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Macron prende le distanze da Trump: gli Stati Uniti si allontanano dai suoi alleati

today9 Gennaio 2026

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Scritto da Daniele Biacchessi

Macron accusa gli Stati Uniti: Washington si allontana dagli alleati e abbandona le regole internazionali.

Emmanuel Macron si scaglia per la prima volta in modo diretto contro Donald Trump. “Noi rifiutiamo il nuovo colonialismo e il nuovo imperialismo, ma rifiutiamo anche il vassallaggio e il disfattismo”, afferma il presidente francese. E’ un duro messaggio agli Stati Uniti, dopo il blitz in Venezuela e le minacce di Trump sulla Groenlandia. “Quello che siamo riusciti a fare per la Francia e in Europa è andato nella giusta direzione. Più autonomia strategica, meno dipendenza dagli Stati Uniti e dalla Cina”. E poi, Macron è tornato a chiedere di “reinvestire nell’Onu, sarebbe assurdo non farlo”, prosegue Macron.

La Francia contro la legge del più forte

All’Eliseo, davanti agli ambasciatori francesi, Macron ha denunciato la legge del più forte che a suo avviso sta facendo alzare il livello di tensione nel mondo. “È il più grande disordine, la legge del più forte, e ogni giorno la gente si chiede se la Groenlandia sarà invasa, se il Canada sarà minacciato di diventare il 51° stato degli Stati Uniti o se Taiwan sarà ulteriormente circondata”. Il presidente francese ha anche sottolineato un mondo sempre più disfunzionale in cui le grandi potenze, tra cui Stati Uniti e Cina, hanno “una reale tentazione di dividersi il mondo tra loro”.

Secondo Macron, gli Stati Uniti di Donald Trump si stanno progressivamente allontanando da alcuni alleati e si svincolano dalle regole internazionali. Nel suo intervento, Macron ha anche evocato una forma di “aggressione neo-coloniale” sempre più presente nelle relazioni diplomatiche. “Le istituzioni del multilateralismo funzionano sempre meno efficacemente”, si rammarica il leader francese, secondo cui ci stiamo avviando verso “un mondo di grandi potenze con una reale tentazione di spartirsi il pianeta”, ha concluso il presidente francese.

Autonomia strategica europea

Per Macron, l’autonomia strategica non significa isolarsi o rompere i legami con gli Stati Uniti, ma piuttosto permettere all’Europa di decidere da sola, quando necessario, come proteggere i propri interessi e difendere i propri valori senza dipendere esclusivamente da una potenza esterna. Questo approccio è radicato nell’idea che l’Europa non può più contare ciecamente sulla protezione americana in ogni scenario di crisi, soprattutto dato che la politica estera degli Stati Uniti può cambiare drasticamente da un’amministrazione all’altra – come, secondo Macron, sta accadendo con l’atteggiamento del presidente Trump.

In pratica, l’autonomia strategica richiede uno sviluppo significativo delle capacità difensive europee: ciò include investimenti maggiori e coordinati nei settori della difesa, tecnologia militare, industria strategica e logistica militare comune. Significa che l’Unione Europea e i suoi Stati membri dovrebbero potenziare le proprie forze armate, aumentare la spesa per la difesa, migliorare l’interoperabilità tra gli eserciti nazionali e creare strumenti comuni per la sicurezza e la protezione dei confini esterni.

Questa trasformazione comporta costi elevati e impone sfide politiche complesse, perché la maggior parte degli stati europei non ha finora sviluppato un consenso forte su quanto debbano investire in queste aree o su come armonizzare le proprie politiche estere e di difesa. Alcuni paesi orientali, ad esempio, restano tradizionalmente legati alle garanzie di sicurezza fornite dagli Stati Uniti tramite la NATO, mentre altri, guidati dalla Francia, spingono per una maggiore autonomia decisionale europea.

Un altro elemento importante dell’autonomia strategica è che essa non esclude la cooperazione con gli Stati Uniti o con altre democrazie come il Canada, il Giappone o l’Australia; al contrario, parla di cooperazioni basate su interessi condivisi piuttosto che su rapporti di subordinazione. Macron stesso ha più volte sottolineato che l’Europa resterebbe aperta a una transatlantica cooperazione forte, ma da pari a pari, non come satellite politico e militare.

Infine, una cornice strategica autonoma darebbe potenzialmente all’Europa una voce più forte nella gestione delle crisi globali, dalle tensioni nell’Indo-Pacifico alla sicurezza energetica, dalla regolamentazione dei mercati tecnologici alla lotta contro le minacce ibride come la disinformazione. Ciò implica non soltanto capacità militari, ma anche strumenti diplomatici, economici e normativi che consentano all’Unione di agire in modo coerente su scala mondiale, proteggendo allo stesso tempo i suoi valori democratici e la sua stabilità interna.

Scritto da: Daniele Biacchessi


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