IL CORSIVO

Le politiche migratorie italiane rischiano di trasformarsi in un boomerang

today24 Agosto 2026

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Scritto da Daniele Biacchessi

Nel dicembre 2025, l’Italia aveva siglato l’accordo sui flussi migratori insieme alla Grecia, con Francia e Germania, e si era ritagliata un ruolo di capofila nel progetto di stretta europea contro l’immigrazione. Il Governo guidato da Giorgia Meloni si era convinto di aver lasciato alle spalle la questione dei 80.000 migranti, i cosiddetti “dublinanti”, a cui negli ultimi tre anni l’esecutivo aveva chiuso unilateralmente le porte. Invece il clima politico e’ cambiato in larga parte dell’Unione europea,

La sospensione italiana degli accordi di Schengen sui migranti potenzialmente provenienti dalla Spagna, in seguito alla crisi di Ceuta, e in contrasto alle posizioni del presidente socialisra Pedro Sanchez, e la conseguente intesa con la sola Danimarca, hanno creato uno stato di tensione permanente. Cosi’, uno dopo l’altro, ognuno alle prese con problemi di politica interni, i 27 ci rimandano indietro i migranti, almeno quelli già oggetto di richieste, inevase dall’Italia, proprio perché le nuove regole europee, entrate in vigore il 12 giugno scorso, rendono più immediati i trasferimenti. Ed ecco dunque che, ben prima del previsto, la presunta solidarietà europea va in frantumi e si sgretola su quel Patto Ue Asilo e migrazione.

Difficile stimare il numero dei dublinanti di ritorno. 14.000 provengono da Germania e Francia e dunque, grazie all’accordo siglato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi l’8 dicembre 2025, potrebbero ritenersi azzerati. Ma ne restano pendenti altre 10.000 e i Paesi di provenienza con più richieste sono proprio quelli che si stanno attivando in questi giorni: Svizzera, Austria, Finlandia, Belgio, Olanda, Irlanda.

Per Giorgia Meloni, “Schengen e il patto su migrazione e asilo sono due cose completamente diverse e non c’entrano nulla tra loro”. E’ vero, ma è indubbio che se l’Italia non dovesse compiere un passo indietro, cioè confermare i trattati di Schengen con la Spagna rimarrebbe immutato il forte imbarazzo delle diplomazie europee. Ed è altrettanto certo che, al di la’ della propaganda politica ed elettorale, la vicenda minaccia di rivelarsi un boomerang per l’Italia che, in una stagione di flussi assai ridotti, rischia di vedersi arrivare da oltre confine più migranti di quelli che sbarcano via mare.

Scritto da: Daniele Biacchessi


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