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Trump e Netanyahu, il patto che decide il futuro. Alberto Negri: “Quando si incontrano decidono i destini del mondo”

today28 Luglio 2026

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Trump e Netanyahu, il patto che decide il futuro. Alberto Negri: “Quando si incontrano decidono i destini del mondo”

L’incontro a Washington tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e Donald Trump non rappresenta una semplice formalità diplomatica, ma un passaggio potenzialmente decisivo per gli equilibri internazionali. Durante L’Attimo Fuggente con Luca Telese e Giuliano Guida Bardi su Giornale Radio, l’analista Alberto Negri ha descritto un asse politico capace di incidere sui conflitti in Medio Oriente, sull’economia globale e sui rapporti di forza tra Stati Uniti, Europa e NATO.

Un incontro che può cambiare gli equilibri mondiali

Secondo Alberto Negri, il rapporto tra Trump e Netanyahu ha già dimostrato in passato di poter produrre conseguenze rilevanti sul piano internazionale.

«Trump e Netanyahu quando si incontrano decidono i destini del mondo», afferma il giornalista.

Negri ricorda come il premier israeliano sia già riuscito a orientare le scelte dell’amministrazione americana nei confronti dell’Iran, spingendo verso iniziative particolarmente dure.

Il nuovo incontro avviene inoltre mentre Netanyahu è impegnato nella campagna elettorale e non sembra intenzionato ad arretrare sui principali fronti regionali, dal Libano alla Siria fino alla Striscia di Gaza.

Trump tra ricerca della vittoria ed escalation

Nell’analisi di Negri, Donald Trump appare diviso tra la volontà di presentarsi come il leader capace di chiudere i conflitti e il rischio di favorire nuove escalation militari.

Le decisioni prese a Washington potrebbero avere conseguenze non soltanto sulla sicurezza del Medio Oriente, ma anche sui mercati internazionali, sui prezzi dell’energia e sulle rotte commerciali.

Le tensioni nell’area del Mar Rosso e nei Paesi vicini a Israele possono infatti produrre effetti diretti sull’economia mondiale, influenzando i costi del carburante, dei trasporti e delle merci.

Il silenzio dell’Europa e della NATO

In questo scenario, Negri descrive il ruolo dell’Europa e della NATO come fortemente marginale.

«Il nostro silenzio è assordante. Conta qualcosa la NATO? Conta qualcosa l’Europa? Non mi pare», osserva.

Secondo il giornalista, le istituzioni europee non riescono a incidere sulle decisioni che riguardano il Medio Oriente, nonostante siano direttamente esposte alle conseguenze economiche, politiche e migratorie delle crisi regionali.

L’Europa rimarrebbe così alla finestra mentre altri attori stabiliscono le condizioni dei negoziati e gli equilibri futuri.

Gaza e il blackout dell’informazione

Uno dei punti più critici dell’intervento riguarda la situazione nella Striscia di Gaza e l’impossibilità per la stampa internazionale di accedere liberamente al territorio.

Negri sottolinea che, dal 7 ottobre 2023, i giornalisti stranieri non hanno potuto documentare direttamente quanto avviene nella Striscia.

Questo oscuramento informativo impedisce la presenza di osservatori indipendenti e rende più difficile verificare in modo completo le condizioni della popolazione civile e lo svolgimento delle operazioni militari.

«Israele è un Paese democratico solo per gli ebrei, ma non per gli altri. Non lo è per i palestinesi, non lo è neppure per i nostri standard», afferma Negri.

La distanza tra i valori occidentali e la realtà

Secondo l’analista, il caso di Gaza mette in evidenza una profonda contraddizione tra i valori democratici rivendicati dall’Occidente e la realtà dei fatti sul campo.

La mancanza di accesso per la stampa e il disinteresse mostrato da parte di diversi governi europei contribuirebbero a relegare la sofferenza della popolazione palestinese in una zona d’ombra.

Negri critica quindi l’assenza di una posizione politica europea capace di chiedere trasparenza, tutela dei civili e rispetto del diritto internazionale.

La politica degli slogan e la costruzione del nemico

L’analisi si allarga poi al funzionamento della politica contemporanea, sempre più fondata, secondo Negri, sulla paura e sulla semplificazione.

«L’ideologia oggi è fatta con gli slogan e punta ad attirare il consenso popolare attraverso la paura popolare di qualunque cosa che possa destabilizzare la vita quotidiana delle persone», spiega.

La costruzione di un nemico, reale o simbolico, diventa così uno strumento utile per mobilitare l’elettorato e mantenere uno stato di tensione permanente.

In questo contesto, figure come Trump riescono a rafforzare il proprio consenso evocando minacce politiche e sociali, anche quando queste appaiono lontane dai problemi concreti della popolazione.

Il nodo della corruzione in Ucraina

Nella parte conclusiva dell’intervista, Negri affronta anche la questione dei finanziamenti europei destinati all’Ucraina e dei controlli sul loro utilizzo.

Secondo il giornalista, a Kiev esisterebbe un livello di corruzione particolarmente elevato, soprattutto nel settore della difesa.

«C’è una corruzione enorme a Kiev che nessuno vuole guardare, soprattutto l’Europa», afferma.

Negri richiama il caso del ministro della Difesa Fiodorov, che sarebbe stato rimosso dopo aver iniziato a colpire interessi e reti corruttive legate agli appalti militari.

L’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea

Il problema della corruzione, secondo Negri, dovrebbe essere affrontato prima di accelerare il processo di adesione dell’Ucraina all’Unione europea.

L’analista ritiene che il Paese sia ancora distante dagli standard istituzionali e amministrativi richiesti per l’ingresso nell’UE.

Il rischio è che la pressione politica per integrare rapidamente Kiev porti a ignorare criticità note anche ai servizi di intelligence internazionali.

In sintesi

  • Secondo Alberto Negri, gli incontri tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu possono determinare scelte capaci di cambiare gli equilibri internazionali.
  • L’analista denuncia la marginalità diplomatica dell’Europa e della NATO di fronte alle crisi in Medio Oriente.
  • Negri critica il mancato accesso della stampa internazionale a Gaza e parla di un grave oscuramento informativo.
  • La politica contemporanea viene descritta come fondata su slogan, paura e costruzione artificiale del nemico.
  • Il giornalista richiama infine l’attenzione sulla corruzione nel settore della difesa ucraino e sulla mancanza di controlli europei.

FAQ

Perché l’incontro tra Trump e Netanyahu è considerato così importante?

Secondo Alberto Negri, i due leader hanno la capacità di influenzare direttamente le decisioni militari e diplomatiche in Medio Oriente, con conseguenze anche sull’economia mondiale e sulla stabilità internazionale.

Qual è il ruolo dell’Europa secondo Negri?

L’analista considera l’Europa e la NATO sostanzialmente marginali rispetto alle decisioni prese da Stati Uniti e Israele, nonostante le conseguenze delle crisi ricadano direttamente anche sui Paesi europei.

Cosa emerge sull’Ucraina dall’intervista?

Negri denuncia una corruzione sistemica particolarmente grave a Kiev, soprattutto nel settore della difesa, e sostiene che l’Europa tenda a ignorare il problema mentre continua a finanziare il Paese.

Meta description: Alberto Negri a Giornale Radio analizza l’incontro tra Trump e Netanyahu: dal futuro del Medio Oriente al silenzio dell’Europa, fino alla corruzione in Ucraina.

 


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