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Benifei (PD): “Si vota ad aprile. Campo largo? Sì alle primarie se non c’è accordo su Schlein”

today23 Giugno 2026

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Benifei (PD): “Si vota ad aprile. Campo largo? Sì alle primarie se non c’è accordo su Schlein”

Brando Benifei ha tracciato una rotta precisa per il futuro politico italiano. L’eurodeputato del PD vede lo scioglimento delle Camere molto più vicino di quanto la narrativa ufficiale lasci intendere: “Secondo me si va a votare all’inizio della primavera”.

Dietro questa accelerazione ci sarebbe una precisa strategia di Palazzo Chigi per spiazzare le opposizioni. “Giorgia Meloni avrebbe interesse a votare adesso perché pensa di darci meno tempo per organizzarci”, ha spiegato Benifei, intervistato ai microfoni de L’Attimo Fuggente, condotto da Luca Telese e Giuliano Guida Bardi, in onda su Giornale Radio.

L’eurodeputato ha però sottolineato come il Quirinale rappresenti l’argine a questa fretta elettorale: “Non credo che Mattarella le permetterà di votare un anno prima. Alla fine queste diverse tendenze porteranno a votare in aprile, con uno scioglimento delle Camere a febbraio”.

La sfida del leader e lo spettro delle primarie

Il nodo della leadership nel centrosinistra resta il tema più spinoso per la costruzione del campo largo. Benifei rivendica il peso del Partito Democratico, citando la prassi consolidata nelle altre democrazie occidentali: “In tutti i Paesi d’Europa il capo del primo partito è il candidato premier. Trovatemi un Paese dove non è così”.

Tuttavia, la necessità di tenere unita una coalizione eterogenea potrebbe imporre un passaggio democratico ulteriore se la figura di Elly Schlein non dovesse raccogliere l’unanimità dei partner. “Se però, dovendo costruire una coalizione larga, non ci sarà un accordo su questo criterio, allora faremo le primarie”.

Nonostante non si dichiari un appassionato dello strumento, l’europarlamentare lo considera “assolutamente legittimo” e già testato con successo, assicurando che “chi vincerà sarà il candidato premier”.

Il “listone” della destra e l’effetto Vannacci

L’analisi politica di Benifei si sposta poi sulla strategia del centrodestra, che vede sempre più compatto e orientato verso ali estreme. Secondo l’esponente dem, la Premier Meloni agirà per puro pragmatismo elettorale, cercando di inglobare ogni forza disponibile.

Non credo che sia deficiente: nel momento in cui porta avanti una legge che fa vincere chi prende un voto in più, avrà interesse ad aggregare tutto”. Questo processo di accumulazione potrebbe portare a un unico grande blocco che spazia dai moderati di Lupi fino alle posizioni più radicali rappresentate dal generale Vannacci.

La Meloni proverà a mettere insieme fino a Vannacci”, ha profetizzato Benifei, denunciando come la destra stia ormai inseguendo il Generale su ogni tema, dalla rimigrazione alle uscite più divisive.

Un campo largo da Rifondazione ai moderati

Per rispondere alla corazzata governativa, il centrosinistra non ha alternative alla costruzione di un’alleanza che sia il più vasta possibile. Benifei guarda con favore a un perimetro che includa realtà storicamente distanti: “Non è una cattiva notizia che Rifondazione Comunista voglia far parte di nuovo del campo largo, così come che ci sia un campo moderato che si organizza da Onorato a Renzi e che stia con noi”.

La logica è dettata dalla legge elettorale che il Governo sta preparando, dove la coalizione che prende un voto in più ottiene tutto il potere. “Bisogna fare delle coalizioni larghe, non c’è alternativa”, ha ribadito, evidenziando come il clima stia cambiando e il centrosinistra stia tornando finalmente competitivo agli occhi del mondo produttivo.

Pluralismo interno e il caso Picierno

L’intervista ha toccato anche le tensioni interne al PD, in particolare dopo lo scontro con la vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno. Benifei ha derubricato la vicenda a una questione di gestione del potere piuttosto che a un grande strappo ideale: “Ci vedo un po’ poca politica in questa vicenda, parliamo di dinamiche legate agli incarichi parlamentari”.

Pur difendendo il valore del pluralismo, l’eurodeputato ha fissato dei paletti invalicabili sulla linea politica del partito, citando incontri con think tank di estrema destra israeliana come esempio di posizioni incompatibili: “Sinceramente io penso che non si incontrano quelli che sostengono i coloni che danno fuoco alle case”.

Il messaggio è chiaro: la pluralità è un valore, ma non può tradursi in un boicottaggio della linea decisa dalla segreteria Schlein.

In sintesi

  • Voto ad aprile 2027: Benifei prevede elezioni anticipate in primavera, nonostante la resistenza di Mattarella a uno scioglimento troppo precoce.
  • Leadership Schlein: il capo del primo partito deve essere il candidato, ma sono pronte le primarie in caso di mancato accordo nel campo largo.
  • Alleanza totale: per Benifei serve unire tutti, da Rifondazione Comunista a Matteo Renzi, per battere il “listone” Meloni-Vannacci.
  • Gestione PD: il caso Picierno viene letto come una questione di incarichi parlamentari più che come una vera scissione ideologica.

FAQ

Quando si tornerà a votare secondo Brando Benifei?

Secondo Benifei si voterà all’inizio della primavera, probabilmente ad aprile, con lo scioglimento delle Camere previsto per febbraio.

Chi sarà il candidato premier del centrosinistra?

Per Benifei dovrebbe essere Elly Schlein, in quanto leader del primo partito. Se però la coalizione richiederà un passaggio diverso, si ricorrerà alle primarie.

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