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“Salvini trascinato a fondo dai suoi”: lo sfogo di Bof dopo l’addio alla Lega

today8 Giugno 2026

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“Salvini trascinato a fondo dai suoi”: lo sfogo di Bof dopo l’addio alla Lega

Gianangelo Bof, ai microfoni de Il Timone delle 13, il programma condotto da Paolo Sergio su Giornale Radio, ha rotto il silenzio dopo la sua uscita dalla Lega per approdare a Futuro Nazionale. Un addio che scuote il panorama politico, arrivato dopo oltre due decenni di militanza ininterrotta.

Ventitré anni di militanza e una scelta sofferta

Gianangelo Bof non nasconde l’amarezza per un percorso che si interrompe bruscamente dopo una vita intera nel movimento. “Dopo 23 anni di Lega è stata sicuramente una scelta sofferta, una scelta sulla quale ho riflettuto tantissimo”, ha spiegato il deputato, sottolineando come la sua identità politica sia indissolubilmente legata al territorio.

“Io è dal 2007 che sono sindaco del mio comune e dal 2003 che ne sono consigliere comunale”, rivendica con orgoglio, spiegando che la politica deve essere un atto di pura rappresentatività. “La politica nostra è sempre stata quella vicino ai cittadini, ascoltando la gente, ascoltando le loro paure, i loro bisogni”, un legame che, secondo Bof, si è pericolosamente incrinato negli ultimi tempi.

L’accusa agli apparati e il distacco dai cittadini

Il passaggio a Futuro Nazionale non è solo un cambio di casacca, ma una reazione a un sistema che Bof percepisce come ormai distante dalla realtà quotidiana. “L’attività di poter ritornare a far politica sul territorio, parlando con la gente e portando nei palazzi i problemi cercando delle soluzioni, è quello che mi anima”, ha dichiarato l’onorevole.

La stoccata verso i vertici del partito di via Bellerio è netta: “Ultimamente gli apparati, e in parte anche le persone che spesso avevano perso di vista quello che erano i cittadini, non mi consentivano più di fare politica come volevo”. Nonostante l’addio, Bof conferma di aver ricevuto moltissimi attestati di stima dai suoi concittadini per la coerenza della scelta fatta.

Il nodo Salvini e il peso dei suoi fedelissimi

Nonostante il distacco, Bof mantiene un giudizio di rispetto umano e politico verso il segretario della Lega, pur individuando un problema strutturale attorno alla sua figura. “A me di criticare Matteo Salvini… io lo stimo per quello che ha fatto per la Lega, è la persona che l’ha portata al 30%”, ammette con onestà.

Tuttavia, l’analisi si fa spietata quando si parla dell’entourage del Capitano: “Matteo ha attorno a sé tantissime persone che, invece di essere un valore aggiunto per lui, diventano un peso che lo stanno trascinando a fondo”. Una critica rivolta a chi, dopo essere stato sul palco nei momenti d’oro, oggi preferisce prendere le distanze invece di assumersi responsabilità.

Il ritorno allo spirito della Lega delle origini con Vannacci

Il deputato vede in Roberto Vannacci e in Futuro Nazionale la vera eredità dei valori leghisti che sembravano smarriti. “Noi giovani quando siamo partiti a lavorare con la Lega dicevamo le stesse cose che oggi dice il generale Vannacci”, osserva Bof, spiegando che quel programma e quello spirito oggi appaiono “annacquati” nel vecchio partito.

Per Bof, Vannacci non è un corpo estraneo, ma una figura che era stata pienamente legittimata dai vertici: “Era talmente riconosciuto all’interno della Lega tanto da diventare vicesegretario, quindi non sto parlando di una persona lontana dai temi del movimento”.

La metafora della partita a scopa al bar

Per spiegare il senso profondo della sua missione, Bof ricorre a un’immagine popolare e potente: la partita a carte nel bar del paese. “Quando ero chiuso nei palazzi, anche da sindaco, usavo andare a farmi la partita a scopa al bar per sentire le persone vere”, racconta l’onorevole.

Per lui, quel tavolo è il termometro della democrazia: “Quando improvvisamente non riuscivi più a capire quelli che dicevano le persone con le quali giocavi a scopa, capivi che non erano loro a sbagliare perché erano sempre gli stessi. Probabilmente eri tu che dovevi tornare sui tuoi passi perché stavi cambiando”. Una vibrazione, quella del contatto umano, che Bof spera di ritrovare pienamente nella sua nuova avventura politica.

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