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“L’inattività femminile sfiora il 40%”: il paradosso della Lombardia tra record di produzione e donne fuori dal mercato

today30 Luglio 2026

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“L’inattività femminile sfiora il 40%”: il paradosso della Lombardia tra record di produzione e donne fuori dal mercato

La Lombardia è considerata il motore economico d’Italia, ma dietro i risultati della produzione emerge un dato che preoccupa: il 27% delle persone tra i 15 e i 64 anni è inattivo, mentre l’inattività femminile arriva a sfiorare il 40%. Durante Next Economy con Manuela Donghi su Giornale Radio, la presidente di AFOL Metropolitana, Orsola Razzolini, ha analizzato le criticità del mercato del lavoro e le strategie necessarie per riportare migliaia di persone nel circuito occupazionale.

Il paradosso della Lombardia

Pur essendo una delle regioni più produttive d’Europa, la Lombardia presenta ancora un’elevata quota di cittadini che non lavorano e non cercano attivamente un impiego.

Il tasso di inattività nella fascia tra i 15 e i 64 anni raggiunge infatti il 27%, un dato che, secondo Orsola Razzolini, richiede nuove politiche del lavoro capaci di intercettare anche chi è ormai uscito dai percorsi tradizionali di ricerca dell’occupazione.

L’inattività femminile sfiora il 40%

La situazione appare ancora più critica osservando il dato relativo alle donne.

«L’inattività femminile, come tu dicevi, sfiora il 40%», sottolinea Razzolini.

Nonostante la Lombardia registri un tasso di occupazione femminile del 62%, superiore alla media nazionale del 53%, il divario con le regioni europee più sviluppate rimane significativo.

«Il differenziale dell’occupazione tra uomini e donne è peggiore rispetto alle regioni più produttive europee, anche in Lombardia», osserva la presidente di AFOL Metropolitana.

Andare a cercare chi ha smesso di cercare lavoro

Secondo Razzolini, le politiche attive devono evolversi e non limitarsi ad assistere chi è formalmente disoccupato.

«Dobbiamo immaginare delle politiche attive che non solo si prendano carico del disoccupato, ma che vadano a cercare chi l’occupazione non la sta attivamente cercando», afferma.

L’obiettivo è intercettare quella parte della popolazione che, per ragioni personali, familiari o psicologiche, ha interrotto la ricerca di un impiego pur mantenendo il desiderio di rientrare nel mercato del lavoro.

Più della metà sarebbe pronta a rientrare

Dai dati raccolti da AFOL emerge un elemento incoraggiante.

Oltre il 50% delle donne attualmente inattive dichiara infatti di essere disponibile a tornare a lavorare, purché vengano create le condizioni adeguate.

Per Razzolini è però necessario comprendere le ragioni profonde dell’inattività.

«Dobbiamo capire le cause più profonde, non solo quelle a livello economico, ma culturali, economiche, psicologiche», spiega.

Il peso del lavoro di cura

Uno degli ostacoli principali resta la difficoltà di conciliare l’attività lavorativa con gli impegni familiari.

«Le dimissioni, la ragione principale, resta la difficoltà a conciliare il lavoro di cura con l’attività lavorativa», evidenzia Razzolini.

Il carico dell’assistenza ai figli o ai familiari continua infatti a ricadere prevalentemente sulle donne, determinando in molti casi l’abbandono del lavoro dopo la maternità o durante particolari fasi della vita familiare.

Orientamento, formazione e supporto al rientro

Per favorire il ritorno nel mercato del lavoro, AFOL ritiene indispensabile costruire percorsi personalizzati.

La presidente richiama l’importanza dell’orientamento professionale, dell’aggiornamento del curriculum e della formazione tecnica.

«Per rientrare hanno bisogno di un’attività di preparazione specifica a partire dall’orientamento, dalla formazione del curriculum e ovviamente l’attività di formazione», spiega.

La strategia della prossimità

Guardando ai programmi futuri, AFOL Metropolitana punta a rendere i servizi sempre più vicini ai cittadini.

«Una strategia sia quella di creare dei centri il più prossimi possibili al cittadino, quindi facilmente raggiungibili», afferma Razzolini.

L’obiettivo è costruire una rete territoriale capace di coinvolgere enti locali, comuni, associazioni e parrocchie, intercettando anche chi oggi resta lontano dai servizi pubblici per l’impiego.

Le competenze richieste dalle imprese

La strategia di AFOL prevede inoltre un costante confronto con il tessuto produttivo lombardo.

Molte aziende segnalano infatti una forte carenza di figure dotate di competenze tecniche e digitali.

Per questo motivo la formazione dovrà essere costruita partendo dai reali fabbisogni delle imprese, così da facilitare il reinserimento lavorativo delle persone inattive.

«Se tu a queste persone dai l’opportunità e crei un percorso, l’entusiasmo di rimettersi in gioco c’è tutto», conclude Razzolini.

In sintesi

  • In Lombardia il tasso di inattività raggiunge il 27%, mentre quello femminile sfiora il 40%.
  • Oltre la metà delle donne inattive sarebbe disponibile a rientrare nel mercato del lavoro.
  • La principale causa delle dimissioni femminili resta la difficoltà di conciliare lavoro e attività di cura.
  • AFOL propone politiche attive capaci di intercettare anche chi non cerca più lavoro.
  • Formazione, orientamento, competenze digitali e servizi di prossimità sono gli strumenti individuati per favorire il reinserimento lavorativo.

FAQ

Perché l’inattività femminile è così elevata in Lombardia?

Secondo Orsola Razzolini, incidono diversi fattori, tra cui le difficoltà di conciliazione tra lavoro e responsabilità familiari, oltre ad aspetti culturali, economici e psicologici che allontanano molte donne dal mercato del lavoro.

Quante donne inattive sarebbero pronte a tornare a lavorare?

I dati illustrati da AFOL Metropolitana indicano che oltre il 50% delle donne inattive sarebbe disponibile a rientrare nel mercato del lavoro attraverso percorsi adeguati di accompagnamento e formazione.

Quali strumenti propone AFOL Metropolitana?

La strategia prevede servizi di prossimità, orientamento, aggiornamento professionale, formazione sulle competenze richieste dalle imprese e una maggiore collaborazione con enti territoriali, comuni e realtà locali.

Quali profili cercano oggi le imprese lombarde?

Secondo Razzolini, le aziende evidenziano soprattutto una carenza di lavoratori con competenze tecniche e digitali, motivo per cui la formazione dovrà essere costruita partendo dai fabbisogni reali del mercato.

Meta description: In Lombardia l’inattività femminile sfiora il 40%. Orsola Razzolini (AFOL Metropolitana) spiega a Next Economy come riportare le donne nel mercato del lavoro con formazione e servizi di prossimità.

 


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