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“Fermiamo l’invasione dei mini pacchi dalla Cina”: Cottarelli svela perché il balzello da 3 euro è inevitabile

today2 Luglio 2026

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“Fermiamo l’invasione dei mini pacchi dalla Cina”: Cottarelli svela perché il balzello da 3 euro è inevitabile

L’economia globale si trova di fronte a una nuova sfida doganale che punta a riequilibrare il mercato digitale e a proteggere le imprese locali. Si tratta di un balzello da 3 euro sui piccoli acquisti extra-UE, una misura che ha l’obiettivo dichiarato di frenare il flusso incontrollato di merci a basso costo che arrivano nel nostro Paese.

Di questo e molto altro si è discusso durante la trasmissione L’Attimo Fuggente con Luca Telese e Giuliano Guida Bardi, su Giornale Radio, dove l’economista Carlo Cottarelli ha analizzato le prospettive di un sistema che cerca di proteggere le proprie frontiere senza scivolare nel protezionismo ideologico.

Un freno all’invasione dei micro-acquisti digitali

Non possiamo lamentarci da un lato che c’è l’invasione dei prodotti cinesi e poi lamentarci del fatto che si mette una barriera di 3 euro a questi mini pacchi”, spiega Cottarelli con la consueta chiarezza.

L’economista sottolinea come questi pacchetti di modesto valore venissero utilizzati strategicamente come grimaldello per aggirare i dazi doganali ordinari che colpiscono le spedizioni più voluminose.

Non si tratta di una mossa ritorsiva o di una politica tariffaria aggressiva simile a quella proposta da Donald Trump negli Stati Uniti, poiché l’onere della tassa ricade sugli importatori.

L’obiettivo è puramente regolatorio: “Si cerca di mettere un freno a questa invasione dei mini pacchi perché questi venivano usati appunto per evitare i dazi sui prodotti cinesi”.

Il post-PNRR e la dura realtà del deficit italiano

Il panorama macroeconomico italiano si avvia verso una fase di necessari e dolorosi rientri, specialmente con l’esaurimento dei fondi europei legati alla ripresa.

Cottarelli non usa giri di parole sulla gestione dei conti pubblici e sulla necessità di una disciplina fiscale più rigorosa per il futuro prossimo.

Non potevamo continuare a tenere il deficit dell’8% o del 7% del PIL come abbiamo fatto fino al 2023”, avverte il professore, definendo naturale la riduzione graduale del disavanzo pubblico.

Nonostante gli ingenti investimenti, la spinta sulla capacità produttiva generale non sembra aver lasciato un segno indelebile. “Siamo tornati allo zero dopo la spinta iniziale dell’uscita dal Covid”, osserva Cottarelli, evidenziando come la crescita rimanga stagnante nonostante le risorse messe in campo.

Il mistero della candidatura a sindaco di Milano

Sulle ricorrenti voci che lo vorrebbero come possibile candidato alla guida di Palazzo Marino per l’area di centrosinistra, l’economista mantiene una posizione di estrema cautela.

Nonostante il tam-tam mediatico, Cottarelli smentisce l’esistenza di passaggi formali verso una sua discesa in campo. “Nessuno mi ha chiesto ufficialmente di fare questa cosa”, dichiara in modo perentorio.

Pur riconoscendo che governare una grande metropoli europea rappresenti una sfida seducente, il professore pone paletti molto rigidi prima di prendere in considerazione l’idea: “Bisogna vedere chi me lo chiede, bisogna vedere per fare cosa e quali sono le garanzie che poi si possa fare qualcosa”.

Per il momento, l’ipotesi resta confinata alle indiscrezioni giornalistiche.

L’ironia amara sul secondo furto in metropolitana

C’è spazio anche per un aneddoto personale che solleva interrogativi sulla sicurezza urbana nel capoluogo lombardo. Cottarelli ha raccontato di essere stato derubato per la seconda volta in due anni mentre utilizzava i mezzi pubblici milanesi.

Nonostante le precauzioni, i ladri sono riusciti ad agire con una destrezza sorprendente. “Mi sono seduto sulla metro e sono stati bravissimi, congratulazioni ad aprire questa lampo dello zaino e tirar fuori il portafoglio”, commenta lo studioso con tagliente sarcasmo.

Il bottino è stato fortunatamente magro: un portafoglio americano quasi vuoto, anche se i malviventi sono riusciti a effettuare alcuni piccoli acquisti contactless prima che la carta venisse definitivamente bloccata.

In sintesi

  • Tassa sui pacchi: il balzello da 3 euro serve a impedire che i mini-pacchi cinesi aggirino i dazi doganali ordinari.
  • Gestione deficit: Cottarelli avverte che l’Italia deve ridurre il deficit, che non può restare ai livelli record degli scorsi anni.
  • Candidatura Milano: l’economista smentisce proposte ufficiali per correre come sindaco, definendo la notizia un’indiscrezione di stampa.
  • Sicurezza urbana: raccontato il secondo furto subito in metro a Milano; sottratto un portafoglio americano e usata la carta per piccoli acquisti.

FAQ

Perché Cottarelli difende la tassa da 3 euro sulle spedizioni cinesi?

Perché ritiene necessario mettere un freno all’elusione dei dazi che avviene frammentando le merci in piccoli pacchi.

Cosa pensa Cottarelli dell’impatto del PNRR sulla crescita?

Ritiene che l’effetto sulla capacità produttiva sia stato limitato, dato che la crescita italiana è tornata vicina allo zero dopo il rimbalzo post-pandemia.

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