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“Calenda meglio di Vannacci”: Sallemi (FdI) gela il Generale

today18 Giugno 2026

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“Calenda meglio di Vannacci”: Sallemi (FdI) gela il Generale

Il caso Vannacci agita i palazzi della politica e accende il dibattito interno alla maggioranza. Durante l’ultima puntata del programma Il Timone delle 13 con Paolo Sergio su Giornale Radio, il senatore di Fratelli d’Italia Salvo Sallemi ha tracciato una linea di demarcazione netta tra il partito di Giorgia Meloni e il movimento Futuro Nazionale guidato dal Generale.

Nonostante i numeri crescenti nei sondaggi, la distanza politica sembra farsi incolmabile. “È evidente, per dichiarazione dello stesso onorevole Vannacci, la sua indisponibilità ad allearsi oggi con il centrodestra”, ha esordito Sallemi, puntando il dito contro un atteggiamento che definisce ostativo verso l’azione dell’esecutivo.

Cinque sfiducie contro il governo Meloni

Il punto di rottura non è solo ideologico, ma si basa su fatti parlamentari precisi. Sallemi non usa giri di parole per descrivere l’operato di Vannacci in Italia: “Mi pare che siano state cinque le sfiduce che il Futuro Nazionale ha votato contro il primo governo della storia guidato da una rappresentante della destra”.

Per il senatore di FdI, questa condotta nasconde un paradosso strategico che finisce per favorire gli avversari storici: “In questo mi pare ci sia una certa funzionalità alla sinistra, ma questo anche per fatti concludenti”.

La critica si sposta poi sulla schizofrenia politica tra Roma e Bruxelles, dove i comportamenti cambiano radicalmente: “Vannacci in Europa vota con noi e in Italia vota cinque volte la sfiducia contro il governo Meloni. Insomma, le posizioni sembrano un po’ strane”.

Calenda vince la sfida dell’affidabilità

La provocazione lanciata in studio sulla possibile scelta tra il Generale e il leader di Azione riceve una risposta spiazzante. Sallemi riconosce a Carlo Calenda una coerenza che, al momento, non vede in Vannacci.

Se dovessi guardare il percorso di Calenda e di Azione in questi quattro anni, ci sono stati momenti in cui Calenda, onestamente, politicamente e intellettualmente è stato chiaro”, ha spiegato il senatore.

Il giudizio finale è una doccia fredda per l’europarlamentare eletto con la Lega: “Oggi, se io dovessi fare una valutazione a bocce ferme, direi che è più affidabile per condotta Calenda che Vannacci, che ha votato cinque sfiduce o attacca frontalmente il governo”.

Secondo Sallemi, il leader di Azione ha dimostrato una “credibilità e un’affidabilità tangibile”, votando provvedimenti in linea con il governo.

Basta slogan, servono i programmi

Fratelli d’Italia chiede al Generale di passare dalla fase della protesta a quella della proposta. Per Sallemi non bastano i consensi se non sono supportati da una visione di Paese condivisa.

Se Vannacci, oltre agli slogan comprensibili, ci dice cosa vuole fare concretamente sui salari, sulla giustizia, sulla burocrazia, sull’energia, sull’istruzione, potremmo cominciare a capire se ci sono margini per alleanze”, ha incalzato il senatore.

Il messaggio è un ultimatum politico: “Prima o poi dovrà decidere se dare una mano alla destra, al centrodestra oppure no”. La stabilità del governo resta la priorità assoluta per il partito della Premier, che non intende mettere a rischio i risultati ottenuti su temi caldi come i rimpatri immediati dei migranti.

Se sei di destra non remi contro

Nonostante il sorpasso nei sondaggi ai danni della Lega, Sallemi ribadisce che il consenso elettorale non è un lasciapassare automatico per l’alleanza. La coerenza ideale deve venire prima della convenienza strategica.

Vannacci deve essere onesto. Se è di destra non può essere contro la destra”, ha sentenziato l’esponente di FdI durante l’intervista.

Il timore del partito è quello di tornare a discutere di temi ormai superati, rischiando di perdere il focus sulle necessità degli italiani. Per Sallemi, il Generale “deve avere la capacità di sedersi, discutere e capire cosa vuole fare di questo consenso che sta costruendo”, evitando di diventare un elemento destabilizzante per una maggioranza che cerca, sopra ogni cosa, una serietà dimostrata dai fatti.

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