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“L’Italia è assente in Europa”: Picierno lancia gli Europeisti e gela il Governo

today16 Giugno 2026

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“L’Italia è assente in Europa”: Picierno lancia gli Europeisti e gela il Governo

Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento Europeo, non usa mezzi termini per descrivere la nascita di Europeisti, il movimento presentato a Milano insieme a Carlo Calenda. Intervenendo in diretta a Il Timone delle 13 con Paolo Sergio su Giornale Radio, l’eurodeputata ha tracciato una linea netta tra il nuovo progetto e l’attuale immobilismo del sistema italiano.

Il richiamo ai padri fondatori e al recente monito di Mario Draghi è immediato: l’Europa non è più un sogno, ma una necessità vitale per competere con le grandi potenze. “Mario Draghi ha molta ragione, come al solito non rinuncia all’idea di dare una bella sveglia alla politica italiana ed europea”, ha esordito Picierno, sottolineando come l’iniziativa sia proprio la risposta a questo bisogno di scossa. “Stiamo provando ad aprire uno spazio politico fuori dai due poli perché siamo convinti che c’è un’Italia e un popolo profondamente europeista”.

L’Italia grande assente dai tavoli che contano

Il giudizio di Picierno sull’operato del Governo Meloni a Bruxelles è durissimo, specialmente riguardo al recente “non paper” sul superamento del diritto di veto, firmato dai Paesi fondatori dell’Unione. “Da quel documento mancava la firma dell’Italia ed è una cosa gravissima”, ha denunciato con vigore.

Secondo la vicepresidente, il nostro Paese è diventato un attore secondario a causa di una visione provinciale e ideologica. “Il problema è che l’Italia è assente perché al governo c’è una destra sovranista da cui tutto mi separa, che preferisce Trump all’Europa”.

Ma la critica non risparmia l’opposizione: per Picierno, nemmeno un eventuale “campo largo” avrebbe garantito quella firma, a causa delle divisioni interne su temi fondamentali come la difesa e la competitività. “L’Europa così com’è è assolutamente insufficiente e i singoli stati membri da soli arrancano”.

Dal bipolarismo al “bipopulismo” dei cartelli elettorali

L’analisi si sposta poi sulla degenerazione del confronto politico interno, passato dal modello degli anni Novanta a una rincorsa agli estremi che Picierno definisce senza sconti. “C’è stato uno scivolamento progressivo ma inesorabile verso un populismo sempre maggiore, dovuto dalla necessità e dall’opportunismo di tenere in piedi coalizioni a qualsiasi costo”, ha spiegato ai microfoni di Giornale Radio.

È il trionfo di quello che l’eurodeputata chiama “bipopulismo”, un sistema dove le alleanze non nascono su una visione comune, ma sulla pura sopravvivenza numerica. “Si sono costruiti cartelli elettorali tra forze politiche che non condividono nulla, che stanno insieme solo perché vogliono vincere le elezioni. Questa cosa secondo noi deve finire”.

La stanchezza di chi lavora contro la politica della “caciara”

Il distacco tra i palazzi del potere e la realtà produttiva del Paese è, secondo Picierno, ai livelli di guardia. Il nuovo polo democratico si rivolge proprio a chi non si riconosce più nelle urla dei talk show e nelle sceneggiate parlamentari.

La verità è che noi abbiamo visto in questi anni soltanto caciare, cartelli nelle discussioni parlamentari, faccine, ricostruzioni dei caffè e degli scontri alla buvette della Camera”. Questo modo di fare politica ha stancato “l’Italia che produce, che lavora, che studia e che poi non trova nessuna risposta ai suoi bisogni”.

Per Picierno, l’offerta politica attuale è ridotta a uno “scontro identitario perpetuo” che ignora le necessità di emancipazione dei cittadini. “Né dal governo e né dall’opposizione si ha mai un’idea di Paese più giusto e più libero”.

Il coraggio di scegliere il Paese oltre la convenienza

La sfida lanciata con il movimento Spazio Pubblico e la federazione degli Europeisti richiede un cambio di mentalità radicale per l’area moderata. Non si tratta di occupare una sedia al centro, ma di rimettere al centro i problemi reali.

Vogliamo essere al centro dei problemi e della vita del Paese. Lo si fa naturalmente essendo seri”, ha ribadito l’onorevole. Ai moderati che temono di lasciare il porto sicuro delle grandi coalizioni, Picierno rivolge un appello finale che sa di sfida etica.

Ci vuole il coraggio e la determinazione di anteporre il Paese alla propria prospettiva. Noi stiamo provando a guardare esclusivamente al bene del Paese e tutto il resto viene oggettivamente dopo”. Un salto nel buio necessario, conclude, per superare un bipopulismo che ha “avvelenato l’Italia”.

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