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“La quotazione di SpaceX è follia pura”: l’allarme su Musk a Wall Street

today18 Giugno 2026

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“La quotazione di SpaceX è follia pura”: l’allarme su Musk a Wall Street

Giancarlo Marcotti, esperto di mercati, ha lanciato un avvertimento durissimo che scuote le fondamenta di Wall Street. Durante l’ultima puntata di Next Economy con Manuela Donghi su Giornale Radio, mentre gli investitori festeggiano il debutto record di SpaceX, che ha sfiorato i 3.000 miliardi di capitalizzazione superando colossi come Amazon e Microsoft, l’analisi di Marcotti è una doccia gelata.

Per l’esperto, l’entusiasmo della Borsa non ha basi solide: “A mio avviso la quotazione di SpaceX è follia pura”. Non si tratta di una critica al progresso tecnologico, ma di un calcolo matematico spietato che vede un divario incolmabile tra il valore di mercato e la realtà industriale dell’azienda di Elon Musk.

Wall Street e il miraggio spaziale

Il debutto di SpaceX è stato accolto dai mercati come un evento storico, ma Marcotti invita a guardare oltre l’euforia. Secondo l’esperto, la valutazione raggiunta dalla società non riflette i fondamentali economici dell’azienda, bensì una narrazione finanziaria spinta al limite.

L’idea di investire nel futuro dello spazio esercita un fascino enorme su Wall Street, ma il punto centrale resta la sostenibilità del modello industriale. Per Marcotti, il mercato sta pagando una promessa più che risultati concreti, trasformando il sogno spaziale in una scommessa dai contorni estremamente rischiosi.

Un buco nero finanziario da 41 miliardi

I numeri citati da Marcotti durante l’intervista non lasciano spazio a interpretazioni ottimistiche e mettono a nudo la fragilità del modello economico di Musk. “Siamo di fronte a un’azienda che fattura 18 miliardi, che non ha mai fatto un centesimo di utile e che ha accumulato soltanto perdite per oltre 41 miliardi”, ha spiegato il consulente finanziario.

Il dato più allarmante riguarda la velocità con cui SpaceX brucia cassa: solo nel primo trimestre di quest’anno, le perdite hanno superato i 4 miliardi di dollari. Nonostante questo, il mercato continua a spingere il titolo verso l’alto, una dinamica che Marcotti definisce senza mezzi termini come “pazzia pura”, sottolineando come un giorno “il mondo si chiederà come sia stato possibile una follia del genere”.

Il sogno di Marte contro la logica del profitto

L’obiettivo dichiarato di SpaceX, ovvero la creazione di una città autosufficiente sul pianeta rosso, viene visto da Marcotti come un elemento di ulteriore distorsione della realtà finanziaria. “Lo scopo sarebbe quello di creare una città autosufficiente su Marte. Ma qua veramente siamo all’incredibile”, ha commentato sarcastico.

L’esperto mette in discussione l’utilità pratica e commerciale dell’intera operazione, chiedendosi apertamente cosa dovremmo portare su Marte e perché. Per Marcotti, non esiste una motivazione razionale che giustifichi una valutazione così astronomica per un’azienda che, a differenza dei colossi dell’Intelligenza Artificiale, non sembra avere una strada chiara verso la redditività.

Perché i razzi non sono come l’Intelligenza Artificiale

Marcotti ha tracciato un confine netto tra le “quotazioni folli” di aziende come OpenAI o Anthropic e quella di SpaceX. Secondo l’analisi rilasciata a Giornale Radio, le società di IA hanno il potenziale per diventare “supermonopoliste in alcuni settori”, giustificando in parte l’azzardo degli investitori.

SpaceX, al contrario, appare “inconsistente” dal punto di vista dei ritorni economici futuri. Anche su Starlink, il progetto di Musk per internet satellitare globale, Marcotti resta scettico: “Dicono che farà arrivare internet dove adesso non arriva, ma dove non arriva internet oggi? In Antartide? Mi sembrano banalità”.

Il dubbio centrale resta irrisolto: “Non riesco a capire come SpaceX possa fare fatturato e utili in un domani”.

L’ombra del gonfiore sui record di Piazza Affari

L’analisi di Marcotti non si è fermata agli Stati Uniti, toccando anche l’incredibile corsa del mercato italiano. Con il Ftse Mib stabilmente sopra i 52.000 punti, trascinato dai record di titoli come Unicredit, Mediobanca e Generali, il clima sembra di euforia totale.

Tuttavia, la prudenza resta la parola d’ordine: “A me queste quotazioni un po’ spaventano, nel senso che mi sembrano un po’ gonfiate”. Pur ammettendo che al momento bisogna beneficiare dei rialzi, Marcotti avverte che le banche centrali restano i principali “mover” del mercato e che il “rischio bancario” ha spinto i prezzi a livelli che richiedono estrema cautela per evitare bruschi risvegli.

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