Il punto della settimana

Chi è il Mahdi e cosa pensa in queste ore?

today8 Marzo 2026

Sfondo
share close
Scritto da Giornale Radio

A cura di Ferruccio Bovio

In un opuscolo sul pensiero di Ali Khamenei, assai diffuso tra i militanti di Hezbollah, veniva chiarito che il dovere di un vero jihadista è quello di dedicare la propria esistenza alla guerra santa, fino alla vittoria o al martirio. Tra i concetti espressi dal manuale del perfetto sciita, ne compaiono alcuni sui quali non solo chi si riconosce negli ideali del marxismo internazionalista, ma anche ogni prudente riformista potrebbe tranquillamente concordare: si parla, infatti, di abolizione della povertà – magari non quella giocondamente illusoria, annunciata dal reddito di cittadinanza – di aiuto ai diseredati ovunque essi si trovino e, quindi, dell’instaurazione di una giustizia sociale a livello mondiale. Il tutto da realizzarsi, ovviamente, sulle ceneri del comunismo ateo ed in vista della ormai prossima estinzione del capitalismo laico e liberista.
Tutti i rivoluzionari sono sempre stati sorretti nelle loro aspettative da convincimenti ideologici o religiosi che per essi assumevano la consistenza di una verità (o di una profezia) ineluttabile: ed anche la rivoluzione sciita – come tutte quelle che si rispettino – affonda le sue radici in dogmi ed certezze che però, nel suo caso specifico, risalgono ad una tradizione molto lontana dal nostro tempo. Infatti, nella visione degli ayatollah, esiste nella storia universale un punto di svolta ben preciso: ed è quello rappresentato dal momento in cui, nell’anno 632, dopo la morte di Maometto, la fede islamica si scinde nei suoi due fondamentali filoni del Sunnismo e dello Sciismo. Da allora, la missione primaria degli sciiti diventa quella di combattere le forze dei governanti sunniti, liberando dalla loro custodia usurpatrice le città sante della Mecca e di Medina per portarle – come si legge nel testo caro a Hezbollah – “sotto la bandiera del Dodicesimo Imam, il Mahdi”, il quale “combatterà contro gli ebrei e contro i pagani”.
Già, ma a che cosa si ispirano ancora oggi i credenti sciiti quando, evocando la figura del Mahdi, chiamano in causa – da ormai quasi mille e duecento anni – un personaggio misterioso che, nell’873, si sarebbe occultato, rimanendo, comunque, sempre in vita per volontà di Allah? Per noi non è facile comprenderlo. Il Mahdi si dice ricompaia ancora oggi, all’improvviso ed in casi straordinari, per guidare i buoni fedeli che invocano il suo aiuto, in attesa di tornare – allora, invece, visibile a tutti – soltanto alla fine dei tempi, quando cioè sarà chiamato a combattere contro il Daijal: ossia, contro l’incarnazione del Male.
Che dire, ci sembra, dunque, piuttosto improbabile che – soprattutto alla luce di certe premesse fideistiche – le diplomazie europee o americane, così abituate ad inquadrare i problemi usando criteri laici e pragmatici, riescano davvero, in qualche modo, a sintonizzarsi (ammesso e non concesso che sia possibile) sulle onde di una frequenza religiosa e politica che, da sempre, si fonda, essenzialmente, su elementi metafisici e apocalittici. Se pensiamo poi al duo Witkoff – Kushner, allora siamo proprio mal presi…

08 Marzo 2026

Scritto da: Giornale Radio

Commenti post (0)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con *


GIORNALE RADIO

Giornale Radio, la radio libera di informare.

Notizie del giorno: notizie di cronaca, di politica,notizie dal mondo, notizie sportive, di economia, di salute e tecnologia. Notizie di oggi in radio streaming, in WEB TV e in podcast.

AD
AD
AD