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Bitcoin nel baratro, l’esperto Sartorelli gela gli investitori: “Sotto i 50.000 dollari è un ottimo acquisto”

today11 Giugno 2026

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Bitcoin nel baratro, l’esperto Sartorelli gela gli investitori: “Sotto i 50.000 dollari è un ottimo acquisto”

Il Bitcoin sta mettendo a dura prova la resistenza psicologica di chi ha scommesso sulla Regina delle criptovalute. Con un crollo del 32% registrato negli ultimi sei mesi e una perdita del 24% solo nell’ultimo mese, l’incertezza regna sovrana. Eppure, ai microfoni di Next Economy su Giornale Radio, l’analista finanziario Eugenio Sartorelli lancia un messaggio controcorrente: “Non dico nervi saldi perché è una cosa che mi innervosisce, però sono paziente. Sono paziente perché penso che sia solo una fase momentanea”.

Per Sartorelli, il panico attuale non deve offuscare la visione di lungo periodo, nonostante la crypto abbia praticamente dimezzato il suo valore dai massimi di ottobre 2025.

La soglia dei 60.000 dollari e il punto di non ritorno

Il mercato osserva con il fiato sospeso i grafici, cercando un segnale di ripartenza. Al momento, il prezzo fluttua intorno ai 62.000 dollari, ma il confine tra la tenuta e il baratro è sottilissimo. “Il punto critico è 60.000, se tiene o non tiene”, avverte l’esperto, conscio che la rottura di questa barriera psicologica e tecnica potrebbe innescare ulteriori vendite.

Se il supporto dovesse cedere, lo scenario cambierebbe radicalmente: “Se rompe quota 60.000 potrebbe anche scendere verso 50.000”. Tuttavia, quello che molti vedono come un disastro, per Sartorelli rappresenta una finestra temporale strategica per chi sa guardare oltre la volatilità quotidiana.

Perché il Bitcoin soffre? Tutta colpa dell’Intelligenza Artificiale

Le cause di questa emorragia non sono da ricercare solo all’interno del mondo crypto, ma in una massiccia rotazione dei capitali globali. L’attenzione degli investitori si è spostata verso nuovi orizzonti tecnologici che promettono rendimenti immediati e spettacolari. “La discesa è iniziata un po’ dopo il grande rialzo dei titoli legati all’intelligenza artificiale e al quantum computing”, spiega Sartorelli.

Molti capitali sono migrati verso il NASDAQ, dove società di media capitalizzazione mostrano una volatilità simile a quella delle criptovalute. “Sono stati reperiti questi capitali anche dalle criptovalute per metterli nelle nuove tecnologie dove ci sono performance eccezionali”, lasciando il Bitcoin temporaneamente a corto di ossigeno finanziario.

La rivoluzione della tokenizzazione: il Bitcoin non ha perso il suo appeal

Nonostante la sofferenza attuale, il futuro del settore sembra poggiare su basi solide e innovative. L’analista prevede che entro la fine dell’anno, o l’inizio del prossimo, esploderà il fenomeno della “tokenizzazione dei mercati regolamentati”. Significa portare in blockchain titoli azionari, bond e materie prime per garantire maggiore sicurezza e operatività h24.

Questa grande migrazione porterà denaro anche verso il Bitcoin”, perché l’adozione della tecnologia blockchain ne rafforzerà indirettamente il valore. Sartorelli rigetta l’idea di un Bitcoin finito: “Credo sia solo una questione momentanea perché comunque la blockchain ha delle funzionalità reali”.

Matematica e scarsità: la forza del bene rifugio digitale

A differenza di altre criptovalute come Ethereum, che ha subito cali ancora più drastici, il Bitcoin vanta una struttura matematica che ne garantisce la rarità. “Siamo sicuri che più di 21 milioni non ce ne saranno”, ricorda Sartorelli, aggiungendo che tra due anni ci sarà un nuovo halving, ovvero il dimezzamento della produzione di nuovi pezzi.

Questa scarsità programmata è la chiave del suo valore economico nel tempo: “Se un bene è scarso vale di più. Quanto più aumenta la richiesta e l’offerta a un certo punto è zero, potete capire qual è la direzione del prezzo”. È una logica che richiede una mentalità specifica, spesso più diffusa tra i giovani che hanno visto nascere questa tecnologia.

L’occasione d’oro: comprare sotto i 50.000 dollari

L’analisi di Sartorelli si chiude con un consiglio operativo netto per chi vuole costruire un portafoglio resiliente. Se i 60.000 dollari sono già considerati un buon prezzo d’ingresso per un investimento a lungo termine, la vera opportunità si nasconde più in basso. “Per me da 50.000 dollari in giù non dico che è un affare, ma è un ottimo acquisto”.

La strategia suggerita non è quella del trading azzardato, ma di una diversificazione prudente: “Vale la pena averlo come piccola percentuale nel proprio portafoglio, non mettere il 50% su Bitcoin, ma piccoli punti percentuali”. In un mercato che ripaga solo chi ha la giusta mentalità, la pazienza diventa l’asset più prezioso.


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