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“Dubito che vinceranno le elezioni da soli”: Della Vedova (+E) boccia il Campo Largo

today17 Giugno 2026

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“Dubito che vinceranno le elezioni da soli”: Della Vedova (+Europa) boccia il Campo Largo

Benedetto Della Vedova, figura storica di +Europa, commenta senza filtri la recente immagine che ritrae i leader dell’opposizione seduti a un tavolo nel tentativo di costruire un fronte comune. Durante il programma radiofonico Il Timone delle 13 con Paolo Sergio, l’onorevole ha chiarito subito la sua posizione rispetto allo scatto che ha visto protagonisti Schlein, Conte e Fratoianni.

A me quella foto non è che faccia un effetto particolare. Quello è un perimetro, il perimetro del campo largo”. Secondo Della Vedova, quella rappresentazione mostra forze di sinistra con una sintonia spiccata, ma ignora una parte fondamentale del Paese. L’obiettivo deve essere quello di offrire un’alternativa reale alla destra di Meloni, con o senza Vannacci, ma la strada intrapresa sembra ancora parziale.

La nascita del polo non terzo per scardinare gli equilibri

Per battere l’attuale maggioranza, Della Vedova lancia una proposta strategica che rompe con i tentativi isolazionisti del passato: il “polo non terzo”. Non si tratta di un’area che corre in solitaria, ma di un’aggregazione liberal-democratica e riformista pronta all’alleanza.

Io penso si debba costruire, ma lo penso da tempo, un polo non terzo, cioè un’aggregazione di sigle, di movimenti, di partiti e di personalità che punti a costruire le condizioni per un’alleanza con la foto di ieri”. L’idea è quella di unire le forze europeiste per competere lealmente ma con una propria identità, evitando di essere semplicemente fagocitati dai partiti più grandi.

L’illusione del 42% e l’augurio ironico a Fratoianni

Della Vedova non nasconde il suo scetticismo verso chi, all’interno del tavolo del Campo Largo, rivendica già un’autosufficienza basata sui sondaggi. Il riferimento è alle parole di Nicola Fratoianni sulla forza elettorale della coalizione attuale.

Se la loro strategia è quella dell’autosufficienza della foto di ieri, credo che sia una strategia sbagliata. Faccio tanti auguri”. La critica è netta: senza un apporto liberal-democratico, il rischio di una sconfitta è altissimo. “Dubito che vinceranno le elezioni da soli e quindi governeranno il Paese”.

Per l’esponente di +Europa, il Partito Democratico deve avvertire la necessità di un’alleanza elettorale e politica più ampia per essere davvero vincente.

Sintonia sui temi ma rottura strategica con Calenda

Il rapporto con Carlo Calenda e le altre forze di centro resta un punto focale, segnato da una convergenza ideale che però non si traduce in unità d’azione. Della Vedova ammette di avere con il leader di Azione una “sintonia molto profonda sui temi, in particolare politica internazionale, l’Europa, l’Ucraina”.

Tuttavia, la strategia politica li divide profondamente. “Io non condivido la visione generale, cioè di partire con l’obiettivo di costruire anche nelle prossime elezioni un polo terzo. Io invece, appunto, rilancio con il polo non terzo”. Il modello deve essere quello della Margherita, capace di allearsi con i DS pur mantenendo la propria specificità riformista.

La legge elettorale e l’obbligo delle alleanze preventive

Il contesto normativo italiano non lascia spazio ad ambiguità: chi vuole governare deve decidere prima da che parte stare. Della Vedova sottolinea che in un sistema che tende al maggioritario, i tatticismi post-voto sono impossibili.

In un sistema maggioritario le alleanze le fai prima del voto”. Non si può aspettare il risultato per negoziare la maggioranza, come avviene nei sistemi proporzionali puri. “Se il tavolo di ieri si considera autosufficiente, auguri, ce ne faremo una ragione. Se invece si vuole costruire un’alleanza vincente a Meloni e Salvini, bisogna cercare un’alleanza tra noi e loro”.

Questa unione è ritenuta essenziale per garantire al Paese un governo solido e per affrontare passaggi cruciali come l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica.

Congresso e rilancio: le acque agitate di +Europa

Il dibattito sulla coalizione si intreccia con una fase interna delicata per +Europa, dove gli equilibri sono attualmente precari. “+Europa ha un momento di difficoltà, il segretario non ha più la maggioranza. Io spero che si vada presto al congresso e si riparta con slancio”.

Della Vedova ricorda con orgoglio le origini del movimento, nato nove anni fa come una sfida coraggiosa chiamata Forza Europa, e oggi diventato parte integrante del lessico politico comune. Nonostante le tensioni, l’obiettivo rimane quello di rimettere l’europeismo al centro della politica italiana come progetto di governo convincente.

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