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L’intervento di Mattarella al Bundestag: la guerra di aggressione è un crimine

today17 Novembre 2025

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Scritto da Daniele Biacchessi

Un appello dal Parlamento tedesco: Mattarella denuncia le guerre di aggressione, richiama alla responsabilità nucleare e difende il multilateralismo come unica via per la pace.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sceglie il Bundestag, il parlamento tedesco, per lanciare un monito contro le guerre di aggressione e la corsa agli armamenti atomici. Tutto avviene nella giornata del lutto, che dal 1919 in Germania commemora tutte le vittime di guerre.

“Nuovi dottor Stranamore si affacciano all’orizzonte con la pretesa che si debba amare la bomba. L’esercizio della democrazia è l’unica via maestra contro l’arroganza di chi vorrebbe far prevalere la logica di una spregiudicata ragion di Stato e dimentica che la sovranità appartiene ai cittadini e non a un Moloch impersonale che pretende di determinare i destini”, dice il Capo dello Stato .

Il monito di Mattarella contro chi non ha ratificato il trattato contro gli esperimenti nucleari

Il Presidente si scaglia contro chi non ha ratificato il trattato contro gli esperimenti nucleari: paesi come Cina, India, Pakistan, Corea del Nord, Israele, Iran, Egitto, Stati Uniti, mentre la Russia ha ritirato, nel 2023. “Se riusciremo a imporre l’idea che la guerra di aggressione è la via più diretta per la cella di una prigione e non per la gloria, avremo fatto un passo per rendere la pace più sicura”.

Nel discorso di Mattarella c’è, come altre volte, una difesa del multilateralismo, dell’Europa, della Corte penale internazionale, al servizio della pace. “Tocca a noi. Tocca alla Repubblica italiana. Tocca anche a noi uomini e donne di buona volontà scongiurare l’irreparabile”, conclude il Presidente.

Giornata del Lutto Nazionale (Volkstrauertag) in Germania

Un elemento che rafforza il peso del discorso di Mattarella è proprio la scelta del Volkstrauertag, la Giornata del Lutto Nazionale tedesca, come contesto istituzionale per il suo intervento. Il Volkstrauertag è infatti una “giornata di quiete” in molti Land tedeschi: in alcune regioni la legge vieta eventi musicali, balli o manifestazioni rumorose, imponendo un’atmosfera riflessiva e raccolta. In questo modo, la giornata non serve unicamente a commemorare le vittime di guerra, ma diventa occasione per un vero e proprio spazio di pausa culturale, in cui la vita pubblica rallenta per permettere l’elaborazione del lutto e il ricordo.

La storia stessa di questa giornata rende il suo significato ancora più profondo: l’origine risale al 1919, quando la Commissione Tedesca per le Tombe di Guerra (Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge) venne fondata proprio per curare la memoria dei caduti della Prima Guerra Mondiale. Il primo momento ufficiale di commemorazione nel Reichstag avvenne nel 1922, con un discorso che non si limitava a ricordare i morti, ma invitava alla riconciliazione e alla comprensione.

Dopo il periodo nazista, quando la ricorrenza era stata trasformata in un’agiografia eroica (“Heldengedenktag”), la Giornata di Lutto fu reintrodotta nel 1952 con un carattere profondamente diverso: non più celebrativo di “eroi”, ma rispettoso delle vittime, siano esse militari, civili o perseguitati. Sul piano personale e culturale, la giornata è segnato da cerimonie intime e solenni: Messe, preghiere, deposizioni di corone nei cimiteri e nei luoghi commemorativi, momenti nei quali familiari, cittadini, istituzioni si incontrano nella memoria condivisa.

In Parlamento, è tradizione che, dopo il discorso del Presidente, venga suonata la canzone “Der gute Kamerad” (“Il buon compagno”), un brano semplice ma carico di emozione, scelto perché parla di perdita e di fratellanza. Inoltre, il Volkstrauertag è anche un’occasione educativa e sociale: la Volksbund (l’organizzazione che organizza la commemorazione) promuove iniziative che coinvolgono scuole, giovani, comunità locali, con progetti di memoria che includono walking tour, pietre della pace, piastrelle con nomi.

Il Volkstrauertag non commemora solo i morti tedeschi, ma tutte le vittime della guerra e dell’oppressione, di ogni nazione. Questo messaggio universale di lutto e riconciliazione rafforza il valore umano di solidarietà: la memoria non è chiusa in un’identità nazionale, ma si apre agli altri, alle tragedie altrui, invitando a un dialogo di pace e rispetto.

Scritto da: Daniele Biacchessi


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