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Israele annuncia l’uccisione di Larijani, l’Iran conferma

today18 Marzo 2026

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Scritto da Daniele Biacchessi

Dall’Iran giunge la conferma della morte di Ali Larijani, ucciso mentre si nascondeva in un rifugio insieme al figlio. Il raid israeliano contro il capo del Consiglio supremo di sicurezza iraniano era stato pianificato per la notte tra domenica e lunedì, ma è stato rimandato all’ultimo minuto.

Poi è arrivata l’informazione che Larijani si sarebbe recato nella notte in uno dei suoi appartamenti che usava come rifugio. Da qui è scattato l’ordine di attaccare. Nell’azione ha perso la vita il figlio di Larijani e Ali Banti, vice del capo del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano. Anche Gholamreza Soleimani, comandante delle forze paramilitari iraniane Basij, è stato colpito a morte da Stati Uniti e Israele.

Chi era Larijani

Larijani, 67 anni, nasce a Najaf, culla dello sciismo iracheno. Proviene da un’importante famiglia religiosa: suo padre, Mirza Hashem Amoli era ayatollah, lui aveva ricevuto un’educazione laica: doppia laurea, in informatica e filosofia, una tesi su Kant. Si era destreggiato tra le correnti della politica iraniana per trent’anni. Nei primi anni Novanta, da ministro della Cultura, legalizzò le videocassette con cui gli iraniani guardavano clandestinamente i film di Hollywood e Bollywood.

Da capo della tv statale, fu il primo a mandare in onda “documentari” con le confessioni forzate degli oppositori arrestati. Aveva ricoperto diversi incarichi all’interno dei Pasdaran, ma non è mai stato un militare puro. Agli inizi degli anni Duemila, fu il capo negoziatore sul nucleare per l’accordo poi siglato da Obama. A gennaio 2026, Larijani fu accusato di essere il regista della repressione che ha fatto migliaia di morti tra i manifestanti iraniani.

E’ stato anche l’oppositore più tenace alla nomina di Mojtaba Khamenei come nuova guida suprema, la cui scelta è stata voluta dall’ala più dura dell’apparato, i pasdaran e l’intelligence. Larijani aveva spinto per una personalità più pragmatica e rappresentativa delle diverse correnti della politica iraniana. Ali Khamenei l’aveva nominato capo del consiglio di sicurezza dopo la guerra dei 12 giorni, nonostante in passato avesse bloccato la sua candidatura per le presidenziali.

Trump assicura: la guerra finirà a breve

“Sarà in gran parte finita in 2 o 3 giorni”, assicura Donald Trump, parlando dell’intervento in Iran. “Non siamo ancora pronti a lasciare, ma lo saremo molto presto”, ha aggiunto Trump che si dice fiducioso nel fatto che tra non molto lo stretto di Hormuz sarà sicuro. “Credo che non manchi molto, stiamo martellando la costa, praticamente la costa e il mare, non mancherà molto», ha detto il presidente ai giornalisti nello Studio Ovale, passando poi a lodare i Paesi del Medio Oriente che, a differenza di quelli della Nato, hanno risposto alla sua richiesta di aiuto.

“Gli Stati del Medio Oriente, compreso Israele, sono straordinari, ci stanno aiutando moltissimo», ha affermato Trump che attacca ancora i paesi che si sono rifiutati di schierarsi a fianco degli Stati Uniti. “Non abbiamo più il bisogno o il desiderio di assistenza dai Paesi della Nato, da Giappone, Australia o Corea del Sud.

Non sono sorpreso dal loro comportamento, poiché ho sempre considerato la Nato — per la quale spendiamo centinaia di miliardi di dollari all’anno per proteggere proprio questi Paesi — come una strada a senso unico”. Intanto, la Casa Bianca critica Joe Kent, il capo del centro antiterrorismo che si è dimesso perché contrario alla guerra in Iran. “Ci sono molte false affermazioni nella lettera di Kent “, afferma la portavoce Karoline Leavitt.

Uccisione di Larijani

L’uccisione di Ali Larijani segna uno spartiacque nella guerra tra Israele e Iran, perché rappresenta un ulteriore passo nella strategia di “decapitazione” della leadership iraniana. Non si tratta infatti di un episodio isolato, ma dell’ultimo anello di una sequenza di attacchi mirati contro i vertici politici e militari della Repubblica Islamica, iniziata con l’eliminazione della Guida Suprema e proseguita con altri esponenti chiave dell’apparato di sicurezza.

Scritto da: Daniele Biacchessi


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