L'apertura di Giornale Radio

Trentini e Burlò sono in Italia

today14 Gennaio 2026

Sfondo
share close
Scritto da Daniele Biacchessi

Trentini e Burlò rientrati a Ciampino dopo 423 giorni di detenzione in Venezuela: ad accoglierli familiari, Meloni e Tajani. 

Un aereo di Stato partito da Caracas ha riportato in Italia Alberto Trentini e Mario Burlò, rilasciati dopo 423 giorni di detenzione in Venezuela. A bordo c’era anche il direttore dell’Aise, Giovanni Caravelli, in missione nella capitale sudamericana per seguire la trattativa per la liberazione. A attendere a Ciampino il cooperante veneziano e l’imprenditore torinese c’erano i familiari, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

“Felici ma sono stati 423 giorni di sofferenze”, dicono i nostri connazionali

“Da adesso in poi – scrivono Alberto Trentini e la famiglia in una dichiarazione letta dall’avvocata Alessandra Ballerini all’uscita dall’aeroporto di Ciampino – abbiamo bisogno di vivere giornate serene per tentare di cancellare i brutti ricordi e superare le sofferenze di questi 14 mesi. “Avevo paura che ci ammazzassero, di non rivedere i mie figli – racconta Mario Burlò – Dormivano per terra in mezzo agli scarafaggi, ci tenevano incappucciati. Non abbiamo subito torture fisiche ma psicologiche”.

Le reazioni politiche

“Abbracciato mamma? È stata tanto in pensiero, lo sai vero?”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, rivolgendosi ad Alberto Trentini dopo il suo arrivo all’aeroporto di Ciampino. “Ora lavoriamo per liberare gli altri italiani ancora detenuti in Venezuela, ce ne sono 42, di cui 24 sono detenuti politici, che hanno passaporto italiano e venezuelano”, ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Alberto Trentini e Mario Burlò

Alberto Trentini, 46 anni e originario del Lido di Venezia, è un cooperante umanitario con una lunga esperienza nel settore della cooperazione internazionale. Dopo la laurea in Storia presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha scelto di dedicarsi alla solidarietà e all’assistenza, iniziando una carriera nel mondo delle organizzazioni non governative. Trentini ha maturato oltre un decennio di impegno sul campo, lavorando in numerosi Paesi segnati da crisi umanitarie o situazioni di emergenza.

Tra le ONG con cui ha collaborato si trovano realtà di rilievo come Save the Children e Medici Senza Frontiere, dove si è occupato soprattutto di progetti di assistenza sanitaria, supporto alle comunità locali e inclusione delle persone in condizioni di vulnerabilità. Prima di arrivare in Venezuela nell’ottobre 2024 per una missione con l’organizzazione francese Humanity & Inclusion, specializzata nell’assistenza alle persone con disabilità e nelle azioni di inclusione sociale, Trentini aveva già consolidato esperienze operative in Paesi come Perù, Ecuador, Paraguay, Bosnia, Etiopia, Nepal, Grecia e Libano, spesso in contesti difficili e complessi.

La sua formazione internazionale include anche specializzazioni tecniche, come un master in sanificazione dell’acqua ottenuto nel Regno Unito, a Leeds, e periodi di studio e lavoro a Liverpool nel settore dell’assistenza umanitaria. Queste esperienze lo avevano reso un professionista riconosciuto e rispettato nel mondo della cooperazione, capace di coordinare interventi e relazionarsi con istituzioni locali e partner internazionali.

Mario Burlò, 52 anni, è un imprenditore torinese con un background nettamente diverso da quello di Trentini. Nato negli anni ’70 e laureato in Scienze Politiche presso l’Università Popolare di Milano, Burlò ha orientato la sua carriera verso il mondo dell’imprenditoria e degli affari. Nel corso degli anni ha operato come titolare e amministratore di diverse aziende, sviluppando competenze nel settore economico e commerciale.

La sua attività professionale lo ha visto coinvolto anche in investimenti immobiliari e in varie iniziative imprenditoriali, con un ruolo di primo piano nella gestione e promozione di progetti di business sia in Italia che all’estero. Prima della sua detenzione, Burlò si trovava in Venezuela esplorando potenziali opportunità di crescita e sviluppo nel mercato locale, un viaggio che purtroppo si è trasformato in un’esperienza drammatica.

Secondo ricostruzioni giornalistiche, infatti, l’imprenditore aveva attraversato il confine con la Colombia nel tentativo di raggiungere l’interno del Venezuela per valutare possibili investimenti, quando è stato fermato dalle autorità di Caracas e da allora detenuto senza che fossero resi noti capi di accusa chiari o formalizzati. Parallelamente alla sua carriera imprenditoriale, Burlò aveva affrontato anche vicende giudiziarie in Italia, tra cui un processo per concorso esterno in associazione mafiosa nel quale è stato assolto nel 2025 dalla Corte di Cassazione, confermando la sua estraneità ai fatti contestati e consentendogli di continuare la sua attività professionale con maggiore serenità.

Scritto da: Daniele Biacchessi


GIORNALE RADIO

Giornale Radio, la radio libera di informare.

Notizie del giorno: notizie di cronaca, di politica,notizie dal mondo, notizie sportive, di economia, di salute e tecnologia. Notizie di oggi in radio streaming, in WEB TV e in podcast.

AD
AD
AD