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Regno Unito, Federico Gatti e la rivoluzione Burnham: “Vuole annullare l’eredità di Margaret Thatcher”

today21 Luglio 2026

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Regno Unito, Federico Gatti e la rivoluzione Burnham: “Vuole annullare l’eredità di Margaret Thatcher”

Il Regno Unito assiste a una svolta politica che non si vedeva da decenni. Andy Burnham, ex sindaco della Grande Manchester, è approdato al numero 10 di Downing Street con una comunicazione diretta e un programma che promette di modificare profondamente il sistema economico e istituzionale britannico. «Lo abbiamo visto parlare a braccio fuori da Downing Street, non succedeva dai tempi di Tony Blair e di Margaret Thatcher, senza leggere o senza appunti», osserva Federico Gatti, esperto delle dinamiche politiche d’oltremanica. La sua analisi è stata al centro del dibattito durante L’Attimo Fuggente con Luca Telese e Giuliano Guida Bardi, in onda su Giornale Radio.

La sfida all’eredità di Margaret Thatcher

Il nuovo corso britannico nasce da una netta contrapposizione alle trasformazioni economiche avviate negli anni Ottanta. Burnham, nato a Liverpool e proveniente da una famiglia operaia, ha costruito la propria ascesa politica proponendosi come interprete delle aree del Paese rimaste ai margini della crescita della City.

«Lui vuole annullare l’eredità di Margaret Thatcher», spiega Gatti. Secondo il giornalista, i processi di deindustrializzazione e privatizzazione avrebbero concentrato la ricchezza nella capitale, lasciando in secondo piano numerose città industriali e regioni del nord dell’Inghilterra. La sfida di Burnham consiste quindi nel riportare al centro del dibattito politico la working class bianca delle Midlands, sottraendola alla crescente influenza dei movimenti populisti.

Quarant’anni di liberismo sotto accusa

La lettura proposta da Gatti individua nelle politiche economiche degli ultimi decenni una delle principali cause delle profonde disuguaglianze territoriali britanniche. Mentre Londra e i suoi distretti finanziari hanno conosciuto una notevole crescita, numerose comunità industriali avrebbero subito il declino del lavoro manifatturiero, dei servizi pubblici e delle infrastrutture locali.

In alcune aree del Regno Unito, sottolinea il giornalista, l’aspettativa di vita sarebbe scesa a livelli particolarmente preoccupanti. Il progetto di Burnham punta quindi a ribaltare questo modello, spostando risorse e potere dalla capitale alle zone periferiche e alle città che hanno pagato il prezzo più alto della deindustrializzazione.

Il Manchesterismo come modello nazionale

Per realizzare questo cambiamento, Burnham intende esportare su scala nazionale il modello sperimentato durante il suo mandato a Manchester. Gatti definisce questo approccio Manchesterismo: una strategia fondata sul trasferimento di competenze dal governo centrale alle amministrazioni locali.

«Vuole riportare potere ai sindaci. Che siano i sindaci a gestire i trasporti locali, che siano i sindaci a gestire gli ospedali locali, non che sia un programma statale centralizzato, ordinato e deciso da Londra», chiarisce Gatti.

Il piano prevede anche una maggiore presenza pubblica in settori strategici come le ferrovie e il servizio idrico. L’obiettivo è favorire la reindustrializzazione e restituire centralità economica e politica a città come Hull, Birmingham e Manchester, riducendo la dipendenza dalle decisioni prese nella capitale.

Un socialista “business friendly”

La sostenibilità economica del progetto rappresenta però il principale interrogativo. Burnham deve conciliare un programma di forte intervento pubblico con la necessità di rassicurare i mercati, gli investitori e gli alleati internazionali.

La scelta di John Healey come Cancelliere dello Scacchiere viene interpretata da Gatti come un segnale in questa direzione. Healey ha sostenuto in passato l’aumento della spesa per la difesa, una posizione utile a preservare i rapporti con la NATO, gli Stati Uniti e i principali partner europei.

«Un socialista business friendly, questa è la sua definizione», commenta Gatti riferendosi a Burnham. Il nuovo primo ministro tenta quindi di conciliare la spesa sociale, la reindustrializzazione e il rafforzamento dei servizi pubblici con il mantenimento delle alleanze internazionali e del sostegno britannico all’Ucraina.

Il declino di Nigel Farage

Mentre Burnham consolida la propria leadership, il fronte populista guidato da Nigel Farage attraversa una fase di forte difficoltà. Secondo Gatti, il leader di Reform UK deve rispondere di finanziamenti milionari ricevuti da esponenti del settore delle criptovalute e dei rapporti con collaboratori coinvolti in vicende giudiziarie.

«Farage ha deciso di dimettersi da parlamentare per Clacton dicendo che a giudicarlo non devono essere i giudici, ma il popolo», racconta il giornalista. La scelta di tornare alle urne trasformerebbe quindi il collegio in un referendum personale sulla sua leadership.

La sfida paradossale di Count Binface

La situazione assume toni surreali con la candidatura di Count Binface, personaggio satirico che si presenta agli elettori indossando un costume da bidone della spazzatura. Secondo Gatti, una parte degli oppositori di Farage starebbe valutando di convergere proprio su questa candidatura di protesta.

«Un bidone della spazzatura può abbattere il leader del primo partito britannico», ironizza il giornalista, descrivendo un contesto nel quale la satira politica rischia di trasformarsi in un fenomeno elettorale concreto.

L’ombra di Elon Musk e le tensioni sociali

In chiusura, Gatti collega la situazione britannica al dibattito italiano, soffermandosi sugli interventi di Elon Musk contro la magistratura in relazione al caso Roggero. Secondo il giornalista, dichiarazioni di questo tipo possono contribuire ad aumentare le tensioni sociali nei momenti di maggiore fragilità istituzionale.

«L’uomo più potente del mondo che attacca i giudici sulla questione del gioielliere Roggero. Io questa cosa qua a Londra l’ho già vista quando ci sono state le rivolte nei ghetti», afferma Gatti.

Il rischio, secondo l’analisi, è che l’intervento di figure internazionali molto influenti alimenti la sfiducia nelle istituzioni e trasformi questioni giudiziarie o sociali in strumenti di contrapposizione politica.

In sintesi

  • Andy Burnham intende superare l’eredità economica di Margaret Thatcher, riportando industria e servizi pubblici al centro dell’azione politica.
  • Il modello definito Manchesterismo punta a trasferire maggiori poteri dal governo centrale ai sindaci e alle amministrazioni locali.
  • Burnham viene descritto come un socialista business friendly, deciso a conciliare spesa sociale, mercati e alleanze internazionali.
  • Nigel Farage attraversa una fase di crisi, tra scandali finanziari e la sfida elettorale del candidato satirico Count Binface.
  • Federico Gatti mette in guardia dalle interferenze di personalità come Elon Musk nei dibattiti giudiziari e politici nazionali.

FAQ

Cos’è il Manchesterismo proposto da Andy Burnham?

È un modello politico fondato sul decentramento, che punta ad affidare ai sindaci e alle amministrazioni locali la gestione diretta di servizi come trasporti, sanità e infrastrutture, riducendo il controllo centralizzato di Londra.

Perché Nigel Farage si è dimesso da parlamentare?

Secondo quanto riferito da Federico Gatti, Farage avrebbe scelto di dimettersi per evitare il giudizio di una commissione parlamentare sui finanziamenti ricevuti, preferendo sottoporsi nuovamente al voto degli elettori.

 


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