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Decreto sicurezza, De Cristofaro (AVS): “Misure propagandistiche e inefficaci, serve una risposta sociale”

today21 Ottobre 2026

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Il capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra al Senato critica il nuovo decreto sicurezza dopo gli episodi di violenza a Milano e richiama l’attenzione sul disagio giovanile, sulle periferie e sulla crescente distanza tra giovani e politica. Durante Il Timone delle 20 con Francesco Massardo su Giornale Radio, Peppe De Cristofaro, senatore e capogruppo di AVS al Senato, ha analizzato le misure del governo, soffermandosi sulle cause sociali delle proteste e sui rischi per la democrazia.

Decreto sicurezza, De Cristofaro: “Inasprire le pene non basta”

Il nuovo decreto sicurezza, arrivato dopo gli episodi di violenza registrati a Milano, non rappresenta secondo Peppe De Cristofaro una risposta efficace al problema. Il senatore di AVS ha criticato l’approccio del governo, basato sull’inasprimento delle pene e sull’introduzione di nuovi reati, senza interventi concreti sul piano della prevenzione.
“Questi decreti sono sbagliati perché sono propagandistici e sono anche totalmente inefficaci”, ha dichiarato De Cristofaro, ricordando i numerosi provvedimenti sulla sicurezza approvati nel corso della legislatura.

Particolarmente critica la sua posizione sul cosiddetto fermo preventivo, una misura che consentirebbe alle forze dell’ordine di intervenire prima delle manifestazioni.
Secondo il senatore, oltre a sollevare dubbi costituzionali, il provvedimento rischia di rivelarsi inefficace di fronte a proteste organizzate attraverso chat e social network, spesso senza strutture politiche riconoscibili.

Proteste giovanili: “Nessuna risposta sociale al disagio”

Per De Cristofaro, il principale limite del decreto è l’assenza di una riflessione sulle condizioni delle nuove generazioni. Il senatore ha sottolineato la necessità di affrontare le difficoltà delle periferie, il disagio giovanile e la mancanza di prospettive future.

Pur condannando gli episodi di violenza e i danneggiamenti, ha invitato a non confondere le proteste con il ritorno della violenza politica organizzata. Si tratterebbe, piuttosto, di fenomeni complessi che coinvolgono ragazzi molto giovani, talvolta estranei a qualsiasi organizzazione. De Cristofaro ha inoltre criticato l’attenzione mediatica concentrata sugli scontri milanesi, a fronte dello scarso spazio riservato ad altre mobilitazioni sociali, come quelle degli autotrasportatori.

Guerre, riarmo e futuro: le preoccupazioni delle nuove generazioni

Un altro elemento centrale dell’intervista riguarda il contesto internazionale nel quale crescono i giovani. Secondo De Cristofaro, le nuove generazioni si confrontano quotidianamente con guerre, crisi economiche e prospettive di crescente militarizzazione.

Il senatore ha richiamato il piano europeo di riarmo da 800 miliardi di euro e il dibattito sulla possibile reintroduzione del servizio militare obbligatorio in alcuni Paesi, evidenziando come questi scenari contribuiscano ad alimentare un clima di incertezza. A questo si aggiunge l’esposizione continua, attraverso i social network, alle immagini dei conflitti internazionali, in particolare della guerra a Gaza, che secondo De Cristofaro incide sulla percezione del futuro da parte dei più giovani.

Crisi della politica, De Cristofaro: “La democrazia rischia di essere sempre meno compatibile con questo capitalismo”

Nella parte conclusiva dell’intervista, il capogruppo di AVS ha affrontato il tema della disaffezione giovanile verso la politica, riconoscendo che il rifiuto espresso nelle piazze non riguarda soltanto il governo, ma può investire l’intero sistema politico.
Secondo De Cristofaro, alla base della rabbia giovanile si trova anche un modello sociale fondato sul consumo e sull’importanza attribuita ai beni materiali, che alimenta frustrazione ed esclusione tra chi non può permetterseli.

“Il rischio vero è che davvero la democrazia sia sempre meno compatibile con questo tipo di capitalismo”, ha concluso il senatore, sostenendo che senza risposte alle disuguaglianze e al disagio sociale le tensioni potrebbero mettere ulteriormente in difficoltà le istituzioni democratiche.

Giulia Marino

In sintesi

  • Decreto sicurezza: De Cristofaro critica l’inasprimento delle pene e l’introduzione di nuovi reati, giudicandoli insufficienti senza interventi di prevenzione sociale.
  • Fermo preventivo: il senatore esprime dubbi sulla legittimità costituzionale e sull’efficacia della misura di fronte a mobilitazioni senza strutture politiche riconoscibili.
  • Disagio giovanile: secondo il capogruppo di AVS, servono risposte alle difficoltà delle periferie, alla mancanza di prospettive e alla crescente distanza tra giovani e politica.
  • Rischi per la democrazia: De Cristofaro collega la rabbia giovanile anche alle guerre e a un modello consumistico che alimenta frustrazione ed esclusione sociale.

FAQ

1. Perché De Cristofaro critica il nuovo decreto sicurezza?

Secondo il senatore, il provvedimento privilegia la repressione senza affrontare le cause del disagio giovanile. Anche il fermo preventivo solleva, a suo giudizio, dubbi costituzionali e di efficacia.

2. Quali risposte propone De Cristofaro al disagio dei giovani?

Chiede di comprenderne le cause e intervenire sul piano sociale, affrontando le difficoltà delle periferie e la mancanza di prospettive, senza giustificare violenze e danneggiamenti.

 


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