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Riforma elettorale, l’ira di Borrelli (AVS): “Continuiamo allegramente ad andare verso il baratro”

today16 Luglio 2026

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Riforma elettorale, l’ira di Borrelli (AVS): “Continuiamo allegramente ad andare verso il baratro”

Il voto sugli emendamenti alla Camera ha mostrato le prime crepe nella maggioranza, ma per Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi Sinistra, il vero problema resta l’impianto complessivo della riforma elettorale. Secondo l’esponente dell’opposizione, il centrodestra è andato sotto non sulle preferenze, ma sui capilista bloccati, senza modificare la sostanza di una legge che continua a limitare la rappresentanza. Se n’è parlato durante Il Timone delle 13 con Paolo Sergio, in onda su Giornale Radio, dove Borrelli ha definito il dibattito sulle preferenze «tutta fuffa».

“Le preferenze? Riguardano meno del 20% degli eletti”

Secondo Borrelli, il confronto politico si starebbe concentrando su un tema secondario rispetto agli effetti concreti della riforma. «Le proiezioni dicono che riguarderebbe meno del 20% degli eletti, quindi è tutta fuffa», afferma il deputato, convinto che il vero nodo riguardi il peso dei capilista bloccati e la progressiva riduzione della possibilità per gli elettori di scegliere i propri rappresentanti. A suo giudizio, il nuovo sistema rafforzerebbe ulteriormente il controllo delle segreterie dei partiti sulla composizione del Parlamento.

“Un sistema costruito per favorire chi governa”

Borrelli respinge anche la motivazione della governabilità utilizzata dalla maggioranza per sostenere la riforma. Secondo il parlamentare di Alleanza Verdi Sinistra, il nuovo sistema sarebbe costruito soprattutto per consolidare il vantaggio delle forze già al governo. «È palesemente un sistema per avere il massimo vantaggio come soggetto governante uscente, proprio come fecero Berlusconi e Renzi», sostiene. L’eliminazione dei collegi uninominali a favore di liste ancora più bloccate rappresenterebbe, a suo avviso, un ulteriore arretramento della rappresentanza democratica. «Continuiamo allegramente ad andare verso il baratro», sintetizza il deputato.

Premierato e Costituzione

Nel corso dell’intervista, Borrelli ha espresso forti perplessità anche sugli effetti costituzionali della riforma. Secondo il deputato, l’indicazione del candidato premier direttamente sulla scheda elettorale rischierebbe di introdurre nei fatti elementi del premierato senza una revisione esplicita della Costituzione. Questo finirebbe, secondo la sua analisi, per condizionare il ruolo del Presidente della Repubblica, chiamato a confrontarsi con un capo del governo già investito dal voto popolare. «Non hanno rispetto per la carta costituzionale né per le regole democratiche del nostro Paese», afferma, sostenendo che la maggioranza stia cercando di modificare gli equilibri istituzionali attraverso una legge ordinaria.

Il caso Roggero e il confine della legittima difesa

L’intervista si è soffermata anche sulla sentenza che ha coinvolto il gioielliere Mario Roggero. Pur ribadendo una posizione severa nei confronti della criminalità, Borrelli distingue nettamente la legittima difesa dalla reazione successiva alla rapina. Secondo il deputato, inseguire e colpire i rapinatori mentre sono in fuga rappresenta una situazione diversa rispetto alla difesa immediata della propria incolumità. «I giudici sono tutti pazzi o forse hanno verificato che alcune azioni sono state esagerate?», osserva, sottolineando che la valutazione dei magistrati tiene conto delle circostanze concrete dei fatti e che, se il gioielliere avesse sparato durante la rapina, l’esito processuale sarebbe stato probabilmente differente.

In sintesi

  • Francesco Emilio Borrelli definisce «tutta fuffa» il dibattito sulle preferenze nella nuova legge elettorale.
  • Il deputato accusa il governo di voler creare un sistema con liste fortemente bloccate che riduce il potere di scelta degli elettori.
  • La riforma viene vista come un modo per introdurre elementi del premierato senza modificare formalmente la Costituzione.
  • Sul caso Roggero, Borrelli distingue la legittima difesa dalla reazione successiva all’aggressione, difendendo la valutazione dei giudici.

FAQ

Perché Borrelli definisce “fuffa” il dibattito sulle preferenze?

Perché ritiene che le preferenze inciderebbero su una quota molto limitata degli eletti e che il vero problema della riforma sia rappresentato dalle liste bloccate.

Qual è la principale critica alla riforma elettorale?

Secondo Borrelli, il nuovo sistema favorirebbe la forza politica di governo, riducendo la rappresentatività e il rapporto diretto tra elettori ed eletti.

Qual è la posizione di Borrelli sul caso Roggero?

Il deputato sostiene che la legittima difesa sia pienamente legittima durante un’aggressione, ma ritiene diversa la situazione in cui vi sia un inseguimento dei rapinatori ormai in fuga.


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