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AI Act, dal 2 agosto scatta la rivoluzione: “Non ci saranno più vie di fuga per le imprese”

today27 Luglio 2026

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AI Act, dal 2 agosto scatta la rivoluzione: “Non ci saranno più vie di fuga per le imprese”

L’Europa si appresta a entrare in una nuova fase della regolamentazione digitale. Dal 2 agosto 2026 il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale diventa pienamente operativo, segnando il passaggio dall’innovazione senza regole a un sistema fondato su trasparenza, responsabilità e tutela dei cittadini. Durante Next Economy con Manuela Donghi su Giornale Radio, l’avvocato Alessandro Paone, esperto di diritto del lavoro e co-founder di Nius, ha illustrato le principali novità che coinvolgeranno imprese, lavoratori e consumatori.

Dal 2 agosto l’AI Act entra nel vivo

Secondo Alessandro Paone, il 2 agosto rappresenta uno spartiacque per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in Europa.

Da questa data diventano pienamente applicabili alcune delle disposizioni più rilevanti dell’AI Act, con obblighi precisi per imprese e organizzazioni che utilizzano sistemi di intelligenza artificiale nelle proprie attività.

Per l’avvocato, non si tratta di frenare l’innovazione, ma di creare una cornice normativa che renda lo sviluppo dell’AI trasparente, controllabile e rispettoso dei diritti fondamentali.

Gli utenti dovranno sapere quando parlano con un’intelligenza artificiale

Uno dei principi cardine del regolamento riguarda la trasparenza nei confronti degli utenti.

«Il regolamento diventa pienamente applicabile in quella che è la sua parte più visibile, più quotidiana, cioè il diritto di sapere se ciò che ci parla, ci risponde oppure ci mostra un contenuto», spiega Paone.

Chatbot, assistenti virtuali e altri sistemi automatizzati dovranno quindi rendere chiaramente riconoscibile la propria natura, permettendo agli utenti di distinguere tra contenuti generati da esseri umani e sistemi di intelligenza artificiale.

Per le imprese finiscono le zone grigie

Secondo l’esperto, il nuovo quadro normativo impone un cambio di passo anche al mondo imprenditoriale.

«Mi sento di dire che dal 2 agosto non ci saranno più vie di fuga e quindi tutti indistintamente nel mondo imprenditoriale dovranno adottare, laddove utilizzano strumenti di AI nell’attività produttiva quotidiana, molte cautele», afferma Paone.

Le aziende saranno chiamate a dotarsi di procedure di gestione, controllo e conformità per garantire un utilizzo corretto e documentabile dell’intelligenza artificiale.

Le decisioni sui lavoratori restano nelle mani delle persone

Uno dei passaggi più significativi riguarda il mondo del lavoro.

Il regolamento impedisce che decisioni rilevanti sul rapporto lavorativo vengano affidate esclusivamente ad algoritmi.

«Non è possibile che decisioni dispositive sul rapporto lavorativo, il cambio mansioni, l’attribuzione a certe attività piuttosto che ad altre o addirittura il licenziamento siano provenienti da uno strumento totalmente automatizzato», chiarisce Paone.

La supervisione umana rimane quindi un elemento indispensabile in tutte le decisioni che incidono direttamente sulla vita professionale dei dipendenti.

Un modello europeo antropocentrico

Secondo Paone, la scelta europea si distingue da altri modelli internazionali proprio perché pone la persona al centro dello sviluppo tecnologico.

«Noi abbiamo deciso di darle un governo e questo governo deve essere antropocentrico», osserva.

L’intelligenza artificiale viene quindi considerata uno strumento al servizio dell’uomo e non un sostituto delle responsabilità decisionali.

Arriva l’obbligo della AI Literacy

Tra le novità evidenziate dall’avvocato figura anche l’obbligo di garantire una formazione adeguata alle persone che utilizzano strumenti di intelligenza artificiale.

La cosiddetta AI Literacy diventa un elemento fondamentale per assicurare un uso consapevole delle nuove tecnologie.

«Non è sostitutivo della competenza, è integrativo», sottolinea Paone.

Secondo l’esperto, la preparazione delle persone sarà determinante tanto quanto la qualità degli strumenti tecnologici utilizzati.

Le nuove responsabilità sullo stress da algoritmo

L’avvocato richiama infine l’attenzione su un aspetto ancora poco esplorato: gli effetti dell’intelligenza artificiale sul benessere psicologico dei lavoratori.

«Potremmo assistere a nuove dinamiche di stress lavoro correlato, forme nuove di responsabilità o meglio di crisi di stress nell’ambito dei rapporti di lavoro», afferma.

Secondo Paone, anche queste situazioni ricadranno nelle responsabilità del datore di lavoro, che dovrà prevenire eventuali effetti negativi derivanti dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale negli ambienti professionali.

Si tratta di un terreno ancora privo di consolidata giurisprudenza, ma destinato ad assumere un’importanza crescente nei prossimi anni.

In sintesi

  • Dal 2 agosto 2026 diventano pienamente operative importanti disposizioni dell’AI Act europeo.
  • Gli utenti dovranno essere sempre informati quando interagiscono con sistemi di intelligenza artificiale.
  • Le imprese dovranno adottare nuove procedure di conformità e gestione dell’AI, senza più aree di incertezza normativa.
  • Licenziamenti, cambi di mansione e altre decisioni sul lavoro non potranno essere affidati esclusivamente agli algoritmi.
  • Diventa centrale la formazione dei lavoratori attraverso la AI Literacy e cresce l’attenzione ai possibili effetti sul benessere psicologico.

FAQ

Cosa cambia dal 2 agosto con l’AI Act?

Secondo Alessandro Paone, diventano pienamente applicabili importanti obblighi previsti dal regolamento europeo, tra cui trasparenza verso gli utenti, nuove responsabilità per le imprese e maggiori tutele nel mondo del lavoro.

Un’intelligenza artificiale può decidere il licenziamento di un dipendente?

No. Come spiega Paone, il regolamento europeo richiede che le decisioni che incidono sul rapporto di lavoro siano sempre sottoposte a una supervisione umana.

Cos’è la AI Literacy?

È la formazione specifica che permette ai lavoratori di comprendere il funzionamento e l’utilizzo corretto degli strumenti di intelligenza artificiale, garantendone un impiego conforme alle norme europee.


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