Il punto della settimana

“Scherzi a parte” di cattivo gusto

today7 Giugno 2026

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Scritto da Giornale Radio

A cura di Ferruccio Bovio

Non abbiamo mai provato alcuna simpatia per la persona in questione, né per i personaggi che la coinvolsero nelle sue precedenti vicende giudiziarie: tuttavia riflettendo sul linciaggio mediatico al quale è stata, recentemente, sottoposta Nicole Minetti, non possiamo fare a meno di chiederci a quali infimi livelli sia scaduto il dibattito pubblico in questo nostro “travagliato” Paese, divenuto – ormai evidentemente – un luogo in cui chiunque può sparare la notizia più strampalata che gli venga in mente, contando sul “fatto” che tanto – prima che ne sia accertata l’infondatezza – ne risulteranno, comunque, ampiamente influenzate le opinioni pubbliche e magari anche sconvolte delle esistenze private.

La Procura generale di Milano ha, infatti, appena chiarito che gli elementi di cronaca riportati da un quotidiano e da un paio di trasmissioni televisive “non corrispondono al vero e non non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito”.
Ricordiamo, brevemente, che la Minetti aveva ottenuto la grazia il 18 febbraio 2026 – con il parere favorevole del Procuratore generale della Corte d’Appello e del ministro Nordio – per gravi motivi umanitari legati alle condizioni di salute del figlio minore adottato. Poco tempo dopo, era però arrivato il primo articolo di un quotidiano che, giorno dopo giorno, ha poi costruito, un castello di carte accusatorio, fondato sulle dichiarazioni di una estetista uruguaiana la quale – raccontando di festini alla “sesso, droga and rock and roll” che si sarebbero svolti abitualmente nella residenza sud americana dell’imprenditore veneziano, Giuseppe Cipriani (attuale compagno della Minetti) – avrebbe dimostrato che, in realtà, lo stile di vita della ex collaboratrice di Berlusconi non era affatto mutato, rispetto a quello che lei conduceva ai bei tempi allegri del “bunga bunga”.
Logico, a questo punto, l’allarme squillato al Quirinale, dove si è giustamente temuto di essere caduti in una trappola (o, comunque, in un errore istituzionalmente imperdonabile) e da dove, di conseguenza, è partita un’immediata richiesta al povero (ed incolpevole) Nordio, affinché acquisisse “con urgenza” informazioni sulla “supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza”. Bene, adesso l’esito delle verifiche supplementari – che hanno coinvolto persino l’Interpol e le magistrature di Uruguay e Spagna – è finalmente arrivato per smentire tutte le affermazioni sui festini e per confermare la piena regolarità nell’adozione del bambino, nonché l’assenza di una qualsiasi pendenza giudiziaria a carico della Minetti all’estero.
Quindi, una bolla di sapone, una brutta puntata di “scherzi a parte”, che però ha rischiato di nuocere seriamente non solo alla dignità di alcune persone, ma anche alla credibilità delle massime istituzioni dello Stato.
Purtroppo, anche se il meccanismo è antico e quindi ben conosciuto, continua a funzionare piuttosto bene: si pubblica un’accusa, la politica entra in subbuglio e poi la smentita arriva quando il danno ormai è già stato fatto…
Pertanto, non illudiamoci: ci sarà ancora una prossima volta, con le sue ennesime presunzioni di verità, cui seguiranno – con il solito colpevole ritardo – le relative e neanche troppo imbarazzate smentite.

Fonte della Foto: Flickr, CC BY-NC-SA 2.0

07 giugno 2026

Scritto da: Giornale Radio

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