LE INTERVISTE ESCLUSIVE DI GIORNALE RADIO

“Il caldo costa all’Italia 12 miliardi ogni anno”: Confesercenti sulla tassa occulta del clima

today21 Luglio 2026

Sfondo
share close

“Il caldo costa all’Italia 12 miliardi ogni anno”: Confesercenti sulla tassa occulta del clima

L’aumento delle temperature non rappresenta più soltanto un’emergenza ambientale, ma si è trasformato in un costo economico strutturale per famiglie e imprese. Secondo Nico Gronchi, presidente di Confesercenti, il caldo estremo agisce come una vera e propria «tassa occulta» che pesa sulla competitività del sistema produttivo italiano. Il tema è stato approfondito durante Next Economy, il programma di Giornale Radio dedicato all’economia e ai mercati, dove è emerso come le ondate di calore possano costare al Paese quasi 12 miliardi di euro ogni anno.

Una tassa invisibile che pesa su imprese e famiglie

Secondo Confesercenti, l’impatto economico delle temperature sempre più elevate è ormai paragonabile a un’imposta aggiuntiva che grava quotidianamente sul sistema economico. «L’abbiamo chiamata in questo modo perché un giorno dopo l’altro ci stavamo rendendo conto di una difficoltà legata a tutti gli strumenti energetici che ruotano intorno all’impresa», spiega Gronchi.

Le stime elaborate dall’associazione indicano un costo complessivo di circa 12 miliardi di euro all’anno, equamente distribuito tra il mondo produttivo e i bilanci delle famiglie, attraverso maggiori consumi energetici, minore produttività e calo dei consumi.

L’effetto sulla crescita economica

Il fenomeno produce conseguenze dirette anche sull’economia nazionale. Secondo Confesercenti, questa «tassa climatica» arriva a incidere fino allo 0,4% del PIL italiano.

Uno degli aspetti più critici riguarda il rendimento dei lavoratori. «Stiamo registrando in molti settori un calo della produttività che abbiamo stimato può costare fra l’1,5 e i 2 miliardi ogni anno», sottolinea Gronchi.

Le difficoltà interessano numerosi comparti, dalla logistica all’agricoltura, passando per gli uffici e tutte quelle attività che operano in ambienti esposti a temperature elevate per periodi prolungati.

Turismo, ristorazione e commercio sotto pressione

Tra i settori maggiormente colpiti figurano il commercio e il turismo. Gli alberghi devono sostenere consumi energetici sempre più elevati per garantire il comfort degli ospiti, mentre ristoranti e pubblici esercizi registrano un fenomeno opposto: i dehors, normalmente punto di forza della stagione estiva, restano spesso vuoti.

«Paradossalmente d’estate il troppo caldo scoraggia», osserva Gronchi, spiegando come molti consumatori rinuncino a trascorrere il tempo all’aperto quando le temperature superano i 40 gradi.

Anche il commercio ambulante e le attività che operano negli spazi pubblici subiscono un forte rallentamento, con una riduzione della propensione ai consumi dovuta alle condizioni climatiche estreme.

Il peso della mancata politica energetica

Per Confesercenti, una parte significativa del problema deriva dalla mancanza di una strategia energetica nazionale di lungo periodo. «Un Paese come il nostro che non è riuscito di fatto ad avere una vera e propria politica energetica compra molta energia e paga molto l’energia», denuncia Gronchi.

A questa criticità si aggiunge l’obsolescenza di molti impianti presenti nelle aziende italiane. Condizionatori poco efficienti e macchinari datati aumentano i consumi e fanno lievitare ulteriormente le bollette proprio nei periodi di maggiore utilizzo.

Gli incentivi per affrontare la nuova normalità

Secondo Confesercenti, eventi estremi come ondate di calore e alluvioni non rappresentano più eccezioni, ma fanno ormai parte della normalità climatica. Per questo motivo servono interventi strutturali.

«Dovremmo agire su due strade diverse parallele. Intanto costruire una politica energetica anche di dimensione europea, anche utilizzando il debito comune», propone Gronchi.

Parallelamente, l’associazione chiede incentivi destinati alle imprese per favorire la sostituzione degli impianti più energivori. «Incentivare la sostituzione e l’efficientamento degli strumenti per caldo e freddo che ormai sono la normalità in ogni attività», conclude il presidente di Confesercenti.

In sintesi

  • Secondo Confesercenti, il caldo estremo costa all’Italia circa 12 miliardi di euro ogni anno tra famiglie e imprese.
  • Il fenomeno pesa fino allo 0,4% del PIL nazionale e riduce la produttività dei lavoratori.
  • Turismo, ristorazione, commercio e agricoltura sono tra i comparti maggiormente colpiti dall’aumento delle temperature.
  • Confesercenti propone una politica energetica europea e incentivi per l’efficientamento degli impianti delle imprese.

FAQ

Quali sono i settori più colpiti dal caldo secondo Confesercenti?

Tra i comparti maggiormente penalizzati figurano turismo, ristorazione, commercio ambulante, agricoltura e tutte le attività che operano all’aperto o richiedono un intenso utilizzo di impianti di climatizzazione.

Cosa propone Nico Gronchi per ridurre il costo del caldo?

Il presidente di Confesercenti propone una politica energetica condivisa a livello europeo, anche attraverso strumenti comuni di finanziamento, e incentivi per sostituire gli impianti di climatizzazione più obsoleti con sistemi più efficienti.

Meta description: Confesercenti lancia l’allarme: il caldo estremo costa all’Italia circa 12 miliardi di euro l’anno. Nico Gronchi chiede una politica energetica europea e incentivi per l’efficientamento delle imprese.

 


Ascolta Next Economy con Manuela Donghi dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 sul sito:
https://www.giornaleradio.fm

Oppure scarica la nostra App gratuita:
iOS – App Store
https://apple.co/2uW01yA

Android – Google Play
http://bit.ly/2vCjiW3

Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio:
https://www.youtube.com/@GiornaleRadio


LE INTERVISTE ESCLUSIVE DI GIORNALE RADIO

GIORNALE RADIO

Giornale Radio, la radio libera di informare.

Notizie del giorno: notizie di cronaca, di politica,notizie dal mondo, notizie sportive, di economia, di salute e tecnologia. Notizie di oggi in radio streaming, in WEB TV e in podcast.

Seguici su

AD
AD
AD