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Santanchè indagata per una nuova ipotesi di bancarotta. L’inchiesta riguarda il fallimento della Bioera

today11 Febbraio 2026

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Scritto da Daniele Biacchessi

Daniela Santanchè si ritrova nuovamente nei guai giudiziari. Ora risulta indagata per bancarotta dalla Procura di Milano in relazione al fallimento di Bioera, la società di cui è stata presidente fino al 2021.

Nel dicembre 2024, il tribunale fallimentare di Milano aveva disposto la liquidazione giudiziale per Bioera, la spa del biofood che aveva tra gli amministratori anche l’ex compagno della senatrice, Canio Giovanni Mazzaro. L’indagine è condotta dai pm Maria Gravina, Luigi Luzi e Guido Schininnà e l’iscrizione nel registro degli indagati risale a un paio di mesi fa.

Gli atti dell’inchiesta

“Sono stati trovati riscontri di una serie di plurime criticità collegate all’indisponibilità di risorse utili a pagare i creditori non aderenti all’accordo di ristrutturazione dei debiti proposto dalla società, alla mancata esecuzione di un prospettato aumento di capitale, all’impossibilità in concreto di escutere una garanzia personalmente formalmente in essere”, scrive il tribunale fallimentare. Oltre a Santanché, sono indagati anche alcuni ex amministratori.

Nella sentenza della liquidazione giudiziale si parlava di un “patrimonio netto negativo”, un ’buco’ per Bioera, di circa 8 milioni di euro. Il 5 giugno 2025, poi, è fallita, sempre con annesse ulteriori possibili grane giudiziarie per profili di bancarotta, un’altra delle società del gruppo, la Ki Group Holding spa. Su questo fronte si attende il deposito della relazione del liquidatore e poi i tre casi dovrebbero essere riuniti in un unico fascicolo, con più indagati e imputazioni, in vista della chiusura delle indagini.

Il caso Visibilia

Santanchè è già processo per falso in bilancio sul caso Visibilia, gruppo editoriale da lei fondato e da cui ha dismesso cariche e quote. Ed è in udienza preliminare (sospesa in attesa di un’udienza della Consulta), per la truffa aggravata all’Inps sulla cassa integrazione nel periodo Covid, sempre sul capitolo Visibilia.

Quotazione in Borsa di Bioera e gli effetti della crisi societaria

Bioera S.p.A. non era una società qualunque: era una società per azioni quotata su Euronext Milan (la Borsa Italiana), attiva nella produzione e distribuzione di prodotti biologici e naturali nell’ambito del cosiddetto settore biofood. La sua presenza sui mercati regolamentati implicava che il suo andamento finanziario e le sue prospettive fossero monitorate da investitori istituzionali e risparmiatori al dettaglio, esponendo tali soggetti ai rischi legati alla gestione e all’evoluzione della società.

La sospensione e successiva revoca delle azioni di Bioera dal listino costituiscono un passaggio significativo in questa vicenda. Il 5 dicembre 2024, la società ha annunciato al mercato la decisione del Tribunale di Milano di aprire una liquidazione giudiziale dopo il fallimento della proposta di ristrutturazione dei debiti; in seguito a ciò, Borsa Italiana ha sospeso le azioni a tempo indeterminato. Poi, il 2 aprile 2025, l’autorità di mercato ha comunicato al liquidatore l’avvio della procedura di revoca delle azioni dalla quotazione.

Il liquidatore stesso, interpellato, ha confermato che non vi erano ostacoli alla revoca della società dal listino. A partire dal 23 aprile 2025, quindi, Bioera è formalmente scomparsa dal mercato azionario. Questa sequenza di eventi riflette diverse conseguenze importanti:

  • Per gli investitori: la revoca dal listino significa che chi deteneva azioni Bioera ha visto i propri titoli perdere immediatamente liquidità e, presumibilmente, valore. La revoca automatica di titoli illiquidi o insolventi è una prassi nei mercati regolamentati per proteggere l’integrità del mercato stesso e gli investitori da scambi su titoli inaffidabili, ma implica spesso perdite consistenti per azionisti e obbligazionisti.

  • Per il mercato finanziario: la vicenda di Bioera sottolinea come le società quotate del settore alimentare e delle produzioni biologiche, pur beneficiando di un trend di mercato positivo negli ultimi anni, possano incorrere in difficoltà gestionali tali da portare alla liquidazione giudiziale. Ciò potrebbe rendere più cauti gli investitori nei confronti di aziende simili, almeno nel breve periodo.

  • Per il quadro normativo e di vigilanza: il fallimento di un’azienda quotata richiama l’attenzione delle autorità di vigilanza su potenziali lacune nella trasparenza informativa o nella gestione societaria pre-fallimentare, anche alla luce delle successive indagini penali per bancarotta che coinvolgono gli ex vertici aziendali.

Scritto da: Daniele Biacchessi


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