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Inchiesta Ponte, l’ira di Ciucci: “Espressioni volgari, l’obiettivo è farlo presto e bene”

today11 Giugno 2026

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Inchiesta Ponte, l’ira di Ciucci: “Espressioni volgari, l’obiettivo è farlo presto e bene”

Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina, non usa giri di parole ai microfoni di Roberto Poletti. Durante il programma radiofonico Italia No Limits, l’ingegnere ha voluto mettere subito i puntini sulle i riguardo alle recenti notizie giudiziarie. “La società è del tutto estranea a questa indagine”, ha ribadito con fermezza, sottolineando come il lavoro del team non subirà rallentamenti.

Il mandato ricevuto dalle istituzioni è chiaro e non ammette distrazioni: “Il nostro obiettivo che ci è stato assegnato dal Parlamento, dal governo, è quello di realizzare il ponte presto e bene”. Nonostante il clima acceso, Ciucci assicura che l’impegno prosegue nella massima trasparenza e nel pieno rispetto del lavoro della magistratura.

Chi sono gli indagati e perché l’azienda è fuori dai giochi

Per evitare confusioni mediatiche, Ciucci ha elencato i profili coinvolti nell’inchiesta, precisando i ruoli. “Gli indagati sono tre. Ripeto, Stretto di Messina, tantomeno io, non rientriamo negli indagati”. L’AD ha spiegato che tra le persone citate figura un ex consigliere, l’avvocato Saccomanno, il cui incarico è scaduto ad aprile e che, soprattutto, “non aveva nessuna delega, quindi nessun potere di rappresentanza della società”.

Ciucci ha poi chiarito la gerarchia decisionale interna: “Tutti i poteri di gestione ordinaria e straordinaria della società sono affidati a me per decisione dell’assemblea degli azionisti e del consiglio di amministrazione”. La difesa è netta: nessun atto dell’azienda è sotto la lente degli inquirenti.

L’attacco politico e le offese al progetto tecnico

Ciò che sembra ferire maggiormente l’amministratore delegato è l’uso strumentale dell’inchiesta per colpire il progetto del Ponte. Citando i commenti di alcuni esponenti politici, Ciucci ha espresso profonda amarezza per l’uso di termini pesanti.

Sentir parlare di “verminaio” o “mangiatoia” è inaccettabile: “Un’espressione volgare che offende me e tutta la società”. Secondo il tecnico, queste dichiarazioni sono solo un assist per attaccare l’opera in sé, distogliendo l’attenzione dai fatti reali. “Piuttosto che concentrarsi i commenti sul fatto di per sé ancora tutto da verificare… l’attacco è al progetto tecnico del ponte, alla società”, ha denunciato con vigore durante l’intervista.

Anticorpi d’acciaio contro infiltrazioni e corruzione

La Stretto di Messina S.p.a. non si sente scoperta. Anzi, Ciucci rivendica la solidità dei protocolli interni. “La società si è dotata di una struttura particolarmente articolata e attenta, un sistema di controllo interno e di gestione dei rischi particolarmente sofisticato”.

Il cuore di questa difesa è il cosiddetto framework anticorruzione, che include il Modello organizzativo 231 e un Codice Etico ferreo. Non si tratta solo di burocrazia: “Abbiamo la nomina di un organismo di vigilanza composto da due professionisti di elevatissima professionalità esterni e di un componente interno”. L’obiettivo è blindare ogni passaggio, dalla gestione finanziaria ai futuri cantieri.

Cantiere e autorizzazioni: il cronoprogramma non cambia

Nonostante le turbolenze, la tabella di marcia del Ponte sullo Stretto rimane invariata. Ciucci conferma che il dialogo con le autorità e con l’Europa prosegue spedito. “Stiamo lavorando, contiamo di avere nelle prossime settimane il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici”.

Con l’accordo di programma già registrato dalla Corte dei Conti e il parere favorevole dell’autorità per la regolazione dei trasporti, la macchina è in pieno movimento. “I sistemi di controllo sono già oggi fortissimi, lo diventeranno ancora di più nella misura in cui apriremo i cantieri sul territorio”, ha concluso l’AD, garantendo un monitoraggio costante su chiunque varcherà la soglia dei lavori.

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