono solo l’ennesimo pretesto per una notte di violenza” afferma il presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale . “Piazza Roosevelt e gli scontri non rappresentano Bologna. Chi pensa di rispondere alla violenza con la violenza si chiama fuori dallo stato di diritto. E dunque si chiama fuori dalla nostra comunità democratica”, sostiene il sindaco di Bologna Matteo Lepore.

In sintesi

  • La morte del 42enne marocchino Abderrahim Fakir, avvenuta durante un fermo di polizia a Bologna, ha preceduto una manifestazione sfociata in violenti scontri tra antagonisti e forze dell’ordine.
  • Gli scontri sono proseguiti per ore nel centro cittadino, con lancio di oggetti, cariche della polizia, lacrimogeni, idranti e l’incendio di due auto di servizio del Comune.
  • La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito le violenze “ingiustificabili”, chiedendo al tempo stesso che siano accertate con rigore eventuali responsabilità sulla morte di Fakir.
  • La famiglia di Fakir, il sindaco Matteo Lepore e il presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale hanno condannato gli episodi di violenza, prendendo le distanze dagli scontri.

FAQ

Cosa ha provocato gli scontri a Bologna?
Gli scontri sono avvenuti dopo una manifestazione organizzata in seguito alla morte di Abderrahim Fakir durante un fermo di polizia.

Qual è stata la reazione delle istituzioni?
Meloni, Lepore e de Pascale hanno condannato le violenze, mentre è stato ribadito che sulla morte di Fakir devono essere accertate eventuali responsabilità.

Scritto da: Daniele Biacchessi


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