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Luca Parmitano e il sogno Artemis 3: “Sulla Luna con il razzo più potente della storia, è un sogno incredibile”

today15 Giugno 2026

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Luca Parmitano e il sogno Artemis 3: “Sulla Luna con il razzo più potente della storia, è un sogno incredibile”

Luca Parmitano è pronto a scrivere una nuova, straordinaria pagina della storia aerospaziale internazionale. L’astronauta dell’ESA sarà l’unico italiano a partecipare alla missione NASA Artemis 3, l’impresa che riporterà l’uomo verso la Luna. Durante l’intervista realizzata da Michele Ceci per Il Timone delle 20, Parmitano ha espresso tutta la sua emozione per questa nomina.

Sono ancora estremamente grato, onorato della scelta e del ruolo che mi è stato dato”, ha dichiarato, descrivendo l’incarico come un “incredibile sogno al quale mi approccio con tanta umiltà”. Per Parmitano, il ruolo di pilota in questa missione rappresenta il culmine di una carriera dedicata al volo e alla ricerca scientifica oltre i confini terrestri.

L’unione tra uomo e macchina per sfidare i limiti del volo

Il compito che attende l’astronauta italiano non è solo una sfida tecnica, ma un percorso di simbiosi totale con il nuovo veicolo spaziale. Parmitano dovrà affrontare un addestramento rigoroso per padroneggiare Orion, la capsula che trasporterà l’equipaggio.

Dovrò imparare a conoscere un’astronave da zero, a farne un’estensione del mio corpo e della mia mente per poterla spingere ai limiti del suo sviluppo di volo”, ha spiegato con determinazione. Per un pilota sperimentatore, la possibilità di contribuire al disegno delle procedure operative è un’occasione unica.

È un momento bellissimo in tutti i sensi”, ha aggiunto, evidenziando come l’apprendimento di ogni singolo sistema sia parte integrante del fascino di questa avventura.

Il debutto del mostro di potenza SLS e l’eccellenza europea

La missione Artemis 3 si avvarrà di tecnologie d’avanguardia mai testate prima in condizioni reali di volo umano verso lo spazio profondo. Al centro del progetto c’è il vettore americano, ma con una fondamentale componente del vecchio continente.

L’ESA metterà a disposizione il terzo modulo di servizio europeo, un fondamento che ci rende dei partner assolutamente solidi e desiderati”, ha ricordato Parmitano. L’attesa è tutta per il lancio: “Sarà la prima volta che volo con l’SLS, il razzo più potente mai costruito nella storia”.

Anche la navetta Orion sarà in una versione evoluta, dotata di uno scudo termico modificato e software sofisticati progettati specificamente per gestire il congiungimento con i futuri lander lunari.

Aprire la strada per le future colonie sul suolo lunare

Sebbene l’obiettivo finale dell’umanità sia tornare a camminare sulla superficie della Luna, il lavoro di Artemis 3 sarà determinante per rendere sicure le operazioni future. Parmitano e il suo equipaggio avranno il compito di “abbassare il livello di rischio delle missioni successive”, sperimentando le manovre di attracco e trasferimento nello spazio profondo.

Stiamo acquisendo competenze che prima non avevamo”, ha sottolineato l’astronauta, definendo questo approccio come qualcosa di mai visto prima nel mondo del volo spaziale. L’idea è quella di gestire le fasi più critiche di ricongiungimento orbitale affinché il prossimo equipaggio possa concentrarsi esclusivamente sulle attività della superficie lunare.

Per Aspera ad Astra: la visione di un pilota verso l’infinito

La filosofia che guida Luca Parmitano in questa impresa è quella della crescita continua e del superamento dei propri limiti. Citando il suo comandante Randy Bresnik, ha ricordato che “la missione più importante è sempre quella successiva”, indipendentemente dall’obiettivo raggiunto.

Il ritorno verso la Luna non è un punto d’arrivo, ma una tappa fondamentale per l’esplorazione del Deep Space. Nonostante le enormi difficoltà e l’impegno costante richiesto dall’addestramento, lo spirito dell’astronauta italiano rimane saldo.

Il suo saluto finale è un inno alla resilienza e alla speranza: “Sempre per Aspera ad Astra, come si suol dire”. Una promessa che porta l’Italia direttamente nel futuro delle esplorazioni spaziali.

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