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Valditara: “Chi sbaglia paga”. Decreto sicurezza, proteste studentesche e violenze a Milano

today21 Ottobre 2026

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Durante Corrente Alternata con Francesco Borgonovo su Giornale Radio, Giuseppe Valditara, Ministro dell’Istruzione e del Merito, ha affrontato il tema delle recenti violenze a Milano, delle proteste studentesche e delle nuove misure di sicurezza approvate dal governo. Al centro dell’intervista anche il disagio giovanile, il ruolo delle famiglie e gli investimenti destinati alla scuola.

Decreto sicurezza, Valditara: “Un pacchetto di interventi veramente importante”

Il ministro ha espresso pieno sostegno alle nuove misure approvate dal Consiglio dei ministri, sottolineando come la Lega ne avesse richiesto l’introduzione con particolare determinazione.
Secondo Valditara, il decreto rappresenta un passo significativo per rafforzare la vigilanza, il controllo e il contrasto alla criminalità.

Il ministro ha inoltre ridimensionato le indiscrezioni su un presunto intervento del Quirinale per modificare le disposizioni iniziali, sostenendo che le misure richieste dalla Lega siano rimaste nel provvedimento. “Chi sbaglia paga”, ha ribadito Valditara, difendendo la necessità di ristabilire il rispetto dell’autorità e il principio della responsabilità individuale.

Proteste studentesche e occupazioni: “Dobbiamo distinguere dalle attività criminali”

Affrontando il tema delle mobilitazioni nelle scuole, Valditara ha invitato a distinguere le proteste studentesche dagli episodi di violenza verificatisi a Milano.
Secondo il ministro, le contestazioni autunnali sono un fenomeno ricorrente, quest’anno amplificato anche dalle dichiarazioni di esponenti politici, sindacali e del mondo dell’informazione. Valditara ha inoltre sostenuto che gli studenti scesi in piazza rappresentino una minoranza rispetto alla popolazione scolastica.

Il ministro ha rivendicato il dialogo con le consulte studentesche, ricordando il loro coinvolgimento nella definizione dei nuovi programmi scolastici e nelle iniziative dedicate all’intelligenza artificiale.

Sulle notizie circolate nelle chat riguardo a presunte liste di studentesse da aggredire, Valditara ha rassicurato le famiglie: “A scuola si può andare tranquilli”, invitando a non amplificare messaggi allarmistici che, secondo quanto riferito, non trovano riscontro nella realtà.

Violenza a Milano: “Non c’era rabbia sociale, c’era quasi il divertimento”

Commentando gli scontri e i danneggiamenti nel centro di Milano, il ministro ha contestato l’interpretazione che riconduce questi comportamenti esclusivamente al disagio sociale.
Valditara ha riferito che, secondo i dati preliminari ricevuti dal prefetto, circa il 70% dei fermati sarebbe straniero. Ha inoltre descritto, sulla base della propria osservazione, una presenza significativa di giovani di origine nordafricana tra i protagonisti degli episodi violenti.

“Tutto questo con il disagio sociale, credo che abbia poco a che vedere”, ha affermato, descrivendo comportamenti caratterizzati, a suo giudizio, da una volontà di distruzione e provocazione.
Per il ministro, alla base del fenomeno vi sarebbe soprattutto un problema culturale, legato all’indebolimento del rispetto dell’autorità e della responsabilità individuale.

Responsabilità dei genitori: “È sacrosanto” far pagare i danni

Interrogato sulla possibilità di chiamare le famiglie a rispondere dei comportamenti violenti dei figli minorenni, Valditara si è detto favorevole, richiamando l’articolo 2048 del Codice civile.
Secondo il ministro, quando un adolescente commette gravi atti di violenza occorre interrogarsi anche sull’educazione ricevuta e sulla capacità dei genitori di esercitare un controllo.

Valditara ha ricordato le iniziative scolastiche dedicate al rispetto, all’empatia e alla prevenzione della violenza, sottolineando tuttavia che “la scuola da sola non può fare tutto”. Ha inoltre richiamato l’attenzione sull’influenza dei social network e di alcuni contenuti musicali, ribadendo l’importanza dei controlli contro la presenza di armi negli istituti scolastici.

Fondi alla scuola, Valditara: “Falso che siano stati tagliati per destinarli alla difesa”

Il ministro ha respinto le accuse secondo cui il governo avrebbe ridotto le risorse per l’istruzione per aumentare la spesa militare.
Valditara ha sostenuto che il bilancio destinato alla scuola sia cresciuto del 9% due anni fa e dell’1,9% nell’ultimo anno, precisando che le risorse aggiuntive per la difesa rientrerebbero in una specifica deroga europea al Patto di stabilità.

Ampio spazio è stato dedicato anche all’edilizia scolastica. Il ministro ha dichiarato che negli ultimi quattro anni sono stati investiti oltre 14 miliardi di euro tra fondi nazionali e PNRR, avviando interventi di riqualificazione sul 30% degli istituti italiani.

Valditara ha infine annunciato un ulteriore miliardo di euro già stanziato e la richiesta di nuove risorse nella legge di bilancio. Ha anche anticipato l’intenzione di rendere maggiormente visibili ai cittadini gli interventi realizzati, ricordando che la gestione degli edifici scolastici è di competenza degli enti locali.

Giulia Marino

In sintesi

  • Sicurezza: Valditara sostiene le nuove misure del governo e ribadisce il principio «Chi sbaglia paga», chiedendo maggiore rispetto dell’autorità e responsabilità individuale.
  • Proteste studentesche: il ministro distingue le mobilitazioni dagli episodi di violenza a Milano e rivendica il dialogo con le consulte studentesche.
  • Responsabilità delle famiglie: favorevole a chiamare i genitori a rispondere dei comportamenti violenti dei figli minorenni, sottolinea che la scuola non può svolgere da sola il compito educativo.
  • Risorse per la scuola: respinge le accuse di tagli a favore della difesa e dichiara oltre 14 miliardi investiti nell’edilizia scolastica in quattro anni, con un ulteriore miliardo già stanziato.

FAQ

1. Come interpreta Valditara gli episodi di violenza a Milano?

Il ministro contesta una lettura basata esclusivamente sul disagio sociale e individua soprattutto un problema culturale, legato all’indebolimento del rispetto dell’autorità e della responsabilità individuale.

2. Quali interventi sono stati avviati per l’edilizia scolastica?

Secondo Valditara, i fondi nazionali e del PNRR hanno permesso di avviare la riqualificazione del 30% degli istituti italiani. Il ministro ha inoltre chiesto nuove risorse nella legge di bilancio.

 


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