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“Impossibile un crash di mercato, ci sono troppi interessi”: perché il sistema non può crollare

today10 Giugno 2026

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“Impossibile un crash di mercato, ci sono troppi interessi”: perché il sistema non può crollare

Il sistema finanziario non è più quello di una volta. Giancarlo Prisco, trader e analista di fama internazionale, ospite di Manuela Donghi nel programma Next Economy su Giornale Radio, traccia un perimetro chiarissimo sulla resilienza dei listini attuali. Secondo l’esperto, siamo di fronte a una trasformazione profonda: “Il mercato quest’anno ha cambiato pelle, è una cosa da capire. L’abbiamo visto con l’inizio delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente: il mercato non è mai crollato”.

Per Prisco, gli investitori non fuggono più davanti alle crisi, ma le assorbono: “Il mercato quello che fa è inglobare un evento come qualcosa che fa parte di questo percorso, perché la narrativa sulla AI è troppo forte e ci sono troppi interessi, troppi attori, troppi investimenti”.

Perché il grande crollo oggi è un miraggio

Molti analisti evocano lo spettro di un collasso imminente, ma Prisco smonta questa tesi con la forza dei numeri e degli equilibri politici. “Diventa molto difficile immaginare, come molti dicono, un crash di mercato proprio perché c’è una narrativa forte, ma ci sono troppi interessi”.

Non si tratta solo di numeri sui monitor, ma di una struttura che regge l’intera economia statunitense. “Se la Fed alzasse i tassi sarebbe un disastro perché immaginiamo i trilioni di dollari che stanno investendo, immaginiamo solo le magnifiche sette: Nvidia, Broadcom e compagnia”. Un intervento troppo aggressivo sui tassi finirebbe per soffocare il motore del mondo: “Aumentando il costo del denaro, si distrugge quello che è la base dell’economia americana, ovvero il consumo e gli investimenti”.

La verità oltre la bolla dell’intelligenza artificiale

Il paragone con lo scoppio delle dot-com del 2000 è frequente, ma Prisco vede differenze sostanziali che proteggono i giganti di oggi. “A quei tempi bastava un’idea e venivi finanziato, invece qui stiamo parlando di un utilizzo reale. Queste aziende macinano utili e sono enormi”.

La forza dei colossi tecnologici risiede in un circuito chiuso e solido che auto-alimenta la crescita. “Quello che molti non hanno visto è che queste imprese hanno una vendita interna. Nvidia vende a Microsoft, Broadcom vende a Nvidia: quei soldi e quei numeri vengono fatti all’interno del circuito dell’intelligenza artificiale”. Questo meccanismo permette di mantenere bilanci solidi: “Finché ci sono i buyback e finché si mette a bilancio uno strumento per dieci volte il suo valore, questa situazione continuerà”.

L’illusione dei dati ufficiali e l’allarme inflazione

Se i mercati azionari sembrano blindati, il fronte dei risparmiatori e delle banche centrali presenta invece insidie invisibili. Prisco mette in guardia sulla discrepanza tra i bollettini governativi e la vita quotidiana delle famiglie. “L’inflazione che dice la BCE è una cosa, l’inflazione reale è un’altra”.

Questo divario rende rischiosi anche investimenti tradizionalmente considerati sicuri come i titoli di Stato a lunga scadenza. “Sui BTP lunghi io starei molto attento. Bisogna accettare una certa volatilità e farsi una domanda: il tasso che ti danno ti permetterà di battere l’inflazione per le tue economie familiari?”. Il rischio concreto è una perdita in conto capitale al momento della vendita: “Io personalmente non consiglio questi strumenti”.

Gestire il rischio senza la sfera di cristallo

In un panorama così turbolento, tra IPO attese come quella di SpaceX e tensioni in Asia che pesano sui listini cinesi, la strategia vincente non è indovinare il futuro, ma proteggersi. “Noi lavoriamo sul mercato, ma non abbiamo la sfera di cristallo. L’unica cosa che va sempre fatta a priori è la gestione del rischio: avere esposizioni corrette e proteggersi”.

Invece di scommettere su un unico titolo o su obbligazioni a trent’anni, Prisco suggerisce un approccio più dinamico e diversificato per il risparmiatore comune: “Magari valutare sempre di fare un piano di accumulo con diversi ETF o strumenti che ci permettono di diversificare: quello ha senso”.

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