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Medici No-Vax reintegrati, Bassetti: “Decisione vergognosa, mi vergogno di essere un medico”

today16 Luglio 2026

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Medici No-Vax reintegrati, Bassetti: “Decisione vergognosa, mi vergogno di essere un medico”

La decisione di reintegrare i medici che hanno rifiutato la vaccinazione ha scatenato la reazione durissima di Matteo Bassetti, direttore di malattie infettive al San Martino di Genova. Il virologo non usa mezzi termini e definisce il provvedimento come un attacco frontale a chi ha lavorato in prima linea durante l’emergenza. “È un’indecenza, è una decisione vergognosa che grida vendetta” attacca Bassetti, convinto che la mossa abbia una natura puramente politica. Le sue parole sono state affidate ai microfoni di Italia No Limits con Roberto Poletti, il programma di Giornale Radio che analizza quotidianamente i fatti più scottanti del Paese. Secondo l’esperto, se si fosse trattato di una vera volontà di riconciliazione, il governo avrebbe agito mesi fa e non a ridosso delle ferie estive per meri scopi elettorali.
Il tradimento del giuramento di Ippocrate e dello Stato
Per Bassetti non si tratta solo di una scelta amministrativa, ma di una questione di etica professionale profonda. Chi ha scelto di schierarsi contro la campagna vaccinale ha tradito la missione stessa del medico, ignorando le disposizioni dello Stato nel momento del bisogno. “Chi in quel momento ha deciso di essere contro la campagna vaccinale non ha fatto il suo mestiere” ribadisce con fermezza. Il virologo ricorda che mettersi a disposizione dell’autorità pubblica nelle emergenze è parte integrante del giuramento di Ippocrate. Per questo motivo, la sua posizione è irremovibile: “Questi non sono medici e non lo potranno più essere perché nel momento del bisogno non lo sono stati”.
Un messaggio pericoloso per la salute pubblica
Il timore principale è che il reintegro possa essere interpretato come una legittimazione delle tesi anti-scientifiche, mettendo a rischio la prevenzione futura. Bassetti si domanda da che parte stia davvero il governo e se la tutela della salute sia ancora una priorità rispetto al consenso dei gruppi No-Vax. Il messaggio che arriva ai cittadini è devastante: sembra che essere “più furbi” paghi più che rispettare le regole. “In un paese che dà un messaggio del genere mi vergogno di essere un medico” dichiara amaramente Bassetti. Per lui, i vaccini restano l’unico strumento straordinario per proteggere i fragili, dai bambini agli anziani.
La speculazione sull’acqua: un bene sanitario trattato come oro
Oltre alla polemica professionale, Bassetti lancia un grido d’allarme su un altro tema sociale: il costo insostenibile dell’acqua minerale nei luoghi pubblici. Portando esempi diretti, come i 3 euro pagati per una bottiglietta a Malpensa, il professore denuncia una situazione che ritiene incivile. “Pagare l’acqua tre volte quello che costa la benzina è amorale” sottolinea indignato. La sua battaglia è chiara: l’acqua non è una bevanda qualunque, ma un “bene sanitario” fondamentale, specialmente con le ondate di calore attuali. L’assenza della politica su questo fronte è totale e Bassetti chiede con forza l’introduzione di un prezzo politico inferiore all’euro, come già avviene in Grecia.

In sintesi
* Matteo Bassetti definisce “vergognosa” la decisione di reintegrare i medici No-Vax, considerandola una manovra elettorale.
* I medici reintegrati avrebbero violato il giuramento di Ippocrate non servendo l’autorità durante l’emergenza.
* Il virologo denuncia il rischio di un messaggio gravissimo che favorisce le posizioni anti-vaccinali per calcolo politico.
* L’esperto chiede un prezzo politico per l’acqua nei luoghi pubblici, definendo “amorale” la speculazione attuale.
FAQ
Perché Bassetti è contrario al reintegro dei medici No-Vax? Perché ritiene che abbiano tradito la professione e il giuramento di Ippocrate nel momento del bisogno, seguendo scopi ideologici invece che le disposizioni dello Stato.
Qual è la proposta di Bassetti per contrastare il caro acqua? Chiede di imporre un prezzo politico massimo di un euro per le bottigliette d’acqua negli aeroporti e nelle stazioni, considerandola un bene sanitario primario.

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