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Trump: “Senza accordo distruggeremo Kharg”

today31 Marzo 2026

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Scritto da Daniele Biacchessi

Il presidente americano Donald Trump parla di grandi progressi nelle discussioni con il nuovo regime di Teheran, ma minaccia gravissime conseguenze in caso di fallimento delle trattative. “Senza accordo distruggeremo Kharg”. Trump ha commentato, al New York Post, la disponibilità del presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf a collaborare con Washington.

“Lo scopriremo presto. Ve lo farò sapere tra circa una settimana”, afferma Trump. Secondo il segretario di Stato, Marco Rubio, intervistato da Al Jazeera, nella crisi in atto con l’Iran il presidente Trump preferisce sempre la diplomazia e desidera raggiungere un risultato. “Sono in corso scambi di messaggi diretti e colloqui tra le parti in Iran e negli Stati Uniti, principalmente tramite intermediari.

Accoglieremo sempre con favore uno scenario in cui l’Iran sia guidato da persone con una visione diversa per il futuro e, se si presenterà un’opportunità del genere, la coglierei al volo”, sostiene Rubio. “Proposte Usa irragionevoli, nessun contatto diretto con Washington”, ha specificato Teheran.

Consiglio Ue estende regime delle sanzioni fino ad aprile 2027

Il Consiglio dell’Unione europea ha deciso di estendere fino al 13 aprile 2027 il regime di sanzioni Ue che coprono le violazioni dei diritti umani in Iran. Il Consiglio ha anche adottato le modifiche ai mandati delle operazioni navali europee Eunavfor Aspides ed Eunavfor Atalanta, rafforzando il contributo dell’UE alla sicurezza marittima nel Mar Rosso e nell’Oceano Indiano.

Le decisioni arrivano mentre l’Unione continua a proteggere la libertà di navigazione e le principali rotte commerciali internazionali. Per Aspides, istituita nel 2024 in risposta agli attacchi degli Houthi, il mandato viene ampliato includendo la raccolta di informazioni sulle infrastrutture sottomarine critiche, la formazione delle forze marittime di Gibuti e la cooperazione con la Guardia costiera yemenita.

Atalanta, attiva dal 2008, vedrà invece sospeso il monitoraggio del traffico illecito di carbone vegetale, mentre viene rafforzato il contrasto ai traffici illegali e introdotto un nuovo compito legato alla sicurezza delle infrastrutture critiche.

Le dichiarazioni di Donald Trump

L’isola di Kharg rappresenta infatti un obiettivo strategico di primissimo livello: da qui transita circa il 90% delle esportazioni petrolifere iraniane, rendendola un nodo cruciale non solo per l’economia di Teheran ma anche per l’equilibrio energetico globale . Colpirla o distruggerne le infrastrutture significherebbe infliggere un danno economico immediato e potenzialmente devastante all’Iran, ma comporterebbe anche conseguenze sistemiche sui mercati energetici internazionali.

Le minacce di Trump, che ha parlato apertamente di “far saltare” l’isola in caso di mancato accordo, riflettono una strategia negoziale basata sulla pressione massima: da un lato l’apertura dichiarata alla diplomazia, dall’altro la disponibilità esplicita a colpire infrastrutture critiche . Questa ambivalenza è stata confermata anche da altri membri dell’amministrazione, che parlano di progressi nei colloqui ma ribadiscono la volontà di agire militarmente se necessario. Tuttavia, secondo Teheran, non esistono negoziati diretti e le proposte americane sarebbero “irragionevoli”, segno di una distanza ancora significativa tra le parti.

Dal punto di vista militare, colpire Kharg non sarebbe un’operazione priva di rischi. L’isola si trova a poche decine di chilometri dalla costa iraniana ed è fortemente difesa con sistemi missilistici, mine navali e droni. Analisti e fonti militari sottolineano che un eventuale tentativo di occupazione o distruzione potrebbe esporre le forze statunitensi a ritorsioni immediate e innescare un’escalation regionale più ampia . Inoltre, Teheran potrebbe rispondere colpendo obiettivi nel Golfo Persico o bloccando lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale passa circa un quinto del petrolio mondiale, amplificando l’impatto economico globale.

Trump ha esteso le sue dichiarazioni anche a infrastrutture energetiche e civili, come impianti elettrici e di desalinizzazione, suscitando forti preoccupazioni tra organizzazioni internazionali e osservatori del diritto umanitario. Colpire strutture essenziali per la sopravvivenza della popolazione civile potrebbe infatti configurare violazioni del diritto internazionale, oltre a provocare una crisi umanitaria su larga scala .

Scritto da: Daniele Biacchessi


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