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L'opinione
today26 Giugno 2024
Oggi, come ogni 26 giugno, si celebra la Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico di droga ed il tema di approfondimento che le Nazioni Unite hanno scelto per quest’anno è quello del “Listen First”: un invito a dare maggiore ascolto ai problemi dei bambini e dei giovanissimi, impedendone, attraverso investimenti a favore delle famiglie e delle comunità, la deriva rovinosa nelle tossicodipendenze e nei coinvolgimenti delittuosi. Ed al Listen First vola immediatamente il nostro pensiero, di fronte al cadavere di un diciassettenne pescarese, trovato abbandonato tra i cespugli e con il corpo trafitto da una ventina di pugnalate. E tutto questo accanimento – spiegano gli inquirenti – sarebbe stato scatenato da un debito di droga di circa duecento euro…I due assassini, coetanei della vittima, non appartengono agli strati più emarginati della nostra società, ma sono, invece, rispettivamente il figlio di un ufficiale dei carabinieri e quello di un noto avvocato della zona. Pertanto, stiamo assurdamente parlando di cento euro a testa che avrebbero potuto comodamente recuperare chiedendoli ai genitori con una scusa qualsiasi, senza certamente arrivare ad uccidere, come se fosse stato un insetto fastidioso, un altro ragazzo della loro stessa età. Spruzzato l’insetticida, i due giovani di “buona famiglia”, se ne sono andati tranquillamente al mare a farsi un bel bagno…Francamente, ci turba l’indifferenza di un comportamento che rivela una completa mancanza di empatia e di consapevolezza della gravità del gesto commesso. Già, l’empatia: ovvero la capacità di percepire “l’altro da noi”. Una parola ed un concetto che sembrano però, decrescere in maniera inversamente proporzionale rispetto a tutto il parlare che se ne fa in ogni ambiente ed in ogni occasione. Empatico è l’influencer che ci spiega come dobbiamo essere, empatico è l’ artista che desta le nostre emozioni, empatico è il politico che ha una risposta buona per tutti…In realtà, per quanto del termine se ne abusi fino alla nausea, di “empatia”, in giro, se ne vede ben poca…anzi, ci pare che il proliferare di episodi come quello di Pescara, sia addirittura rivelatore di un fenomeno di “estinzione empatica”, che tende a disumanizzare il mondo contemporaneo. Eppure, a ben vedere, viviamo un tempo in cui non è mai stato così facile comunicare, superando, in un solo istante, abissi spaziali e temporali che, soltanto pochi anni fa, erano ancora oggettivamente fantascienza… Ciò nonostante, stiamo diventando sempre più misteriosamente impenetrabili ed incapaci di immedesimarci in chi è, appunto, “altro da noi”.
Nel 1971, Stanley Kubrick profetizzò, col suo inquietante “Arancia Meccanica”, l’avvento di un mondo in cui il confine tra la violenza e lo svago sarebbe diventato impercettibile. Stiamo, secondo voi, viaggiando in quella direzione?
Credits Foto: Agenzia Fotogramma
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Scritto da: Giornale Radio
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