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Hacker russi e manipolazione politica: “L’informazione è diventata potere, manipolano le menti”

today16 Luglio 2026

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Hacker russi e manipolazione politica: “L’informazione è diventata potere, manipolano le menti”

La guerra non si combatte più soltanto con missili, carri armati e soldati. Sempre più spesso il fronte decisivo passa attraverso computer, reti informatiche e dati sensibili. Gli attacchi cyber sono diventati uno strumento strategico per colpire infrastrutture, istituzioni e opinione pubblica.

Di questo scenario si è parlato durante L’Attimo Fuggente con Luca Telese e Giuliano Guida Bardi su Giornale Radio, dove Pierguido Iezzi, esperto di cybersicurezza, ha analizzato l’evoluzione delle offensive informatiche attribuite alla Russia e il loro impatto sulle democrazie occidentali.

L’informazione è diventata la nuova arma

Secondo Iezzi, il valore strategico delle informazioni ha ormai superato quello di molte risorse tradizionali.

Oggi l’informazione è diventata potere”, afferma.

L’obiettivo degli attacchi cyber non sarebbe soltanto rubare dati o bloccare infrastrutture, ma utilizzare le informazioni raccolte per orientare il dibattito pubblico.

Andare in qualche modo a manipolare menti, pensieri o anche direttamente l’orientamento politico”, spiega l’esperto.

Secondo questa lettura, la dimensione informatica rappresenta ormai uno dei principali strumenti della competizione geopolitica.

Le spie oggi lavorano dietro uno schermo

Lo spionaggio internazionale si è progressivamente spostato dal mondo fisico a quello digitale.

Il mondo digitale viaggia allo stesso livello del mondo reale fatto delle vecchie spie dei film”, osserva Iezzi.

Le operazioni informatiche consentono infatti di raccogliere enormi quantità di dati da infrastrutture pubbliche, aziende e istituzioni.

Qualsiasi dato di qualsiasi genere oggi si trova all’interno di un server e si muove all’interno delle reti”, sottolinea.

Per questo motivo, secondo l’esperto, gli hacker rappresentano oggi una componente fondamentale delle moderne attività di intelligence.

Attribuire un attacco resta la sfida più difficile

Uno dei problemi principali della guerra cibernetica riguarda l’identificazione degli autori.

Le tecniche utilizzate permettono infatti di mascherare l’origine degli attacchi attraverso server intermedi e operazioni di depistaggio.

Nonostante queste difficoltà, secondo Iezzi negli ultimi anni diversi gruppi riconducibili all’intelligence russa sono stati individuati e sanzionati dalle autorità occidentali per operazioni contro infrastrutture critiche europee.

Tra gli obiettivi figurerebbero sistemi energetici, reti governative e apparati di sicurezza.

La deterrenza è diventata il nuovo equilibrio

Per Iezzi la cybersicurezza non può limitarsi alla sola difesa tecnica.

Serve anche una capacità di risposta credibile che scoraggi nuovi attacchi.

La deterrenza oggi rappresenta il vero equilibrio instabile che noi stiamo vivendo”, conclude.

Secondo l’esperto, la capacità di reagire rappresenta uno degli elementi fondamentali per limitare l’escalation di un conflitto che si sviluppa sempre più nel dominio digitale.

In sintesi

  • Cyber guerra: gli attacchi informatici sono diventati uno strumento centrale della competizione geopolitica.
  • Manipolazione: secondo Pierguido Iezzi le informazioni raccolte possono essere utilizzate per influenzare opinione pubblica e orientamento politico.
  • Nuovo spionaggio: i server e le reti informatiche hanno sostituito gran parte delle tradizionali attività di intelligence.
  • Deterrenza: una capacità di risposta credibile è considerata essenziale per contenere la minaccia cyber.

FAQ

Perché gli attacchi informatici sono così importanti nelle guerre moderne?

Perché consentono di raccogliere informazioni, colpire infrastrutture critiche e influenzare il dibattito pubblico senza ricorrere direttamente all’uso della forza militare.

È possibile sapere con certezza chi ha compiuto un attacco hacker?

L’attribuzione è molto complessa perché gli autori possono utilizzare server intermedi e tecniche di depistaggio. Le conclusioni derivano dall’analisi tecnica e dall’attività di intelligence.

Qual è il principale rischio per i cittadini?

Secondo Iezzi, oltre agli attacchi alle infrastrutture, esiste il rischio che le informazioni raccolte vengano utilizzate per influenzare opinioni, comportamenti e orientamenti politici.

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