IL CORSIVO

Il dramma dei venezuelani che scavano a mani nude sotto le macerie in assenza di macchinari

today2 Luglio 2026

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Scritto da Daniele Biacchessi

A La Guaira, i venezuelani continuano a frugare tra le macerie degli edifici crollati, accanto ad un escavatore governativo che se ne sta immobile accanto a un cumulo di cemento e barre d’armatura piegate. E’ l’immagine che offre la reale situazione in Venezuela nei giorni successivi alle violente scosse di terremoto che hanno raso al suolo intere città. Si scava con le mani, con i mezzi che si hanno, mentre i soccorsi promessi non arrivano o non sono disponibili. C’è ancora molto lavoro da fare a quasi una settimana dal sisma. I macchinari pesanti sono uno strumento vitale nella fase post-disastro, eppure non si mettono in moto, perché non c’è benzina.

Il petrolio venezuelano

Il Venezuela possiede le maggiori riserve petrolifere al mondo, eppure, in seguito a uno dei terremoti più devastanti degli ultimi cento anni, molti cittadini sono stati costretti a estrarre a mano dalle macerie amici e familiari per mancanza di carburante. La loro disperazione si manifesta mentre il governo venezuelano è oggetto di crescenti critiche per la sua gestione della crisi. Così la popolazione si dice indignata. Si assiste ad una tragedia umanitaria che man mano sparisce dal racconto pubblico e che nasconde l’incapacità dello Stato venezuelano di provvedere ai bisogni primari dei cittadini.

La situazione si aggrava dopo l’arresto di alcuni funzionari, accusati di aver rubato oggetti di valore rinvenuti tra le macerie, subito rimossi dai loro incarichi e deferiti alla magistratura. Il governo Rodriguez ha difeso la propria risposta ai terremoti nonostante il caos iniziale,e ha lanciato l’idea che i volontari possano essere distribuiti secondo priorità prestabilite. Nel frattempo, la leader dell’opposizione María Corina Machado ha affermato che la crisi l’ha spinta a tornare dall’esilio negli Stati Uniti. Intanto i venezuelani attendono da giorni gli aiuti promessi soprattutto dagli Stati Uniti, mai visti.

In sintesi

  • La popolazione di La Guaira continua a scavare tra le macerie quasi una settimana dopo il terremoto, mentre molti mezzi di soccorso restano fermi.
  • La carenza di benzina impedisce l’utilizzo dei macchinari pesanti, nonostante il Venezuela disponga delle maggiori riserve petrolifere al mondo.
  • Il governo è al centro di critiche per la gestione dell’emergenza; alcuni funzionari sono stati arrestati con l’accusa di aver sottratto oggetti di valore dalle macerie.
  • Cresce l’attesa per gli aiuti promessi, mentre l’opposizione torna ad attaccare l’esecutivo e denuncia la gravità della crisi umanitaria.

FAQ

Perché i soccorsi procedono così lentamente?
Per la mancanza di carburante, che impedisce l’impiego dei macchinari pesanti necessari nelle operazioni di soccorso.

Quali sono le principali critiche rivolte al governo?
La gestione dell’emergenza è giudicata inadeguata, tra ritardi nei soccorsi, carenza di aiuti e accuse di inefficienza.

 

Scritto da: Daniele Biacchessi


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