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Maggioranza divisa sul nome del presidente della Consob

today21 Gennaio 2026

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Scritto da Daniele Biacchessi

Nomina Consob rinviata: tensioni nella maggioranza sul candidato alla presidenza.

La maggioranza si trova divisa sul nome del presidente della Consob tanto che rinvia la decisione del Consiglio dei ministri, sull’avvio della procedura di nomina. Il sottosegretario all’Economia Federico Freni, deputato della Lega era il principale candidato alla successione dell’attuale presidente della Commissione nazionale per le società e la Borsa, il cui incarico scade l’8 marzo.

Attualmente Freni ricopre il ruolo, in quota Lega, di sottosegretario all’Economia del governo Meloni con delega alla regolamentazione, alle politiche e alla vigilanza del sistema finanziario, nonché agli interventi finanziari a sostegno dell’economia.

Lo scontro politico nel Governo

Le critiche maggiori giungono da Forza Italia che esprime perplessità sulla nomina di Freni. “Non ci ha mai convinto la designazione di un politico alla Consob. Noi rimaniamo su questa posizione”, ha detto il portavoce nazionale di Forza Italia Raffaele Nevi. Al vertice dell’autorità italiana di vigilanza del mercato finanziario c’è attualmente Paolo Savona, in scadenza a marzo.

Il nuovo presidente resterà in carica per i prossimi sette anni. Lavorerà con gli altri componenti del collegio, due dei quali espressi dall’esecutivo Meloni; Federico Cornelli e Gabriella Alemanno. Carlo Comporti era stato nominato dal governo Draghi nel 2022, mentre la nomina di Chiara Mosca è quella più datata: risale al 2021.

Indipendenza tecnica e istituzionale della Consob

La Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) non è un semplice ufficio amministrativo interno al governo, ma un’autorità amministrativa indipendente con piena autonomia operativa e personalità giuridica, istituita proprio per separare la vigilanza sui mercati finanziari dalle logiche politiche e dall’esercizio diretto del potere esecutivo. Assetto fissato sin dalle prime leggi che ne hanno disciplinato l’esistenza e consolidato nel tempo, con l’obiettivo di garantire che scelte tecniche e regolatorie sulle dinamiche di mercato siano effettuate sulla base di competenza e interesse pubblico, e non sulla base di pressioni o strategie politiche contingenti.

L’indipendenza operativa si traduce in diversi aspetti: in primo luogo, la Consob formula e applica regole in materia finanziaria, supervisionando le società quotate, i servizi di investimento e i mercati regolamentati, con poteri ispettivi e sanzionatori autonoma dalla direzione politica. In secondo luogo, l’Autorità ha la facoltà di adottare provvedimenti anche di natura restrittiva o correttiva nei confronti degli operatori di mercato, quando ciò è necessario per preservare la trasparenza, la correttezza e l’efficienza delle negoziazioni. Infine, la Consob può avviare indagini e vigilare su fenomeni complessi come l’abuso di mercato o le violazioni informative, attività che richiedono analisi tecnico-giuridiche indipendenti da influenze esterne.

Proprio l’indipendenza tecnica è ciò che rende cruciale la nomina del presidente: pur essendo un atto formale di natura politica (proposto dal presidente del Consiglio e deliberato in Consiglio dei ministri), la figura del presidente deve incarnare competenza specialistica, neutralità e capacità di agire con autonomia nel quadro delle regole esistenti. Questo è il motivo per cui spesso nascono dibattiti e perplessità quando il candidato alla guida dell’autorità ha una forte appartenenza politica o è attualmente in una posizione governativa: l’opinione pubblica e gli operatori di mercato temono che un presidente troppo legato a una forza politica possa interferire con la capacità della Consob di operare in modo imparziale, soprattutto in momenti di turbolenza economica o di tensione finanziaria.

La storia della regolazione finanziaria italiana mostra come la Consob sia stata concepita per essere l’equivalente italiano delle altre autorità di mercato internazionali (come la SEC negli Stati Uniti o l’AMF in Francia), tutte caratterizzate da ambiti di azione tecnici e indipendenti. In un contesto economico globale sempre più interconnesso e soggetto a rapidi cambiamenti, la capacità di una autorità di vigilanza di prendere decisioni tecniche senza interferenze politiche si riflette direttamente sulla fiducia degli investitori e sulla stabilità del sistema finanziario.

Scritto da: Daniele Biacchessi


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