L'apertura di Giornale Radio

Strage di Crans-Montana. La rabbia dei familiari delle vittime contro i Moretti: la pagherete

today13 Febbraio 2026

Sfondo
share close
Scritto da Daniele Biacchessi

Nell’aula dove si tiene l’interrogatorio dei coniugi Moretti per la strage di Crans-Montana va in scena il moto di rabbia dei familiari delle vittime. “Mafiosi, la pagherete, avete ucciso mio figlio”.

Non appena entrano gli imputati esplode la rivolta. Jacques e Jessica varcano la porta dell’ aula per l’interrogatorio della direttice del Constellation a Sion, in Svizzera. Li raggiunge un gruppo di madri, familiari, amici. Inizia la contestazione. Urla, spintoni, davanti a fotografi e telecamere. Jessica sbianca, stretta contro il muro. Jacques la abbraccia e risponde alla folla: “Mi dispiace, mi dispiace, mi assumerò le mie responsabilità”.

I protagonisti della rivolta

C’è Michel Pidoux, papà di Trystan, giovane morto nel rogo. C’è l’altro suo figlio minorenne che indossa una maglietta con il volto del figlio morto. E poi la mamma di un altro ragazzo morto che piange disperata che urla accuse a due passi dal volto di Jacques. Accanto a lei Gaelle, la madre di un ragazzo ferito ancora in ospedale.

L’interrogatorio

La titolare del Le Constellation ha risposto, nel suo interrogatorio, a un avvocato delle famiglie delle vittime che le ha chiesto perché si fosse subito precipitata all’esterno del locale, negli istanti immediatamente successivi all’inizio dell’incendio. “Non si può andare contro un incendio – ha detto – E la mia priorità era dare l’allarme, far evacuare le persone e chiamare i pompieri il più rapidamente possibile. Io stessa sono figlia di un pompiere ed è il mio riflesso”. Riguardo alle misure di sicurezza sul locale, Jessica Moretti ha detto che al Constellation “non sono mai state fatte prove di evacuazione perché nessuno ci ha mai detto che dovevamo farle”.

Crans-Montana: lacune nei controlli di sicurezza e ruolo delle autorità locali

Secondo quanto emerso dalle indagini e dalle ammissioni ufficiali del Comune, il bar Le Constellation non ha subito alcun controllo antincendio negli ultimi cinque anni, dal 2020 al 2025. Questa ammissione è stata formulata dalle autorità comunali di Crans-Montana dopo che la tragedia ha messo in luce un possibile vuoto nei controlli di prevenzione obbligatori.

In Svizzera, la normativa sulla prevenzione incendi prevede che luoghi pubblici come bar e locali da ballo siano sottoposti annualmente a verifiche per assicurare che sistemi di allarme, uscite di emergenza, vie di fuga e dispositivi antincendio siano conformi agli standard di sicurezza previsti. Tuttavia, nel caso di Le Constellation, l’ultimo controllo documentato risale al 2019, con una serie di richieste di modifica ai proprietari che, secondo il Comune, non sono state integralmente attuate o verificate con follow-up adeguati.

Il mancato svolgimento di queste ispezioni per un lustro intero solleva quesiti rilevanti sotto molteplici profili. In primo luogo, si interrogano sia i famigliari delle vittime sia gli esperti di sicurezza su quanto l’assenza di controlli regolari abbia contribuito alla tragedia, potenzialmente lasciando attive nel locale situazioni di rischio come materiali infiammabili non conformi, uscite non adeguate o sistemi di rilevazione non funzionanti.

In secondo luogo, la responsabilità per questa omissione non è solo dei gestori del locale, ma coinvolge le autorità pubbliche che, sebbene abbiano espresso “profondo rammarico” per l’accaduto, devono rendere conto di una possibile carenza nell’applicazione delle normative di sicurezza pubblica. Questo aspetto è particolarmente delicato perché riguarda l’operato di amministrazioni locali e ispettori che avrebbero dovuto garantire la tutela delle persone nei luoghi di intrattenimento.

Le indagini giudiziarie in corso, oltre ad accertare le responsabilità penali di Jacques e Jessica Moretti per omicidio colposo, lesioni e incendio colposi, stanno quindi considerando anche se e in che misura le autorità competenti abbiano omesso controlli dovuti, contribuendo così a creare un contesto in cui un locale potenzialmente pericoloso potesse operare senza adeguata supervisione. Tale elemento dell’inchiesta ha già innescato critiche e proteste non solo da parte delle famiglie delle vittime ma anche di osservatori esterni, che ritengono che la tragedia esprima un fallimento sistemico nella prevenzione di rischi noti e potenzialmente letali.

Scritto da: Daniele Biacchessi


GIORNALE RADIO

Giornale Radio, la radio libera di informare.

Notizie del giorno: notizie di cronaca, di politica,notizie dal mondo, notizie sportive, di economia, di salute e tecnologia. Notizie di oggi in radio streaming, in WEB TV e in podcast.

AD
AD
AD