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I russi entrano a Pokrovsk, gli ucraini si ritirano da Zaporizhzhia

today12 Novembre 2025

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Scritto da Daniele Biacchessi

Tensione crescente sul fronte ucraino: Mosca avanza e minaccia nuovi test nucleari, mentre il G7 in Canada valuta l’uso degli asset russi congelati per sostenere Kiev.

Almeno 300 soldati russi entrano a Pokrovsk e gli ucraini si ritirano da cinque insediamenti a Zaporizhzhia. ”La situazione lì rimane difficile, in parte a causa delle condizioni meteorologiche che favoriscono gli attacchi”, ha detto Zelensky. Intanto gli Usa intendono eliminare dal testo della risoluzione annuale dell’Onu la difesa dell’integrità territoriale dell’Ucraina. In risposta al presunto piano di Kiev di dirottare un caccia Mig, Mosca avrebbe lanciato un attacco di rappresaglia alla base aerea più grande della Nato.

Le minacce di Lavrov: “se qualsiasi potenza nucleare condurrà test nucleari, la Russia farà altrettanto”

La Russia viene accusata da Donald Trump di aver condotto test nucleari. Ora il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov si dice pronto a discutere con Washington. “Siamo pronti a discutere i sospetti sollevati dai nostri colleghi americani secondo cui stiamo facendo qualcosa di segreto in segreto”, ha dichiarato Lavrov. “Se qualsiasi potenza nucleare condurrà test nucleari, la Russia farà lo stesso”, ha sostenuto Lavrov.

Il vertice del G7 in Canada

Tra i temi sul tavolo al G7 che si svolge in Canada, c’è la proposta di finanziare il sostegno a Kiev nei prossimi anni utilizzando gli asset russi congelati. Il vertice arriva pochi giorni dopo che gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni alle due principali compagnie petrolifere russe, Rosneft e Lukoil. Nell’ultimo incontro, i leader del G7 non erano riusciti a trovare un consenso per inasprire la posizione contro Mosca, nonostante la presenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Le condizioni meteorologiche influenzano la guerra 

Le condizioni meteorologiche e la mobilità degli eserciti nella regione di Zaporizhzhia e dintorni rappresentano un fattore determinante nella condotta delle operazioni militari. Le temperature rigide, la neve, la pioggia e il fango influenzano in modo significativo non solo il morale delle truppe, ma anche la capacità di manovra dei veicoli, l’uso dei droni, il funzionamento dell’artiglieria e la logistica generale.

Ad esempio, quando il terreno diventa cedevole — come avviene in corrispondenza del fenomeno russo-ucraino chiamato rasputitsa (periodo in cui le strade si trasformano in fanghiglia) — i mezzi su ruote si impantanano facilmente, rallentando avanzate o ritirate e rendendo più complessa la gestione tattica del campo di battaglia. In queste fasi, anche la manutenzione dei mezzi e la capacità di evacuazione dei feriti subiscono gravi rallentamenti, con effetti diretti sulla tenuta operativa delle unità.

I droni, a loro volta, mostrano un peggioramento delle prestazioni: le batterie diventano meno efficienti in climi freddi, la visibilità si riduce per effetto di neve o nebbia, e le difficoltà operative aumentano rispetto a condizioni più favorevoli. L’impiego di apparecchi di sorveglianza o ricognizione aerea diventa quindi meno affidabile, riducendo la qualità delle informazioni e la tempestività delle decisioni strategiche.

Nel territorio pianeggiante della Zaporizhzhia, la mancanza di vegetazione invernale rende inoltre più facile il rilevamento termico delle truppe e dei veicoli in movimento, diminuendo l’effetto sorpresa e aumentando il rischio di attacchi mirati. L’ambiente stesso diventa così un alleato o un nemico invisibile, capace di amplificare la vulnerabilità delle posizioni esposte.

A livello logistico, il trasporto di rifornimenti — carburante, munizioni, mezzi di recupero e materiali di supporto — incontra ostacoli concreti quando le strade ghiacciate o fangose impediscono o rallentano i convogli. Ne derivano un incremento dei tempi di consegna, un maggior consumo di risorse e un aumento dei rischi operativi per le colonne logistiche.

Tutto ciò significa che, nel teatro di Zaporizhzhia, le condizioni ambientali non costituiscono un mero sfondo, ma un fattore attivo che incide direttamente sull’efficacia delle operazioni. Il clima, in questo contesto, diventa un “moltiplicatore di difficoltà” capace di condizionare ciò che è tecnicamente realizzabile — sia in termini di assalto che di difesa — e di ridefinire, giorno dopo giorno, le possibilità stesse della guerra.

 

Scritto da: Daniele Biacchessi


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