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“Nessuno scelga tra salute e reddito”: l’allarme sui rider costretti a pedalare sotto il sole per non restare senza soldi

today2 Luglio 2026

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“Nessuno scelga tra salute e reddito”: l’allarme sui rider costretti a pedalare sotto il sole per non restare senza soldi

Le ondate di calore che stanno colpendo l’Italia non sono solo un fastidio meteorologico, ma una vera emergenza sanitaria per chi lavora sulla strada. Mentre i Comuni corrono ai ripari con ordinanze che limitano le consegne nelle ore di picco, migliaia di rider si trovano davanti a un bivio drammatico: proteggere il proprio corpo o sbarcare il lunario.

Il tema è stato al centro di una riflessione durante la trasmissione Next Economy con Manuela Donghi, su Giornale Radio, dove è emerso come il sistema attuale scarichi ogni rischio sulle spalle dei fattorini.

L’estate rovente dei nuovi schiavi del bitume

Per molti rider, l’estate non è una semplice stagione difficile, ma una prova quotidiana di resistenza fisica. Le temperature estreme rendono il lavoro su strada più rischioso e trasformano l’asfalto in un ambiente ostile.

Il problema, però, non riguarda solo il caldo: riguarda anche l’organizzazione del lavoro, che spesso non prevede protezioni economiche quando l’attività viene sospesa per ragioni sanitarie.

Il ritorno al cottimo e il peso del tempo non pagato

La realtà quotidiana di chi consegna cibo è segnata da un isolamento contrattuale che non perdona pause. Roberta Turi, della segreteria nazionale NIDIL CGIL, punta il dito contro un sistema che non riconosce i tempi morti, spesso trascorsi sotto il sole cocente.

Tutto il rischio è sulle loro spalle e tutti i costi sono a carico loro”, denuncia Turi, spiegando che i rider guadagnano solo quando effettivamente consegnano.

Il paradosso è evidente: le ordinanze salvano la salute ma azzerano le entrate. “Salviamo la loro salute, ma si ritrovano a non arrivare alla fine del mese e quindi c’è un problema”, conclude la sindacalista, evidenziando l’assenza totale di ammortizzatori sociali.

L’inquadramento fittizio e il muro del Ministero

Per la CGIL, l’attuale status di lavoratore autonomo è una maschera che nasconde una dipendenza reale e pericolosa.

È un modo fittizio di inquadrare questi lavoratori”, afferma Turi, sottolineando che non si può paragonare un rider a un avvocato o a un architetto.

La battaglia legale e sindacale punta a ottenere tutele che oggi sembrano un miraggio, ma il dialogo con le istituzioni è fermo.

Il Ministero non ci ha minimamente risposto al momento”, confessa Turi, parlando apertamente di lavoratori di serie B che svolgono un servizio ormai essenziale per la comunità ma rimangono senza diritti fondamentali.

Il valore della flessibilità e la sfida dell’autonomia

Esiste però un’altra visione, difesa da chi crede che l’autonomia sia un valore da preservare, purché dignitoso. Gianluca Mancini, segretario nazionale UGL Rider, sostiene che la strada della subordinazione non sia l’unica né la più voluta.

Oltre il 70% dei lavoratori in Italia preferiscono l’autonomia e la flessibilità alla subordinazione”, dichiara Mancini, portando l’esempio di piattaforme che hanno perso quote di mercato dopo aver scelto il modello subordinato.

Per l’UGL, l’obiettivo non è cambiare contratto, ma migliorare quello esistente con compensi “estremamente molto più dignitosi” e polizze per malattia e maternità.

Il crollo delle tariffe e la perdita di potere d’acquisto

Oltre al clima, i rider devono affrontare una crisi economica interna che sta polverizzando i guadagni. Negli ultimi anni, il lavoro su strada è diventato sempre più povero nonostante l’aumento della domanda.

Negli ultimi tre anni c’è stato un crollo delle tariffe vertiginoso e comunque con una perdita d’acquisto mostruosa tra inflazioni e guerre”, osserva amaramente Mancini.

La proposta del sindacato per riequilibrare il sistema è pragmatica: aumentare i costi di consegna per i clienti, così da permettere di alzare le paghe, legando il compenso a servizi più performanti come la consegna al piano.

In sintesi

  • Scelta impossibile: le ordinanze anti-caldo proteggono la salute ma lasciano i rider senza reddito né ammortizzatori.
  • Tutele assenti: chi lavora a cottimo non percepisce nulla per i tempi di attesa trascorsi sotto il sole.
  • Scontro sindacale: la CGIL chiede l’inquadramento subordinato; l’UGL difende l’autonomia, indicata come preferita da oltre il 70% dei lavoratori.
  • Paghe in picchiata: si registra un crollo verticale delle tariffe negli ultimi tre anni, aggravato da inflazione e guerre.

FAQ

Perché le ordinanze comunali sono un problema per i rider?

Perché sospendendo il servizio senza ammortizzatori, i lavoratori restano senza alcun compenso giornaliero.

Qual è la proposta dell’UGL per migliorare le condizioni?

Aumentare i compensi e inserire coperture assicurative per malattia e maternità, mantenendo però l’autonomia dei rider.

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