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Tensioni Iran-USA: “Lo strapotere militare non assicura più la vittoria a Trump”

today15 Luglio 2026

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Tensioni Iran-USA: “Lo strapotere militare non assicura più la vittoria”

La nuova escalation tra Stati Uniti e Iran, con gli attacchi nello Stretto di Hormuz e il definitivo tramonto del cessate il fuoco, riporta il Medio Oriente al centro delle tensioni internazionali. Sullo sfondo restano i negoziati naufragati sul nucleare e un equilibrio regionale sempre più fragile.

Di questo scenario si è parlato durante Il Timone delle 20 con Francesco Massardo su Giornale Radio, dove Luca Giansanti, già ambasciatore d’Italia in Iran, ha analizzato le responsabilità del fallimento diplomatico e i nuovi equilibri geopolitici.

“La fiducia è fallita”

Secondo Giansanti, gli sviluppi delle ultime settimane dimostrano che il percorso diplomatico avviato tra Washington e Teheran si è ormai definitivamente interrotto.

Confusione mi sembra essere la situazione che regna sul lato americano, perché gli Stati Uniti stanno venendo meno ad una serie di impegni che avevano assunto un mese fa”, osserva.

Per l’ex ambasciatore, il memorandum d’intesa che avrebbe dovuto ricostruire un rapporto di fiducia non ha più alcuna prospettiva.

Questo percorso di ricostruzione della fiducia ha un suo senso e questo percorso purtroppo è fallito, decisamente fallito”, afferma.

“Trump è stato il peggior nemico di sé stesso”

Nell’analisi di Giansanti, il fallimento non può essere attribuito esclusivamente alle resistenze iraniane o agli equilibri regionali.

Una parte importante delle responsabilità ricadrebbe infatti sugli Stati Uniti.

Probabilmente Trump si è dimostrato e confermato il peggior nemico di sé stesso in questo, perché sono stati soprattutto gli Stati Uniti a far saltare nuovamente questo accordo”, sostiene.

Secondo il diplomatico, interrompere per la seconda volta un percorso negoziale con Teheran rende oggi molto più difficile ricostruire un clima di fiducia reciproca.

Gli alleati del Golfo cercano nuovi equilibri

Le incertezze della politica americana hanno effetti diretti anche sui tradizionali alleati di Washington nel Golfo Persico.

Per Giansanti, Arabia Saudita, Emirati e gli altri Paesi della regione stanno progressivamente adattando la propria strategia.

Sono anni che vengono a trovarsi in queste situazioni a causa del loro principale alleato”, osserva.

Mentre alcuni Paesi mantengono una linea fortemente filo-occidentale, altri privilegiano un ruolo di mediazione.

Il motivo è soprattutto geografico.

Sono destinati inevitabilmente a convivere con un Iran che la geografia impone qui”, sottolinea.

La superiorità militare non basta più

L’ultima riflessione riguarda il modo in cui sono cambiati i conflitti contemporanei.

Secondo Giansanti, la guerra moderna dimostra che la superiorità tecnologica e militare non garantisce automaticamente il successo.

Va probabilmente sfatato questo mito dello strapotere militare”, afferma.

L’ex ambasciatore richiama anche gli esempi dell’Ucraina e del Medio Oriente per sostenere che gli equilibri bellici siano profondamente cambiati.

Lo strapotere militare oggi non assicura più una vittoria sul campo perché il conflitto è cambiato”, conclude.

In sintesi

  • Accordo fallito: secondo Luca Giansanti il percorso di ricostruzione della fiducia tra Stati Uniti e Iran si è definitivamente interrotto.
  • Responsabilità USA: l’ex ambasciatore ritiene che Washington abbia contribuito in modo decisivo al fallimento dei negoziati.
  • Golfo Persico: gli alleati degli Stati Uniti stanno diversificando le proprie strategie, cercando nuovi equilibri con Teheran.
  • Nuovi conflitti: la superiorità militare, secondo Giansanti, non rappresenta più una garanzia di vittoria nelle guerre contemporanee.

FAQ

Perché, secondo Giansanti, il negoziato con l’Iran è fallito?

Perché il percorso di ricostruzione della fiducia è stato interrotto e, secondo l’ex ambasciatore, gli Stati Uniti hanno avuto un ruolo determinante nel far naufragare l’intesa.

Perché gli alleati del Golfo stanno cambiando atteggiamento?

Perché devono convivere stabilmente con l’Iran e stanno cercando di bilanciare il rapporto con Washington attraverso una politica più pragmatica e meno dipendente dagli Stati Uniti.

Cosa intende Giansanti quando parla della fine dello “strapotere militare”?

Secondo l’ex diplomatico, i conflitti moderni dimostrano che la superiorità militare e tecnologica non è più sufficiente, da sola, a garantire una vittoria sul campo.

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