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Proteste giovanili, Matteo Saudino (BarbaSophia): “La risposta non è l’esercito, ma più scuola, musica e sport”

today20 Ottobre 2026

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Durante Tempo Reale con Lapo De Carlo e Vicky Mangone su Giornale Radio, Matteo Saudino, docente, filosofo e divulgatore noto per il canale YouTube BarbaSophia, ha analizzato le recenti proteste giovanili e gli episodi di violenza nelle città italiane, soffermandosi sulle difficoltà delle nuove generazioni, sul ruolo della scuola e sulla responsabilità degli adulti nel comprendere il disagio dei ragazzi.

Proteste studentesche: “Noi adulti siamo incapaci di ascoltare”

Partendo dalla propria esperienza di insegnante, Saudino ha raccontato il dibattito all’interno del collegio docenti della sua scuola sulle possibili sanzioni agli studenti che hanno partecipato a un’occupazione. Una discussione che, secondo il professore, mette in evidenza la difficoltà degli adulti ad accettare il protagonismo dei giovani.

“Stiamo parlando di migliaia di ragazzi che hanno delle cose da dirci e chiedono un posto nel mondo”, ha spiegato Saudino, sottolineando come le nuove generazioni vogliano esprimersi su temi concreti, dall’ambiente al lavoro, fino alla casa e all’istruzione. Il problema, secondo il docente, è un atteggiamento paternalistico che porta gli adulti a giudicare i ragazzi senza ascoltarne le richieste. “Io da lì vorrei partire veramente, dall’incapacità di noi adulti di ascoltare, di capirli”, ha aggiunto.

Scontri e disagio sociale: “Non è che non ci fosse una causa, era un grido”

Nel corso dell’intervista, il confronto si è spostato sugli episodi di violenza e sui saccheggi che hanno accompagnato alcune manifestazioni. Saudino ha invitato a distinguere le proteste studentesche dagli scontri, senza però ignorare le condizioni sociali che possono alimentare la rabbia giovanile.

Secondo il professore, dietro alcuni comportamenti si nascondono difficoltà economiche, precarietà e mancanza di prospettive. “Non è che non ci fosse una causa, era un grido”, ha affermato, descrivendo la protesta come un tentativo dei giovani di rivendicare la propria presenza in una società che spesso non offre loro sufficienti opportunità.

Violenza giovanile, Saudino: “La risposta è più scuola, più musica, più sport”

Pur ribadendo la necessità di condannare ogni forma di violenza, Saudino ha respinto l’idea che il problema possa essere affrontato esclusivamente attraverso misure repressive.
“La risposta non è l’esercito, la risposta è più scuola, più musica, più sport, più anche una comunità in cui si vive insieme”, ha dichiarato, indicando nell’educazione e nella costruzione di relazioni sociali gli strumenti fondamentali per affrontare il disagio.

Il docente ha richiamato anche le condizioni degli edifici scolastici italiani, citando istituti con palestre inagibili e problemi di sicurezza. Per Saudino, investire nella scuola significa offrire ai giovani spazi di partecipazione e opportunità concrete, anziché limitarsi a sanzionarne i comportamenti.
Infine, un avvertimento sul futuro delle tensioni sociali: “Siamo agli inizi, non è che sta finendo questa cosa”. Un richiamo alla necessità di affrontare le cause profonde del malessere giovanile prima che il divario tra generazioni diventi ancora più difficile da colmare.

Giulia Marino

In sintesi

  • Ascoltare i giovani: Saudino critica il paternalismo degli adulti e la difficoltà di riconoscere ai ragazzi spazi di autonomia e partecipazione.
  • Distinguere proteste e scontri: il docente invita a non confondere le rivendicazioni studentesche con gli episodi di violenza, analizzando le diverse motivazioni.
  • Comprendere il disagio: difficoltà economiche, mancanza di prospettive e contraddizioni del consumismo sono, secondo Saudino, elementi centrali della rabbia giovanile.
  • Investire nell’educazione: pur condannando ogni violenza, Saudino propone più scuola, musica, sport e vita comunitaria, anziché risposte esclusivamente repressive.

FAQ

1. Matteo Saudino giustifica le violenze durante le proteste?

No. Saudino condanna ogni forma di violenza, ma sottolinea che comprenderne le cause sociali è necessario per affrontare il disagio giovanile.

2. Quale ruolo dovrebbero avere gli adulti secondo Saudino?

Dovrebbero ascoltare i ragazzi senza giudicarli continuamente, riconoscerne le richieste e favorire opportunità concrete di partecipazione nella scuola e nella società.

 


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