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Iniziata un’offensiva di terra di migliaia di curdi in Iran

today5 Marzo 2026

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Scritto da Daniele Biacchessi

Migliaia di combattenti curdi hanno lanciato un’offensiva di terra contro l’Iran, e l’azione militare è scattata nel nord-ovest del Paese.

Funzionari curdi hanno confermato che gruppi dissidenti curdi iraniani con base nel nord dell’Iraq preparano una operazione in Iran, e gli Stati Uniti hanno chiesto ai curdi iracheni di sostenere l’attacco. Nello specifico, il presidente americano Trump ha chiesto ai curdi di aprire il confine e di sostenere militarmente i gruppi. I leader curdi iracheni temono però una ritorsione iraniana. Recenti attacchi con droni e missili hanno già colpito la regione, danneggiando abitazioni e interrompendo l’elettricità. Anche l’Iraq rafforza il confine e il governo iracheno ha promesso di fermare le infiltrazioni.

Il conflitto si è allargato

La Turchia ha annunciato che un missile lanciato dall’Iran è stato intercettato dalla difesa Nato nello spazio aereo turco. “Abbiamo il diritto di rispondere”. Ma più tardi Ankara chiarisce: “Non eravamo noi l’obiettivo”. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che gli attacchi alla sovranità della Turchia, alleata della Nato, sono “inaccettabili”. Un proiettile ha centrato una nave container di Malta in cima allo stretto di Hormuz. Missili anche sul Kuwait e gli attacchi di Israele su Teheran proseguono, nuovi raid dell’Idf in Libano. Una nave iraniana è stata colpita dagli Usa al largo delle coste dello Sri Lanka: sarebbero almeno 80 i morti. La tv di Stato iraniana ha riferito che i funerali di Khamenei saranno rinviati.

Trump: “Usa in posizione di forza nella guerra”

“Ora siamo in una posizione di forza e i loro leader stanno rapidamente scomparendo. Tutti quelli che vogliono diventare capi finiscono per morire“. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump parlando a una platea di dirigenti di aziende tecnologiche alla Casa Bianca. “L’Iran era una nazione fuori controllo e ci avrebbe attaccato se non l’avessi fatto prima io. Su una scala da uno a 10 con la guerra in Iran stiamo facendo 15”, ha aggiunto Trump.

I gruppi curdi iraniani 

Nel nord-ovest vive una consistente popolazione curda, stimata in circa sette milioni di persone, concentrata soprattutto nelle province di Kurdistan, Azerbaigian Occidentale, Kermanshah e Ilam. Questa area, chiamata spesso Rojhilat o Kurdistan orientale, è storicamente segnata da tensioni con il potere centrale di Teheran, che teme spinte separatiste e considera i movimenti curdi una minaccia alla sicurezza dello Stato.

La questione curda in Iran ha radici lontane: nel 1946 venne proclamata la Repubblica di Mahabad, un breve esperimento di autonomia sostenuto dall’Unione Sovietica e durato meno di un anno prima di essere riconquistato dall’esercito iraniano. Da allora, le richieste di autonomia culturale e politica dei curdi si sono spesso intrecciate con periodi di repressione, arresti e scontri armati.

Negli ultimi decenni sono emersi diversi movimenti politici e militari curdi iraniani. Tra i più noti vi sono il Partito Democratico del Kurdistan Iraniano (KDP-I), il partito Komala, e soprattutto il Kurdistan Free Life Party (PJAK). Quest’ultimo, fondato nel 2004, è un gruppo politico-militare che conduce una guerriglia intermittente contro il governo iraniano e chiede maggiore autonomia per le regioni curde del Paese. Il PJAK è collegato alla rete politica del movimento curdo transnazionale che ruota attorno al PKK e alla struttura chiamata Kurdistan Communities Union, che riunisce organizzazioni curde attive in Turchia, Siria, Iraq e Iran.

Molte delle loro basi si trovano nel nord dell’Iraq, nelle zone montuose vicino al confine, dove il territorio e l’autonomia della regione curda irachena offrono una relativa libertà di movimento. Da qui, negli anni, sono partite operazioni di guerriglia, infiltrazioni e attività politiche contro Teheran. La presenza di queste milizie oltreconfine è però una questione estremamente delicata per Baghdad e per il governo regionale del Kurdistan iracheno. L’Iran ha più volte accusato i gruppi curdi di usare il territorio iracheno come base per attacchi e, in risposta, ha lanciato bombardamenti con droni e missili contro campi e installazioni curde oltre il confine.

Il ruolo di queste organizzazioni è anche politicamente complesso, perché non rappresentano una posizione unitaria dei curdi iraniani. Alcuni movimenti sostengono la lotta armata e chiedono autonomia o federalismo, mentre altri preferiscono strategie politiche e di mobilitazione civile. Inoltre, non tutti i gruppi curdi vedono con favore il coinvolgimento diretto in un conflitto regionale più ampio: alcuni leader hanno sottolineato che una guerra tra grandi potenze o tra Stati della regione rischierebbe di trasformare i curdi in pedine di interessi geopolitici esterni, piuttosto che portare a una reale emancipazione politica.

Scritto da: Daniele Biacchessi


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