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Petrolio in picchiata ma benzina ancora cara, l’esperto: “I sistemi fisici si muovono più lentamente dei mercati finanziari”

today16 Giugno 2026

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Petrolio in picchiata ma benzina ancora cara, l’esperto: “I sistemi fisici si muovono più lentamente dei mercati finanziari”

Il prezzo del petrolio continua a scendere sui mercati internazionali, ma l’entusiasmo degli automobilisti è frenato da una realtà che fatica a riflettersi nei listini dei distributori. Giuseppe Lauria, strategist ed esperto di materie prime, ha analizzato questo scenario ai microfoni di Next Economy con Manuela Donghi su Giornale Radio.

Nonostante il WTI viaggi intorno ai 78 dollari al barile e il Brent si attesti sugli 81 dollari, con ribassi quotidiani significativi, la discesa dei prezzi al consumo non è immediata. “L’ottimismo è quello di vedere dei prezzi che continuano a osservare la parte bassa del grafico”, ha spiegato Lauria, precisando però che “i sistemi fisici certamente si muovono più lentamente dei mercati finanziari”.

Perché il portafoglio degli italiani non sorride ancora

Il divario tra le quotazioni finanziarie e il costo della benzina per l’utente finale è un nodo strutturale che richiede tempo per essere sciolto. Anche se i future disegnano costantemente “candele rosse” sui grafici, segnalando cali continui, la traduzione in economia reale è tutt’altro che istantanea.

L’esperto ha chiarito che “ci vorrà un po’ di tempo affinché i prezzi fisici del greggio, penso anche alla benzina ad esempio e non solo, scendano a livelli prebellici”. La reazione immediata dei mercati finanziari risponde a logiche di velocità e speculazione che non appartengono alla catena fisica della distribuzione.

Per questo motivo, nonostante il greggio sia in calo, “per vedere un ridimensionamento netto e deciso dei prezzi, ad esempio, dei carburanti, ci vorrà ancora un po’ di tempo”.

L’effetto razzi e piume: la spiegazione scientifica del rincaro

C’è una ragione tecnica precisa dietro la rapidità dei rincari e la lentezza dei ribassi, un fenomeno che Lauria ha illustrato citando studi accademici di rilievo. Si tratta del cosiddetto “effetto razzi e piume”, teorizzato dall’economista di Oxford Robert Bacon.

Lui parla proprio di effetto razzi e piume facendo riferimento appunto alla discrepanza che c’è tra il prezzo del greggio, la quotazione del petrolio e i prezzi dei carburanti”, ha spiegato Lauria durante l’intervista.

Lo studio chiarisce perché, se il greggio risale, i prezzi alla pompa schizzano verso l’alto come razzi, mentre quando cala, scendono lentamente come piume. “Ci spiega le ragioni attraverso le quali tutti quanti ci siamo sempre posti la domanda perché quando cala il petrolio non cala in maniera netta e decisa il prezzo dei carburanti”.

Geopolitica e riserve: cosa tiene a bada il greggio

Nonostante le tensioni internazionali e le minacce di chiusura di snodi vitali come lo Stretto di Hormuz, i prezzi non sono schizzati alle stelle grazie a manovre coordinate e cambiamenti strutturali nella domanda.

Lauria ha ricordato che la stabilità attuale deriva da azioni concrete: “ben 26 Paesi hanno liberato a marzo 400 milioni di barili”. A questo si aggiunge la strategia degli Stati Uniti, dove le riserve sono scese a minimi storici dagli anni Ottanta, e il ruolo della Cina come forza di riequilibrio.

Pechino ha infatti ridotto le importazioni “dagli 11 milioni di barili al giorno dato di febbraio, ai 9 milioni di maggio”, influenzando in modo determinante la quotazione del greggio.

Non solo benzina: lo spiraglio sulle bollette del gas

L’analisi di Lauria si è estesa anche al mercato del gas, dove si registra una tendenza simile a quella del comparto petrolifero. Con il TTF in discesa verso l’area dei 40 euro per megawattora, si apre la possibilità di un risparmio energetico per le famiglie.

Tuttavia, la prudenza resta d’obbligo anche in questo settore. “Nel caso in cui dovesse continuare a scendere è imprescindibile la possibilità di vedere bollette meno care, però, insomma, anche in questo caso ci vorrà ancora un po’ del tempo”, ha avvertito l’esperto.

Sebbene il percorso appaia oggi “meno irto di ostacoli”, la trasmissione del calo dei prezzi dai mercati all’utente finale resta legata alla lentezza dei sistemi fisici.

L’invito finale alla cautela: non farsi travolgere dagli entusiasmi

La conclusione dell’esperto è un invito netto alla moderazione, rivolto sia ai piccoli consumatori che agli operatori di mercato. Nonostante i segnali grafici siano positivi e il rischio geopolitico sembri momentaneamente accantonato, non bisogna abbassare la guardia.

Io invito sempre tutti a non farsi travolgere dai facili entusiasmi”, ha ribadito Lauria, sottolineando che l’attenzione deve rimanere alta su ciò che accade realmente nei mercati fisici. “Molta molta cautela, soprattutto per chi opera in materie prime, per gli operatori ma anche per chi non si occupa in maniera esclusiva di mercati finanziari”.

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