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“Spegniamo tutti gli autovelox perché così non si capisce più nulla”: Borgomeo svela le nuove regole sul rilevamento di velocità

today14 Luglio 2026

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“Spegniamo tutti gli autovelox perché così non si capisce più nulla”: Borgomeo svela le nuove regole sul rilevamento di velocità

L’Italia esce finalmente da un tunnel di incertezza durato due anni. Dall’aprile del 2024, una sentenza aveva gettato nel panico automobilisti, comuni e forze di polizia, rendendo i controlli di velocità un labirinto senza uscita. Vincenzo Borgomeo, direttore di formulapassion.it, fotografa una situazione paradossale dove non si capiva chi avesse diritto a usare certi dispositivi né quali fossero effettivamente a norma. Durante la trasmissione Borgomeo No Limits su Giornale Radio, l’esperto ha ricordato come alcune associazioni per la sicurezza stradale, esasperate, fossero arrivate a una provocazione drastica: “Vabbè, basta davanti a questo, allora spegniamoli tutti perché così non si capisce più nulla”. Ora il nuovo decreto promette di riportare la legalità e la trasparenza necessaria per tutelare chi guida.

Un codice per smascherare i dispositivi non a norma
La vera rivoluzione per il cittadino è racchiusa in un semplice codice alfanumerico. Fino a ieri era quasi impossibile distinguere tra un apparecchio omologato e uno solo approvato, una distinzione tecnica che ha annullato migliaia di verbali. Oggi la situazione cambia radicalmente grazie alla tracciabilità totale dei sistemi elettronici. Borgomeo spiega che sul verbale deve essere presente un codice identificativo univoco. Con quel dato alla mano, ogni automobilista può andare sul sito del Ministero e scoprire in un istante se quel dispositivo di controllo è omologato. “Finalmente questo decreto è arrivato e adesso abbiamo certezza, chiarezza, si ritorna a una situazione di legalità”, commenta il direttore sottolineando il ritorno a regole d’ingaggio certe per tutti.

Mai più radar nascosti nei cespugli per fare cassa
Il decreto mette un freno deciso all’uso degli strumenti di rilevamento come semplici bancomat per i bilanci comunali. Le nuove disposizioni impongono criteri severi sul posizionamento delle apparecchiature, che devono rispondere a reali esigenze di sicurezza e non a logiche di profitto. Borgomeo è categorico su questo punto: “È più difficile nascondere un autovelox dentro un cespuglio per fare cassa, per capirci”. I radar potranno essere piazzati solo dove il Prefetto ravvisa problemi concreti, i cosiddetti punti neri della viabilità dove si sono verificati incidenti gravi o mortali. È una vittoria della trasparenza che costringe le amministrazioni a giustificare ogni singolo controllo elettronico sul territorio.

La pietra tombale sui controlli automatici nelle Zone 30
Uno dei punti più discussi del nuovo provvedimento riguarda i limiti di velocità urbana, in particolare quelli fissati a 30 chilometri orari. Sebbene i comuni possano ancora istituire queste zone, la possibilità di sanzionare automaticamente chi sfora il limite è quasi del tutto svanita. Borgomeo definisce questa norma come “una specie di pietra tombale per il limite di 30”. Per fare una multa in queste aree non basterà più la telecamera fissa, ma servirà la contestazione immediata. Questo significa che la polizia deve fermare il conducente sul posto, un’operazione che richiede pattuglie doppie e risorse umane che le polizie municipali, spesso sotto organico, non possono garantire per sanzioni da 39 orari.

Monopattini tra assicurazione obbligatoria e anarchia stradale
Il capitolo della sicurezza non si esaurisce con le auto, ma investe il mondo della micromobilità elettrica, dove regna ancora una confusione pericolosa. Nonostante le leggi parlino di casco e targa, la realtà quotidiana nelle città italiane racconta una storia diversa. “L’anarchia regna sovrana”, denuncia Borgomeo, evidenziando come le regole non vengano fatte rispettare. La novità più significativa è l’obbligo di assicurazione, una spesa minima che però può evitare tragedie economiche e personali. Borgomeo insiste sull’importanza di questa tutela: “L’assicurazione ti può salvare la vita letteralmente perché con il monopattino puoi fare danni enormi e rischiare in prima persona tantissimo”.

In sintesi
* Trasparenza verbali: obbligo di inserire un codice sui verbali per permettere al cittadino di verificare l’omologazione online.
* Stop ai tranelli: i dispositivi non possono più essere nascosti ma devono essere segnalati e autorizzati dal Prefetto.
* Zone 30: addio alle multe automatiche senza pattuglia; il rilevamento automatico della velocità è fortemente limitato.
* Sicurezza monopattini: scatta l’obbligo di assicurazione per coprire i danni a terzi, considerati veicoli a tutti gli effetti.

FAQ
Come posso sapere se l’autovelox che mi ha multato è regolare?
Basta prendere il codice presente sul verbale e inserirlo nell’apposita sezione del sito del Ministero delle Infrastrutture per verificarne l’omologazione.

Possono ancora nascondere gli autovelox per farmi la multa?
No, il nuovo decreto rende molto più difficile occultare i dispositivi e impone che siano posizionati solo in tratti stradali realmente pericolosi.

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