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“Zucchero e grassi danno dipendenza”: Natasha Linhart e la ricetta per salvare la dieta mediterranea dai prodotti processati

today22 Giugno 2026

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“Zucchero e grassi danno dipendenza”: Natasha Linhart e la ricetta per salvare la dieta mediterranea dai prodotti processati

Natasha Linhart, CEO di Atlante SRL, durante l’intervista a Domenica Specialmente su Giornale Radio, ha delineato un quadro inquietante sulla stabilità dei mercati globali. Non si tratta più solo di logistica, ma di una vulnerabilità strutturale che mette a rischio le basi stesse della nostra alimentazione.

Abbiamo capito che noi abbiamo sempre considerato il mondo il luogo di tutti aperto a tutti. In realtà basta chiudere un collo di bottiglia per far franare tutto”, ha spiegato Linhart, citando i cosiddetti “choke points” come Suez, Panama o lo Stretto di Hormuz.

Per chi esporta eccellenze italiane, gestire questa situazione significa navigare su una “montagna russa”, dove la resilienza si ottiene solo evitando di appoggiarsi a un’unica struttura o a un singolo mercato. La sfida è duplice: ai blocchi fisici si aggiungono quelli “non immediatamente visibili come l’effetto dei dazi e del clima”.

L’addio al mercato USA: troppo rischioso per il Made in Italy

Una delle rivelazioni più forti dell’intervista riguarda il radicale cambio di rotta strategico verso l’Oriente. Linhart ha spiegato apertamente perché la sua azienda ha scelto di disinvestire negli Stati Uniti, un mercato storicamente fondamentale ma oggi percepito come instabile.

Abbiamo un po’ abbandonato, dal nostro punto di vista, il voler fare business con gli Stati Uniti perché effettivamente in questo momento per noi è troppo rischioso”. Il timore principale è legato all’imprevedibilità delle decisioni politiche che possono trasformarsi in barriere doganali improvvise.

Ci può essere una decisione politica che ti stronca il business mentre la merce è a metà strada tra l’Europa e gli Stati Uniti”. La nuova frontiera è ora il Sud-est asiatico, con Giappone e Corea in testa, mercati che “apprezzano molto il Made in Italy originale e la qualità”.

L’esperimento a cielo aperto dei farmaci anti-fame

L’industria alimentare osserva con crescente sospetto la diffusione dei farmaci soppressori dell’appetito, un fenomeno che Linhart non esita a definire “un grande esperimento a cielo aperto”. Se in Inghilterra si contano già milioni di utilizzatori, in Italia la resistenza culturale è ancora forte, ma la minaccia per il settore è reale.

Per la CEO di Atlante, eliminare lo stimolo della fame è un errore che va oltre la nutrizione e colpisce le radici della nostra civiltà: “Detto tra noi a me sembra un gran peccato perché con la fame perdiamo la socialità, perdiamo il piacere, perdiamo il gusto”.

Il rischio concreto è quello di scivolare verso un modello in cui le persone smettono di mangiare cibo vero per affidarsi a piccole dosi ipernutritive farmacologiche.

La trappola del cibo processato e il ritorno alla tradizione

Il vero nemico della salute pubblica resta però il cibo industriale ultra-processato, progettato in laboratorio per creare un legame tossico con il consumatore. Linhart ha lanciato un allarme durissimo su questo tema: “Zucchero, grassi, danno veramente dipendenza, e sappiamo bene che questo è terribile”.

La critica è rivolta alle pubblicità aggressive che presentano prodotti carichi di grassi saturi come desiderabili, mentre la vera soluzione sarebbe il ritorno al modello della dieta mediterranea.

Non si tratta di demonizzare ogni trasformazione, ma di distinguere tra ciò che è industriale e ciò che è cultura: “È fatto di cibi processati tradizionalmente, come l’olio d’oliva, il pane, il formaggio. Questi sono prodotti processati, però sono stati processati ormai da migliaia di anni”.

Tornare a questi pilastri è l’unico modo per difendersi da un’industria che punta solo sulla gratificazione istantanea.

In sintesi

  • Logistica globale: la chiusura dei colli di bottiglia, i cosiddetti choke points, mette a rischio la sicurezza alimentare mondiale.
  • Export strategico: Atlante SRL riduce il business negli Stati Uniti a causa del rischio dazi, puntando su Giappone e Sud-est asiatico.
  • Salute e farmaci: la diffusione di soppressori dell’appetito minaccia il piacere del cibo e la socialità.
  • Nutrizione: i cibi processati industriali, ricchi di zuccheri e grassi, creano dipendenza; la dieta mediterranea tradizionale resta il modello da difendere.

FAQ

Perché il mercato americano è considerato troppo rischioso?

A causa dell’imprevedibilità politica che può imporre dazi improvvisi mentre la merce è già in viaggio attraverso l’Atlantico.

Qual è il pericolo dei nuovi farmaci soppressori dell’appetito?

Oltre ai dubbi sulla salute, eliminano la fame, portando alla perdita della socialità e del piacere legato al gusto e alla cultura del cibo.

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