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Morte Fakir, Ilaria Cucchi: “È un film già visto, come con mio fratello si vuole distogliere l’attenzione”

today24 Luglio 2026

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Morte Fakir, Ilaria Cucchi: “È un film già visto, come con mio fratello si vuole distogliere l’attenzione”

La cronaca di Bologna si tinge di toni drammatici non solo per i fatti di sangue, ma per la battaglia politica scaturita dopo il decesso di Abdrahim Fakir durante un fermo di polizia. La senatrice Ilaria Cucchi, ospite dei microfoni di Giornale Radio, ha voluto iniziare il proprio intervento restituendo centralità alla persona scomparsa: «Partiamo con il piede sbagliato nel momento in cui stiamo parlando della morte di Abdrahim, perché mi piace chiamarlo con il suo nome piuttosto che con il cognome per evitare di spersonalizzare le vittime». Del delicato equilibrio tra verità giudiziaria e narrazione pubblica si è discusso durante Il Timone delle 20 con Francesco Massardo.

Un copione mediatico già visto

Secondo Ilaria Cucchi, quanto sta accadendo a Bologna non rappresenta un episodio isolato, ma rientra in una dinamica comunicativa che tende a spostare l’attenzione dalla morte della persona fermata alle successive proteste di piazza.

«Quello che sta accadendo in questi giorni è estremamente grave, ma ripeto, è un film già visto. Lo vediamo in ogni circostanza in cui per delle morti sono coinvolte le forze dell’ordine», afferma la senatrice.

Il riferimento è anche alla vicenda del fratello Stefano: «Lo si faceva anche 17 anni fa per la morte di mio fratello, per distogliere l’attenzione da qual è il vero tema, perché oggi si sta parlando delle manifestazioni».

Il video del fermo e il richiamo al caso Magherini

Al centro del dibattito c’è anche il filmato che documenta alcuni momenti del fermo e che, secondo Cucchi, solleva interrogativi sulla proporzionalità delle tecniche di immobilizzazione utilizzate.

«Quelle manovre non vanno fatte, non vanno fatte. E non lo dico io, lo dice la Cedu, per esempio, in una recente sentenza in cui condanna l’Italia per il caso Magherini», osserva.

La senatrice richiama quindi la necessità di protocolli più rigorosi, di una formazione specifica e di procedure capaci di tutelare la vita delle persone sottoposte a fermo.

La critica alla presenza dei politici in Questura

Un altro punto contestato da Ilaria Cucchi riguarda la presenza di esponenti politici negli uffici della Questura durante le fasi iniziali della vicenda.

«Si parla delle manifestazioni, ma ricordiamoci qual è il vero problema: sono i manifestanti o sono, per esempio, i vari esponenti del governo che stanno praticamente fissi nella stanza degli uffici del questore alla presenza del prefetto?», domanda la parlamentare.

La senatrice arriva a definire la Questura «un’altra sede di partito», denunciando quella che considera un’ingerenza politica inopportuna in una fase in cui dovrebbero prevalere imparzialità e trasparenza.

La richiesta di indagini indipendenti

Per Cucchi, una delle questioni centrali riguarda l’indipendenza delle indagini quando sono coinvolti appartenenti alle forze dell’ordine.

«Su questo io ho anche presentato un disegno di legge che giace negli uffici del Senato», spiega, richiamando la necessità di affidare gli accertamenti a organismi autonomi rispetto al corpo di appartenenza degli indagati.

«Domandiamoci cosa pensa il cittadino comune se ogni volta inizia questo puntuale spirito di corpo. Quale garanzia si può offrire se le indagini vengono gestite dallo stesso corpo degli indagati?», aggiunge.

Il timore di una difesa preventiva

In chiusura, Ilaria Cucchi esprime forte scetticismo rispetto alla narrazione che potrebbe emergere dagli esami autoptici e dalle successive ricostruzioni ufficiali.

«Io vi posso dire adesso quello che succederà. Finirà che Abdrahim sarà morto di suo. Scommettiamo?», afferma provocatoriamente.

La senatrice critica inoltre le prese di posizione immediate di alcuni esponenti politici, accusati di difendere preventivamente l’operato degli agenti prima della conclusione delle indagini.

«La politica potrebbe star fuori da tutto questo?», domanda, invitando le istituzioni ad attendere gli accertamenti giudiziari prima di formulare giudizi definitivi.

In sintesi

  • Ilaria Cucchi chiede di non spersonalizzare Abdrahim Fakir e di mantenere l’attenzione sulla sua morte, anziché concentrarsi esclusivamente sulle proteste di Bologna.
  • La senatrice definisce il caso un «film già visto», paragonando la narrazione pubblica a quella sviluppatasi dopo la morte del fratello Stefano.
  • Cucchi critica la presenza di esponenti politici in Questura, definita una sorta di «sede di partito».
  • La parlamentare chiede indagini indipendenti, affidate a organismi autonomi rispetto al corpo di appartenenza degli eventuali indagati.

FAQ

Perché Ilaria Cucchi cita il caso Magherini?

Lo cita per richiamare una sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo relativa alle tecniche di immobilizzazione utilizzate durante un fermo. Secondo la senatrice, il video di Bologna mostrerebbe manovre che richiedono verifiche approfondite.

Cosa pensa Ilaria Cucchi delle indagini attuali?

Ritiene problematico che gli accertamenti possano essere gestiti dallo stesso corpo di appartenenza degli agenti coinvolti e sostiene la necessità di organismi investigativi indipendenti.


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