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“Quando uno yacht sbarca, lavora anche il pizzaiolo”: Gasparri contro chi vuole la patrimoniale

today1 Luglio 2026

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“Quando uno yacht sbarca, lavora anche il pizzaiolo”: Gasparri contro chi vuole la patrimoniale

Il solco tra le visioni economiche del Paese è netto e invalicabile. Da una parte la spinta verso nuove tasse, dall’altra la difesa del risparmio privato e della proprietà immobiliare. “Noi siamo quelli che hanno tolto l’IMU sulla prima casa”, rivendica con forza il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri.

Il timore è che le promesse della sinistra nascondano una trappola per i ceti medi. “Dicono di voler tassare solo i super ricchi, lo 0,1% della popolazione, ma noi non ci fidiamo perché si comincia così e poi si può estendere a qualsiasi abitazione”.

È un allarme che risuona quotidiano nelle stanze della politica e che il senatore ha ribadito ai microfoni di Italia No Limits, il programma condotto da Roberto Poletti su Giornale Radio. Per l’esponente azzurro, l’appetito del fisco vien mangiando e il rischio reale è che si finisca per “prendersi la casa della vecchietta in centro città” pur di fare cassa.

Attrarre investimenti per scalare le classifiche mondiali

L’obiettivo strategico non è punire la ricchezza, ma trasformarla in un motore per l’intera nazione. L’Italia oggi occupa una posizione di prestigio assoluto, essendo il quarto Paese al mondo per esportazioni.

Un primato che va difeso attirando capitali, non mettendoli in fuga verso altri lidi. “Dobbiamo attirare risorse che creano occupazione”, spiega Gasparri, sottolineando come le aziende straniere che scelgono di produrre in Italia portino stipendi e ordini per i fornitori locali.

Il traguardo fissato è ambizioso: puntare a cifre record di export entro il 2027 per arricchire il tessuto sociale italiano attraverso investimenti esteri e materie prime nazionali.

L’economia del lusso che nutre il territorio

Per spiegare l’errore delle tasse ideologiche, il senatore ricorre a una metafora marittima molto concreta. Ricorda il fallimento della tassa sugli yacht che anni fa svuotò i porti italiani a favore di altri mari.

Quando uno yacht sbarca in un porto lavora il benzinaio, l’ormeggiatore, il negozio che fa cambusa”, argomenta Gasparri.

È una filiera che tocca ogni categoria, rendendo evidente che la ricchezza che transita nei nostri porti non resta chiusa nei ponti di coperta.

Intorno a uno yacht ricco nasce una economia e quindi ci guadagna il pizzaiolo, l’ormeggiatore e il salumiere”. Allontanare queste risorse per pura invidia sociale significa, secondo il senatore, perdere un’opportunità di reddito per migliaia di lavoratori.

Lo Stato non deve fare il pirata dei Caraibi

La filosofia fiscale del centrodestra si contrappone a quella dei governi tecnici o delle coalizioni di sinistra. L’obiettivo è uno Stato che sappia incassare il giusto senza soffocare i cittadini.

Non dobbiamo diventare pirati dei Caraibi che devono saccheggiare chiunque”, ammonisce il senatore.

La ricetta proposta passa per l’alleggerimento del cuneo fiscale, per migliorare le buste paga di operai e lavoratori a basso reddito, e per la revisione degli scaglioni IRPEF.

L’idea è quella di un fisco amico che porti la tassazione al 33% anche per i redditi fino a 60.000 euro, garantendo un respiro maggiore ai ceti medi produttivi.

La serietà dei conti contro la demagogia

Davanti alle richieste popolari di abolizione di alcune tasse, come il bollo auto, Gasparri invita però al realismo e alla prudenza finanziaria.

Cancellare il bollo auto costa 6 miliardi e mezzo, bisogna trovare le coperture”, ammette con franchezza.

È la differenza tra chi fa annunci elettorali e chi deve gestire la cosa pubblica. La critica alla sinistra è totale: “Moltiplicano la spesa pubblica tra reddito di cittadinanza e superbonus, che è costato centinaia di miliardi, e poi qualcuno deve pagare il conto con le tasse”.

Per Forza Italia, la strada è invece quella di uno Stato snello che eviti sprechi e sovrapposizioni, mantenendo alte le prestazioni sociali senza tartassare chi produce ricchezza.

In sintesi

  • No alla patrimoniale: Gasparri teme che colpire i super ricchi sia solo l’inizio per arrivare a tassare tutte le case.
  • Effetto yacht: tassare il lusso mette in fuga i capitali e danneggia l’economia locale, dal benzinaio al pizzaiolo.
  • Primato export: l’Italia è il quarto esportatore mondiale; bisogna attirare investimenti stranieri per creare lavoro.
  • Fisco realistico: abolire il bollo auto costerebbe 6,5 miliardi; servono scelte serie e non promesse impossibili.

FAQ

Perché Gasparri è contrario alla tassa sui grandi patrimoni?

Perché ritiene che metterebbe in fuga i capitali e che, una volta introdotta, verrebbe estesa anche alle abitazioni dei ceti medi.

Qual è la proposta di Forza Italia per l’IRPEF?

L’obiettivo è ridurre la tassazione portandola al 33% per i redditi fino a 60.000 euro.

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