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Si tratta sul memorandum Usa-Iran. Sospesa la missione Project Freedom

today7 Maggio 2026

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Scritto da Daniele Biacchessi

Memorandum: Stati Uniti e Iran sono pronti a far ripartire i colloqui che potrebbero iniziare la prossima settimana a Islamabad. E Trump ipotizza che gli Usa e l’Iran potrebbero firmare l’accordo prima del suo viaggio in Cina, previsto per il 14 e 15 maggio. Secondo il sito Axios, la Casa Bianca ritiene di essere vicina a un accordo con l’Iran su un memorandum d’intesa per porre fine alla guerra e stabilire un quadro di riferimento per negoziati più dettagliati sul nucleare.

Il memorandum

La moratoria sul nucleare sarebbe di almeno 12 anni, mentre una indica 15 anni come probabile compromesso. L’Iran ha proposto una moratoria di cinque anni sull’arricchimento e gli Stati Uniti ne hanno chiesti 20. Gli Stati Uniti vorrebbero inserire una clausola in base alla quale qualsiasi violazione iraniana in materia di arricchimento allungherebbe la moratoria.

Sospesa la missione Project Freedom

Il presidente americano ha sospeso l’operazione Project Freedom, anche se resta il blocco pienamente dello Stretto di Hormuz. Nel frattempo la portaerei Ford, dopo mesi di attesa nel Mediterraneo, è stata richiamata negli Stati Uniti, mentre il gruppo navale francese della Charles de Gaulle ha attraversato il canale di Suez per avvicinarsi al Golfo nell’eventualità di un’operazione internazionale di pattugliamento dello Stretto di Hormuz. Ma permane la tensione.

Ghalibaf: “Gli iraniani preferiscono morire che arrendersi. E alla fine vinceranno”

il presidente del Parlamento iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf lancia un nuovo avvertimento agli americani. “Il popolo iraniano possiede una consapevolezza storica e ha compreso che in questa fase delicata della storia del Paese deve resistere a ogni costo contro questo nemico criminale, che nella sua illusione pensava di distruggere la civiltà iraniana.

Mi sorprende che i nemici non abbiano ancora compreso che il popolo iraniano preferisce morire piuttosto che arrendersi”, sostiene Ghalibaf. “Supponendo che l’Iran accetti di dare quanto concordato, il che è forse un’ipotesi azzardata, la già leggendaria Epic Fury (questo il nome dato da Washington alla guerra contro l’Iran, ndr) giungerà al termine e l’efficace Blocco permetterà allo Stretto di Hormuz di essere aperto a tutti, Iran compreso. Se non accetteranno, inizieranno i bombardamenti”, ha risposto Trump.

Washington Post: “Gravi gli attacchi iraniani alle strutture americane nel Golfo”

Gli attacchi aerei iraniani hanno danneggiato o distrutto almeno 228 strutture o equipaggiamenti in basi militari statunitensi in Medio Oriente dall’inizio della guerra, colpendo hangar, caserme, depositi di carburante, velivoli, sistemi radar e per la difesa aerea. E’ quanto emerge da un’analisi del Washington Post basata su immagini satellitari, secondo cui l’entità dei danni sarebbe “molto più ampia” rispetto a quanto riconosciuto finora pubblicamente da Washington. L’inchiesta si basa su oltre 100 immagini satellitari ad alta risoluzione diffuse da fonti iraniane, 109 delle quali sono state verificate confrontandole con i dati del sistema europeo Copernicus e, dove disponibili, con immagini commerciali.

Scritto da: Daniele Biacchessi


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